ONG e soccorso in mare, conclusa l’indagine conoscitiva

18 Maggio 2017

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Si è conclusa al Senato l’indagine conoscitiva svolta dalla commissione Difesa sul “contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori che interessano la rotta del Mediterraneo e sull’impatto delle attività delle Ong“.

Ben venga la sollecitazione alla massima trasparenza da parte delle Ong – ha commentato in una nota ufficiale il direttore generale di Amnesty International Italia Gianni Rufini -, ma prima di chiedere loro di astenersi dal salvare vite umane nel Mediterraneo sarebbe fondamentale pretendere che il rispetto dei diritti umani di chi fugge da guerra e persecuzione tornasse al centro delle politiche dell’Unione europea”.

Canali sicuri di accesso per i rifugiati

Da tempo siamo impegnati nella richiesta di una risposta concreta a questa crisi globale. È cruciale che i leader mondiali implementino il loro impegno per stabilire o per incrementare vie legali e sicure di accesso per i rifugiati.

“La commissione Difesa sostiene che non può essere consentita la creazione di ‘corridoi umanitari gestiti autonomamente dalle Ong’, trattandosi di un compito spettante agli stati o agli organismi internazionali – ha continuato Rufini –. Ma andrebbe sottolineato che se l’Unione europea avesse dato priorità alle operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo anziché rinunciarvi, dopo la meritoria iniziativa italiana di Mare nostrum, in favore di politiche di respingimento e di accordo con paesi terzi, le Ong non avrebbero avvertito la necessità di intervenire, peraltro non rinunciando a coordinarsi con le autorità preposte”.

Smentite le accuse contro le ONG

“Da ormai un mese trovano ampia copertura sui mezzi d’informazione le ipotesi e speculazioni di varia natura da parte di esponenti della magistratura e la campagna denigratoria e delegittimante portata avanti da esponenti politici contro l’intero mondo delle Ong – ha concluso Rufini –. Una campagna che sta producendo effetti devastanti sull’intero mondo del volontariato in Italia e che la commissione Difesa del Senato ha di fatto smentito, senza che la notizia abbia avuto adeguato risalto”.