I diritti alla libertà d’associazione e riunione pacifica sono stati minacciati nel contesto delle elezioni presidenziali. Le forze di sicurezza hanno fatto ricorso all’uso eccessivo della forza contro manifestanti, uccidendo almeno 48 persone. Attivisti e attiviste politici hanno continuato a incorrere in arresti e detenzioni arbitrari. Il processo di 17 persone per l’omicidio del giornalista Martinez Zogo è ripreso. Nella regione dell’Estremo nord, Boko haram ha continuato a compiere uccisioni illegali, mentre nelle regioni del Nord-ovest e del Sud-ovest, le popolazioni hanno continuato a subire le violazioni dei gruppi separatisti. L’accesso alla salute e all’istruzione è stato minacciato dall’insicurezza e dai tagli ai finanziamenti per gli aiuti esteri dell’amministrazione Usa. L’utilizzo del mercurio nelle miniere d’oro ha violato i diritti umani della popolazione.
Sono continuati nelle regioni anglofone gli scontri violenti tra le forze governative e i gruppi separatisti armati. Questi, assieme agli scontri tra agricoltori e pastori nella regione del Nordovest, hanno causato lo sfollamento interno di quasi un milione di persone.
Ad agosto, l’amministrazione Trump ha revocato lo status di protezione temporanea per il Camerun, ponendo di fatto più di 5.000 richiedenti asilo del Camerun negli Usa a rischio di espulsione.
Le statistiche ufficiali stimavano un tasso d’inflazione al 4,1 per cento a fine giugno. Sebbene in diminuzione rispetto al 2024, rimaneva sopra la soglia di tolleranza per la maggior parte delle famiglie.
Paul Biya, che aveva ricoperto la carica di presidente per 43 anni, è stato dichiarato vincitore delle elezioni presidenziali a ottobre.
A gennaio, l’avvocata Alice Nkom, presidente del consiglio direttivo della Rete dei difensori di diritti umani dell’Africa centrale (Réseau des défenseurs des droits humains en Afrique centrale – Redhac), è stata convocata dal prefetto del dipartimento di Wouri e dalla gendarmeria nazionale per “un’indagine”.1 In precedenza, a dicembre 2024, le autorità avevano sospeso le attività della Redhac e di altre tre organizzazioni della società civile. A gennaio, Alice Nkom e Maximilienne Ngo Mbe, direttrice della Redhac, sono state incriminate per vari reati, tra cui “rottura dei sigilli” (posti dalle autorità sulle porte degli uffici della Redhac), “ribellione”, “mancata comparizione in tribunale” e “finanziamento del terrorismo”. Il loro processo è iniziato ad aprile ma è stato aggiornato diverse volte.
Il governo ha vietato diverse attività e raduni politici, e ha arrestato sostenitori dell’opposizione nel periodo che ha preceduto le elezioni presidenziali. A settembre, l’Ohchr, l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha lanciato l’allarme per le crescenti restrizioni sulle attività dei partiti politici d’opposizione.
Undici delle 500 persone arrestate arbitrariamente nel 2020 per avere partecipato alle proteste pacifiche organizzate dal principale partito d’opposizione, il Movimento per la rinascita del Camerun (Mouvement pour la renaissance du Cameroun – Mrc), sono rimaste in detenzione.
Ad aprile, Abdu Karim Ali, un pacifista detenuto dal 2022 è stato condannato all’ergastolo.2 Era stato arrestato per avere denunciato le torture commesse e trasmesse online dal leader di una milizia filogovernativa nella regione del Sud-ovest.
Ad agosto, più di 50 persone, tra cui alcune che sostenevano il leader dell’Mrc Maurice Kamto, sono state arrestate nella capitale Yaoundé. Si erano radunate davanti alla Consiglio costituzionale, dove si tenevano le udienze d’appello riguardanti la convalida delle candidature presidenziali.
Sono state rilasciate settimane dopo, ma dovevano rispondere di accuse come disturbo dell’ordine pubblico, riunione illegale, ribellione e incitamento alla rivolta.
Le relazioni mensili dell’Ocha hanno regolarmente evidenziato il ricorso ad arresti arbitrari contro le popolazioni delle regioni del Nord-ovest e del Sud-ovest, nel contesto degli scontri tra le forze governative e i gruppi separatisti armati (v. sotto, Violazioni da parte dei gruppi armati).
A marzo, esponenti dell’associazione degli avvocati del Camerun hanno proclamato una protesta nazionale e uno sciopero di tre giorni su tutto il territorio nazionale, in risposta ai video circolati sui social media che mostravano la polizia che “infliggeva violenze e altri atti degradanti e disumani” contro almeno due avvocati e altri cittadini.
A ottobre, in diverse città sono scoppiate proteste che contestavano la rielezione del presidente. Le proteste, inizialmente pacifiche, erano successivamente degenerate in violenza quando le forze di sicurezza erano intervenute con un uso eccessivo e non necessario della forza per disperdere manifestanti, uccidendo almeno 48 persone, secondo quanto riportato in un comunicato della Reuters che citava fonti delle Nazioni Unite. Secondo queste fonti nelle proteste di Douala erano morti anche tre gendarmi. Sono state arrestate centinaia di persone che avevano preso parte alle proteste, tra queste leader d’opposizione, attivisti e sostenitori di partiti politici d’opposizione. L’Ohchr ha chiesto alle autorità “di garantire indagini tempestive, imparziali ed efficaci in tutti i casi di violenza legata alle elezioni, compreso l’uso non necessario o sproporzionato della forza, e di assicurare alla giustizia i responsabili”.
A settembre è ripreso il processo riguardante il rapimento e l’omicidio del giornalista radiofonico Martinez Zogo, avvenuto nel 2023 a Yaoundé. Era stato ucciso mentre lavorava a programmi di denuncia della corruzione. A fine anno il processo era ancora in corso.
Regione dell’Estremo nord
A febbraio, sospetti membri di Boko haram hanno compiuto molteplici attacchi contro le comunità del distretto di Kolofata, al confine con la Nigeria. Secondo notizie di stampa avevano anche rapito residenti, tra cui minori, saccheggiato case, rubato e ucciso bestiame, e incendiato un villaggio, causando la morte di almeno tre persone. A settembre, Boko haram ha rivendicato un attentato nel dipartimento di Mayo-Moskota, che aveva ucciso cinque persone e ferite undici, secondo quanto riportato da un quotidiano locale.
I ripetuti attacchi di Boko haram hanno causato l’interruzione della fornitura dei servizi sanitari in queste aree dove, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, pazienti e operatori sanitari temevano per la loro sicurezza.
Regioni del Nord-ovest e del Sud-ovest
Gruppi separatisti hanno rivendicato diversi attacchi nelle regioni anglofone del Nord-ovest e del Sud-ovest. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che le popolazioni di queste regioni continuavano a essere vittime di omicidi mirati, frequenti prese di ostaggi, imposizione di tasse illegali, blocchi stradali, estorsioni, restrizioni di movimento e uso di ordigni esplosivi improvvisati, anche in luoghi pubblici e lungo le strade principali.
L’Ocha ha riportato numerosi attacchi compiuti a giugno da gruppi separatisti armati contro insegnanti, studenti e i loro genitori, per impedire loro di sostenere gli esami o di facilitarne lo svolgimento.
I tagli ai finanziamenti per gli aiuti esteri decisi dal presidente statunitense Trump a gennaio hanno avuto gravi ripercussioni sull’accesso ai servizi sanitari essenziali, in particolare nelle regioni colpite dall’insicurezza o dal conflitto armato nell’Estremo nord. L’Iniziativa per la malaria del presidente Usa (US President’s Malaria Initiative – Pmi) aveva finanziato fino a gennaio il 50 per cento di tutto il personale sanitario di comunità nella regione dell’Estremo nord, quasi la metà a ottobre non lavorava già più a causa dei tagli ai finanziamenti per la Pmi, secondo quanto riportato dalla Reuters.
Secondo l’Unicef, nelle regioni del Nord-ovest e del Sud-ovest nel 2025 erano state chiuse 14.829 scuole, rispetto alle 14.364 del 2024, privando dell’istruzione più di tre milioni di minori e aumentando il rischio di reclutamento di minori nelle file dei gruppi armati non statali.
Soltanto il 41 per cento aveva accesso all’istruzione prescolastica, con i minori che vivevano nelle aree rurali particolarmente penalizzati.
A maggio, esperti delle Nazioni Unite hanno esortato il governo a intervenire per contrastare le violazioni ambientali e dei diritti umani collegate all’utilizzo di mercurio nelle miniere d’oro del paese, anche da parte di imprese statali. Hanno affermato che il suo utilizzo comprometteva gravemente, tra i vari diritti umani, il diritto a un ambiente pulito, salubre e sostenibile, libero da sostanze tossiche, il diritto ad acqua potabile sicura e il diritto alla vita.
Note:
1 Cameroon: Authorities must stop harassment of human rights defender Alice Nkom and attacks on civil society organizations, 9 gennaio.
2 Cameroon: Deplorable life sentence handed to peace activist an “affront to justice”, 15 maggio.