"La libertà non deve morire in mare": per restituire la voce a chi non l'ha mai avuta

“La libertà non deve morire in mare”: un docufilm per restituire la voce a chi non l’ha mai avuta

27 settembre 2018

Tempo di lettura stimato: 2'

Realizzato tra il 2016 e il 2017 con la collaborazione di Guardia CostieraMedici senza Frontiere, Guardia di Finanza e con il patrocinio di Amnesty International ItaliaLa libertà non deve morire in mare di Alfredo Lo Piero racconta senza filtri la drammatica situazione degli sbarchi sull’isola di Lampedusa, attraverso testimonianze dirette di volontari, sopravvissuti, medici, associazioni, organi di Stato; persone che sono fuggite da qualcuno o qualcosa e altre che – per mestiere, caso, carità cristiana, scelta politica – le hanno accolte e salvate.

Il film, in sala dal 27 settembre con Distribuzione Indipendente, non vuole essere di stampo politico, come spiega lo stesso autore: “Lotterò sempre per non farlo strumentalizzare o percepire come tale; è un film umano, realizzato in un periodo storico, se pur recente, differente da quello attuale: mai avrei immaginato che a distanza di appena due anni quegli stessi eroi, con e senza divisa, potessero essere additati, vincolati, obbligati a nuovi protocolli, drastici e fuori da ogni ragione”.

La libertà non deve morire in mare nasce dalla volontà di restituire voce a chi, sin qui, non l’ha mai avuta o ne ha avuta poca, con un intento meramente documentaristico, nel senso più spoglio, verista e autentico del termine.

Di seguito il trailer del docufilm: