Decreto sicurezza è legge, Tavolo asilo: "Aumenterà ingiustizie e razzismo"

Decreto sicurezza è legge, Tavolo Asilo Nazionale: “Aumenterà ingiustizie e razzismo”

29 novembre 2018

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Il 28 novembre 2018, la Camera ha approvato il decreto sicurezza con 396 sì: il provvedimento, che contiene anche misure in tema di immigrazione, è ora legge.

Il Tavolo di Asilo Nazionale – composto da A buon diritto, Action Aid, Amnesty International Italia, Arci, Asgi, Avvocato di Strada, Casa dei diritti sociali, Centro Astalli, CIR, CNCA, Comunità di S.Egidio, Emergency, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Intersos,  Médecins du Monde Missione Italia, Oxfam, Save the Children, Senza Confine– esprime serie preoccupazioni e dissenso per l’approvazione della legge Sicurezza e Immigrazione su cui la Camera dei Deputati ha votato la fiducia al Governo.

Ci preoccupano non poco le misure contenute nel decreto, incompatibili con i principi costituzionali e di diritto internazionale, e che avranno ricadute negative sulla vita di migliaia di persone ma anche su tutta la società“.

Le misure per i richiedenti asilo

I richiedenti asilo, comprese le famiglie e le donne sole con bambini, non solo non avranno più accesso a un’accoglienza dedicata, ma avranno ancora meno possibilità di ottenere un regolare titolo di soggiorno e quindi saranno più fragili socialmente e ricattabili. Dovranno accettare di lavorare in nero o, spesso, di pagare per avere un contratto che consenta loro di convertire il permesso da umanitario in lavoro. Aumenterà lo sfruttamento lavorativo e, con il lavoro nero più incidenti e meno sicurezza.

Le preoccupazioni sui sistemi di accoglienza

Viene fortemente ridimensionamento il sistema pubblico di accoglienza, quello degli SPRAR, gestito dai comuni, mentre aumenta il ruolo dei grandi centri e con essi il malaffare e la corruzione.

È allarmante l’introduzione della detenzione amministrativa, fino a oltre 6 mesi, per persone che non hanno commesso alcun crimine, usata solo come criterio per verificarne l’identità.

Queste misure impatteranno largamente su comunità locali e sindaci, che si troveranno a gestire maggior disagio sui loro territori e un aumento del conflitto sociale“.

Per questo non possiamo che impegnarci a continuare con il nostro quotidiano lavoro di supporto e integrazione di migranti, perché solo lavorando per la legalità, il rispetto dei diritti umani e la dignità delle persone faremo fronte alle ingiustizie e al razzismo dilagante“.