Preoccupazione dell’Alta commissaria per i diritti umani per la situazione in Italia - Amnesty International Italia

Preoccupazione dell’Alta commissaria per i diritti umani per la situazione in Italia

11 settembre 2018

Tempo di lettura stimato: 3'

A seguito delle reazioni di esponenti del governo italiano alle preoccupazioni espresse sull’Italia dall’Alta commissaria per i diritti umani Michelle Bachelet, Amnesty International Italia ha rilasciato il seguente commento:

Compito degli organismi internazionali sui diritti umani è di monitorare attraverso svariati strumenti, comprese le missioni, il rispetto dei diritti umani negli stati membri delle Nazioni Unite. Bene ha fatto, dunque, la neo Alta commissaria Onu per i diritti umani Michelle Bachelet a mostrare preoccupazione per l’incremento delle violenze a sfondo razzista in Italia: preoccupazione condivisa da Amnesty International Italia e confermata dai numeri, i quali sarebbero da soli sufficienti a contestare la qualifica di ‘epiteti inappropriati’ con cui il ministro degli Affari esteri Moavero Milanesi ha descritto quanto dichiarato dall’Alta commissaria“.

Ci preoccupa molto la reazione sprezzante del ministro dell’Interno e vicepresidente del Consiglio Salvini, che ha tra l’altro minacciato il taglio dei finanziamenti italiani alle Nazioni Unite. Ricordiamo che compito degli organismi internazionali per i diritti umani non è quello di ‘dare lezioni’ bensì di formulare raccomandazioni, cosa regolarmente fatta nei confronti dell’Italia dalle diverse missioni di gruppi di esperti Onu sui diritti umani che negli ultimi anni hanno visitato il nostro paese. È dovere degli stati membri delle Nazioni Unite di accogliere queste missioni, accettarne la competenza, avviare dialoghi costruttivi e fornire piena collaborazione“.

Siamo nel 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Con quell’atto solenne gli stati si sono impegnati non solo a rispettare i diritti umani, ma anche a rendere conto alla comunità internazionale del modo in cui li rispettano. L’idea che le Nazioni Unite si debbano ‘fare gli affari propri’ non ha dunque alcun senso e sicuramente non accresce la credibilità internazionale dell’Italia: credibilità di cui, se vuole risolvere una serie di problemi che l’affliggono, il paese ha un disperato bisogno“.