Onda pride 2018: sui diritti non si torna indietro - Amnesty International Italia

Onda pride 2018: sui diritti non si torna indietro

8 giugno 2018

Tempo di lettura stimato: 5'

Anche quest’anno i nostri attivisti e le nostre attiviste scendono in piazza in occasione dell’Onda Pride, evento itinerante promosso dal movimento Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate) per coinvolgere le istituzioni, i cittadini e le cittadine, amici e amiche, familiari e vicini di casa in un grande sforzo unitario per chiedere diritti, uguaglianza e visibilità per tutte le persone e tutte le famiglie, senza discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere.

Sui diritti non si torna indietro

Nel maggio 2016 il Parlamento italiano ha approvato la legge che istituisce le unioni civili per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Per 1 italiano su 2 si tratta di un passo di civiltà*, un reale cambiamento nei diritti di queste persone. L’86% degli italiani pensa che alle persone Lgbti debbano essere riconosciuti gli stessi diritti delle altre persone. Nonostante i progressi, per 1 italiano su 5 le coppie formate da persone dello stesso sesso sono ancora vittime di omofobia.

Il 40,3% delle persone Lgbti, infatti, afferma di essere stato discriminato nel corso della vita, il 24% a scuola o in università mentre il 22% sul posto di lavoro.

Le dichiarazioni di alcuni esponenti del governo, insediatosi da pochi giorni, fanno temere un ritorno al passato.

Per noi, invece, le unioni civili sono solo il primo passo verso l’introduzione, anche in Italia, del matrimonio egualitario.

*Gli italiani e le discriminazioni, indagine realizzata da Doxa intervistando un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta (18-70 anni).

Il pride di Roma 2018

Roma pride 2018

Proteggi le donne transgender torturate pubblicamente in Indonesia

Il lavoro di protezione delle persone Lgbti ci vede impegnati in tutto il mondo. In queste settimane, ad esempio, è in corso una campagna di raccolta firme per difendere 12 donne transgender arbitrariamente arrestate, umiliate pubblicamente e picchiate il 27 gennaio ad Aceh, in Indonesia.

A causa della pubblica umiliazione da parte degli ufficiali che le 12 vittime hanno subito, insieme agli abusi fisici e alle minacce e all’effetto traumatico che questo ha avuto su di loro, attaccando la loro espressione e identità di genere, Amnesty International ritiene che questi maltrattamenti equivalgano a tortura.

Approfondisci

Le risorse educative

Tra le risorse a disposizione di docenti e formatori, la guida per docenti “Diritti Lgbt, diritti umani” è pensata per affrontare in classe la tematica della discriminazione dovuta all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Gli itinerari proposti prevedono l’utilizzo delle metodologie partecipative e mettono al centro i giovani, sottolineandone il ruolo fondamentale nella promozione dei diritti umani e nella lotta contro ogni forma di discriminazione. La guida contiene un percorso costituito da 10 attività, con materiali di approfondimento, proposte di attivazioni e altre risorse utili.

Per scaricare la guida clicca qui.

Perché il pride

Ogni anno, in molte città del mondo, si celebrano i Pride (“orgoglio”, in inglese), ricordando la celebre rivolta della comunità lgbti newyorkese di Stonewall contro le violenze della polizia avvenuta nella notte tra il 27 e 28 giugno del 1969. Il Pride è una manifestazione di rivendicazione di diritti negati o violati ed è anche lo spazio dove la comunità lgbti esprime in modo gioioso e positivo il proprio orientamento sessuale e/o identità di genere. Ovunque siano organizzati, oggi i Pride rappresentano un importante momento di visibilità per le persone lgbti e proprio per questo sono spesso osteggiati e accusati di mettere “in mostra”, nello spazio pubblico e in modo inopportuno o eccessivo, aspetti della vita delle persone che sono ritenuti immorali o da relegare negli spazi della vita privata.