Nuove linee-guida per frenare l’uso eccessivo della forza da parte della polizia

6 Settembre 2015

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Dalle strade di Ferguson in Missouri alle favelas di Rio, l’uso della forza e delle armi da fuoco da parte della polizia fa notizia quando ha esiti fatali. In innumerevoli altri casi, tra cui la risposta alle manifestazioni, la polizia è fin troppo incline a usare la forza invece di cercare una soluzione pacifica. In molti paesi, la polizia usa gas lacrimogeni, pallottole di gomma e altre munizioni in modo arbitrario o eccessivo con gravi conseguenze, anche mortali, spesso senza venir chiamata a risponderne. Amnesty International ha voluto reagire a queste gravi carenze nell’esercizio del potere di mantenimento dell’ordine pubblico pubblicando nuove linee-guida rivolte alle autorità di governo affinché le forze di polizia assicurino di rispettare e di proteggere al massimo grado la protezione della vita e l’integrità fisica delle persone.

Troppo spesso, in molti paesi del mondo, persone vengono uccise o gravemente ferite quando la polizia ricorre alla forza in violazione degli standard internazionali o delle leggi nazionali in vigore‘ – ha dichiarato Anja Bienert, del programma Polizia e diritti umani di Amnesty International Olanda. ‘Nessuno mette in dubbio che la polizia è chiamata a svolgere un compito difficile e spesso anche pericoloso. Ma i governi e le autorità incaricate del rispetto dell’ordine pubblico spesso non riescono a dar luogo a situazioni in cui la polizia usi la forza solo in modo legittimo, nel rispetto degli standard internazionali e come estrema risorsa‘ – ha dichiarato Bienert. ‘Queste nuove linee-guida vogliono colmare questo divario e suggerire misure giuridiche e pratiche che gli stati possono e devono adottare per garantire che l’uso della forza da parte della polizia non sia eccessivo, abusivo, arbitrario e illegale. Condizione perché ciò accada è che la polizia sia sempre chiamata a rispondere per l’uso fatto della forza‘ – ha proseguito Bienert.

Amnesty International ha diffuso le Linee-guida per l’attuazione dei Principi di base delle Nazioni Unite sull’uso della forza e delle armi da fuoco da parte della polizia in occasione del 25esimo anniversario dell’adozione, nel settembre 1990, di tali Principi, considerati lo strumento fondamentale affinché gli stati garantiscano il rispetto dei loro obblighi di preservare il diritto alla vita e all’integrità fisica. Le Linee-guida attingono a esempi di leggi nazionali, regolamenti interni, documenti relativi alla formazione della polizia di 58 paesi. Le dettagliate conclusioni e raccomandazioni sono destinate a coadiuvare i governi ad applicare i Principi di base delle Nazioni Unite e ad assicurare che la polizia agisca in modo positivo, efficace e nel rispetto dei diritti umani. La prerogativa di ricorrere alla forza e alle armi da fuoco è indispensabile perché la polizia svolga il suo dovere ma ciò non vuol dire che debba essere una parte inevitabile del suo lavoro. Implicitamente, gli standard internazionali per la polizia dicono che la forza non debba essere usata se non quando realmente necessario. In molti paesi, invece, la polizia usa spesso la forza e le armi da fuoco in modo arbitrario, eccessivo o altrimenti illegale.

Da ogni parte del mondo, arrivano esempi di morti e ferite gravi causate dall’uso della forza e delle armi da fuoco da parte della polizia, Negli ultimi anni, Amnesty International ha riscontrato:

  • in Brasile, uccisioni da parte della polizia con una perdita di vite umane sproporzionata tra i giovani neri;
  • negli Usa, numerose volte in cui la polizia ha aperto il fuoco uccidendo persone disarmate, anche in questo caso con un impatto sproporzionato sugli afroamericani;
  • in Bangladesh, operazioni speciali da parte di unità speciali di polizia che hanno causato la morte di molte persone;
  • l’uso di gas lacrimogeni, pallottole di gomma e altri ricorsi alla forza, a volte persino mediante le armi da fuoco, nel corso di raduni pubblici, con gravi conseguenze in Bahrein, Burundi, Cambogia, Grecia, Spagna, Turchia, Ucraina e Venezuela.

Le ragioni sono molteplici: leggi nazionali in contrasto con gli obblighi internazionali sui diritti umani, regolamenti interni lacunosi, addestramento ed equipaggiamento inadeguati, assenza di catena di comando e mancata assunzione di responsabilità per gli appartenenti alla polizia che agiscono al di fuori della legge. Amnesty International chiede ai governi di usare le Linee-guida per affrontare tali carenze e adeguare le leggi nazionali e i regolamenti attuativi ai Principi di base delle Nazioni Unite.

I Principi di base delle Nazioni Unite riconoscono che, in determinate circostanze, la polizia può e deve usare la forza per far rispettare la legge e l’ordine. Ma deve farlo nel rispetto delle norme internazionali sui diritti umani e di sicuro non deve agire come se fosse dotata di una licenza di uccidere impunemente. Nessuno è al di sopra della legge, soprattutto chi ha il dovere di farla rispettare‘ – ha concluso Bienert.

FINE DEL COMUNICATO       Roma, 7 settembre 2015

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