L'Onu pubblica l'elenco delle aziende che hanno attività economiche negli insediamenti israeliani - Amnesty International Italia

L’Onu pubblica l’elenco delle aziende che hanno attività economiche negli insediamenti israeliani

14 febbraio 2020

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Amnesty International ha apprezzato la decisione delle Nazioni Unite di pubblicare, come era stato chiesto nel 2016 dal Consiglio Onu dei diritti umani, l’elenco di oltre 100 aziende che hanno attività economiche negli insediamenti illegali israeliani nei Territori palestinesi occupati.

L’elenco comprende una serie di aziende di turismo online, tra cui Airbnb, TripAdvisor, Expedia e Booking.com, che Amnesty International aveva in precedenza accusato di favorire il turismo negli insediamenti israeliani contribuendo in tal modo alla loro esistenza ed espansione.

Insediare popolazioni civili in territori occupati viola il diritto internazionale umanitario e costituisce un crimine di guerra. Pubblicare i nomi delle aziende che fanno profitti da questa situazione illegale è il segnale, da parte della comunità internazionale, che gli insediamenti non saranno mai normalizzati“, ha dichiarato Saleh Higazi, vicedirettore di Amnesty International per il Medio Oriente.

Chiediamo a queste aziende di rispettare i loro obblighi internazionali e cessare di realizzare profitti attraverso gli insediamenti“, ha aggiunto Higazi.

Amnesty International ha chiesto all’ufficio dell’Alta commissaria per i diritti umani e al Consiglio dei diritti umani di collaborare con altre parti interessate affinché l’elenco delle aziende sia regolarmente aggiornato e riceva sostegno finanziario in modo da proseguire il monitoraggio sulle aziende collegate a violazioni dei diritti umani nei Territori palestinesi occupati.

L’organizzazione per i diritti umani ha rimarcato che quando una potenza occupante costruisce insediamenti in un territorio occupato e consente ai suoi cittadini di andare a viverci, sta commettendo un crimine di guerra ai sensi del diritto internazionale. Gli insediamenti nei Territori palestinesi occupati sono costruiti su terre requisite illegalmente e sono causa di un’ampia gamma di gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani dei palestinesi.

Nel 2019 Amnesty International aveva rivelato come Airbnb, TripAdvisor, Expedia e Booking.com stessero favorendo l’espansione degli insediamenti e aveva sollecitato queste aziende a rimuovere dalle loro destinazioni gli insediamenti illegali nei Territori palestinesi occupati.

Queste aziende pubblicizzano attrazioni turistiche legate a crimini di guerra. La positiva decisione delle Nazioni Unite deve far aumentare la pressione sulle aziende turistiche affinché smettano di promuovere destinazioni che si trovano su terre palestinesi requisite“, ha proseguito Higazi.

La pubblicazione di questo elenco è un tempestivo monito che gli insediamenti sono illegali e non saranno mai normalizzati. Le aziende non hanno scuse: continuare a svolgere attività economiche negli insediamenti significa violare consapevolmente i loro obblighi internazionali“, ha concluso Higazi.

Sulla base dei Principi guida delle Nazioni Unite su aziende e diritti umani, le prime hanno l’obbligo di “evitare di causare o contribuire a effetti negativi sui diritti umani attraverso le loro attività e a rimediare a tali effetti quando si verifichino“.