Israele/Territori Palestinesi Occupati: 'attacco ripugnante' contro la sinagoga di Har Nof - Amnesty International Italia

Israele/Territori Palestinesi Occupati: ‘attacco ripugnante’ contro la sinagoga di Har Nof

18 novembre 2014

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Amnesty International ha definito ‘ripugnante’ l’attacco avvenuto la mattina del 18 novembre alla sinagoga di Har Nof, un sobborgo di Gerusalemme Ovest, in cui sono stati uccisi quattro fedeli e altri otto sono rimasti feriti.I responsabili dell’attacco, il peggiore contro i civili a Gerusalemme da sei anni a questa parte, hanno mostrato un completo disprezzo per i principi fondamentali di umanità.

‘Niente potrà mai giustificare un attacco ripugnante come quello che ha colpito delle persone che pregavano in una sinagoga. Si è trattato di una deliberata uccisione di civili che dev’essere profondamente condannata’ – ha dichiarato Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord.

L’attacco è stato condotto da due cugini palestinesi residenti a Gerusalemme Est. Nessun gruppo lo ha ancora rivendicato, ma sia Hamas che il gruppo armato palestinese Jihad islamica si sono congratulati con gli autori. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha invece espresso condanna.

Il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu ha annunciato una risposta ‘con la mano pesante’. Amnesty International teme che le violazioni dei diritti umani dei palestinesi della Cisgiordania occupata, come le demolizioni delle case e altre punizioni collettive, possano intensificarsi.

Negli ultimi mesi, sia in Israele che nella Cisgiordania occupata, c’è stato un crescendo di attacchi contro civili e militari israeliani. Palestinesi hanno cercato di investire pedoni o hanno accoltellato persone alle fermate degli autobus.

Il 10 novembre, ad esempio, Maher al-Haslamoni, un palestinese di Hebros, ha cercato di investire con un’automobile alcuni israeliani nei pressi di un insediamento nella Cisgiordania occupata e poi ne ha accoltellati tre. Lo stesso giorno Nur al-Din Hashiya, un palestinese di Nablus, ha ucciso a coltellate un soldato alla stazione ferroviaria di Tel Aviv.

Le autorità israeliane hanno reagito compiendo violazioni del diritto internazionale dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario, come le demolizioni delle abitazioni delle famiglie coinvolte negli attacchi.

‘Colpire le famiglie di presunti responsabili distruggendo le loro abitazioni è una punizione collettiva, vietata dal diritto internazionale. La tensione in Cisgiordania è alle stelle dopo l’ultimo conflitto di Gaza. Le autorità israeliane non devono violare i diritti dei palestinesi attraverso le punizioni collettive e altre misure estreme per ripristinare la sicurezza’ – ha commentato Luther.

Nelle ultime settimane vi è stata anche una serie di uccisioni di palestinesi che prendevano parte a manifestazioni, sebbene la vita degli agenti di polizia che hanno aperto il fuoco non fosse in pericolo. Vi sono stati anche attacchi dei coloni israeliani nei confronti dei palestinesi che raccoglievano le olive.

‘Le forze di sicurezza israeliane hanno l’obbligo di proteggere tutta la popolazione, israeliana e palestinese. Invece di insistere ‘con la mano pesante’, le autorità israeliane dovrebbero assicurare che chiunque attacchi i civili da un lato o dall’altro sia portato di fronte alla giustizia. Se non lo faranno, renderanno più forti gli aggressori e peggioreranno il ciclo di sangue’ – ha concluso Luther.