Francia, Martine Landry è stata assolta: “La solidarietà non è un reato!” - Amnesty International Italia

Francia, Martine Landry è stata assolta: “La solidarietà non è un reato!”

18 luglio 2018

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Il 17 luglio 2018 il tribunale francese ha assolto Martine Landry dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’attivista di Amnesty International, una pensionata di 73 anni, ha rischiato 5 anni di carcere e una multa di 30.000 euro solo per aver aiutato due migranti stranieri di soli 15 anni.

“La decisione di oggi è una vittoria non solo per la giustizia ma anche per il senso comune. Martine Landry non ha fatto niente di male. Accompagnando due richiedenti asilo minorenni a una stazione di polizia perché potessero registrarsi ed essere assistiti, ha agito mostrando compassione e nel rispetto della legge”, ha dichiarato la direttrice di Amnesty International per l’Europa Gauri van Gulik.

“Siamo sollevati per la fine di quest’incubo, ma va sottolineato che Martine Landry non avrebbe mai dovuto essere incriminata”, ha proseguito la direttrice.

In questi mesi sono arrivati quasi 1500 i messaggi di solidarietà che gli studenti delle classi Amnesty kids hanno voluto inviare a Martine Laundry. Di seguito il video con alcuni dei messaggi che le sono stati consegnati:

I fatti

Il 28 luglio 2017, la polizia italiana rispediva in Francia – a piedi – due migranti stranieri di soli 15 anni.

Quello stesso giorno, Martine Landry, attivista di Amnesty International Francia, li incontrava al confine di Mentone/Ventimiglia, lato francese, per riaccompagnarli alla polizia di frontiera (PAF), avendo con sé i documenti che testimoniavano la domanda di presa in carico da parte dell’Aide sociale à l’enfance (ASE).

Per questo gesto di grande umanità è stata giudicata da un tribunale francese: ha rischiato una condanna fino a 5 anni di carcere e 30.000 euro di multa.

Martine ha 73 anni e, dal 2002, è impegnata in una missione di osservazione sui migranti e i rifugiati che si trovano alla frontiera franco-italiana.

La sua unica colpa è stata quella di aver voluto prestare assistenza e aiuto a due ragazzi minorenni.