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Repubblica del Togo

La libertà d’espressione è stata fortemente limitata, con organi d’informazione sospesi, interruzioni a Internet e detenzione arbitraria utilizzata come mezzo per colpire voci critiche verso il governo. Proteste pacifiche sono state regolarmente vietate e sono stati segnalati casi di tortura e uso eccessivo della forza contro manifestanti, da parte delle forze di sicurezza. Il presidente ha promulgato una legge per contrastare il cambiamento climatico.

 

CONTESTO

In seguito all’adozione della nuova costituzione ad aprile 2024, il potere è stato concentrato nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri, ovvero il leader del partito di maggioranza, carica assunta a maggio dall’ex presidente Faure Gnassingbé, che deteneva il potere dal 2005.

L’espansione del conflitto nel Sahel centrale ha causato un flusso di rifugiati nel Togo settentrionale e lo sfollamento interno di migliaia di persone di nazionalità togolese. Tra gennaio e agosto, circa 60 persone sono state uccise in attacchi compiuti da gruppi armati nella regione settentrionale di Savanes dove, a marzo, lo stato d’emergenza per la sicurezza è stato prorogato di un anno.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Il 6 giugno, la gendarmeria ha arrestato una corrispondente di Tv5 Monde mentre copriva una protesta e l’ha costretta a cancellare le riprese dalla sua telecamera.

A fine anno, le emittenti Radio France internationale e France 24 erano ancora sospese dopo essere state raggiunte da un provvedimento di sospensione di tre mesi, disposto il 16 giugno dall’Alta autorità per gli audiovisivi e la comunicazione (Haute autorité de l’audiovisuel et de la communication – Haac). L’Haac sosteneva che le emittenti avevano utilizzato parole “inaccurate, di parte, o perfino opposte ai fatti stabiliti”.

Tra fine giugno e settembre, l’accesso a Internet è stato interrotto. Le piattaforme dei social media sono state particolarmente prese di mira dalle interruzioni.

Arresti e detenzioni arbitrari

Il 12 gennaio, l’artista Honoré Sokpor è stato arrestato dopo aver pubblicato una poesia sulla sua pagina Facebook in cui denunciava le tattiche arbitrarie e oppressive del governo. È stato incriminato, tra le varie accuse, per istigazione alla ribellione contro lo stato. A dicembre è stato rilasciato su cauzione.

Il 26 maggio, il cantante e attivista conosciuto come Aamron ha utilizzato i social media per invitare la gente a mobilitarsi contro il governo. È stato arrestato la notte successiva nella sua abitazione nella capitale, Lomé, senza che in precedenza fosse stato emesso nei suoi confronti un mandato di comparizione o un mandato d’arresto. Rilasciato il 21 giugno, ha affermato di essere stato ricoverato con la forza in un ospedale psichiatrico e costretto ad assumere medicinali. Il 19 settembre, Aamron è stato riarrestato e trattenuto in custodia di polizia per avere incitato la popolazione alla rivolta e altre accuse. È stato rilasciato in libertà vigilata poche ore dopo.

Il 22 agosto, Armand Agblézé e Oséi Agbagno, membri dell’organizzazione della società civile Tournons la page (Voltiamo pagina), un movimento di promozione del cambiamento democratico e della buona governance, sono stati arrestati a Lomé. Stavano partecipando a una riunione legata alle proteste in programma il 30 agosto. Sono stati incarcerati per diverse accuse tra cui “grave disturbo dell’ordine pubblico” e rilasciati su cauzione a dicembre.

Il 17 settembre, l’ex ministra della Difesa Marguerite Gnakadé è stata arrestata per avere pubblicato articoli e video che denunciavano la cattiva governance e chiedevano le dimissioni di Faure Gnassingbé. È rimasta in detenzione per accuse come incitamento alla rivolta contro l’autorità nello stato e pubblicazione di notizie false.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

A giugno, sono aumentate le proteste contro la repressione del pacifico dissenso, la crisi del costo della vita e le modifiche alla costituzione.1 L’Osservatorio per la protezione dei difensori dei diritti umani ha affermato che tra il 5 e il 6 giugno erano state arrestate almeno 81 persone che partecipavano alle manifestazioni. Secondo il pubblico ministero, 56 di loro sono state rilasciate il 9 giugno. Altre sono state rilasciate su cauzione il 31 dicembre, ai sensi di misure di clemenza.

La violenta repressione delle proteste a Lomé ha avuto un’escalation tra il 26 e il 30 giugno. Le vittime e altre persone testimoni hanno dichiarato che le forze di sicurezza avevano fatto ricorso all’uso illegale della forza e a maltrattamenti contro manifestanti, passanti e altre persone che abitavano nelle vicinanze delle proteste.2 In una dichiarazione diffusa il 29 giugno, le organizzazioni della società civile hanno denunciato la morte di sette persone, i cui corpi erano stati poi trovati nelle acque dei fiumi di Lomé, nonché “pestaggi” e “arresti arbitrari di passanti, giovani e persone anziane”. Hanno inoltre segnalato che le forze di sicurezza avevano inseguito per la strada giovani, anche minorenni, costringendoli “a rifugiarsi nella laguna”. Non sono state diffuse informazioni pubbliche sui progressi dell’indagine annunciata dal pubblico ministero a luglio, sulla morte di cinque persone i cui corpi erano stati trovati nelle acque dei fiumi.

Il 30 agosto, le autorità hanno vietato una protesta contro la cattiva governance e le restrizioni sui diritti umani organizzata dal Movimento 6 giugno (M66), un collettivo di artisti, artiste e blogger della diaspora. Lo stesso giorno, le forze di sicurezza hanno circondato le abitazioni di diverse personalità pubbliche che avevano sostenuto l’appello dell’M66 a manifestare.

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

Quattordici delle persone arrestate durante le proteste del 5 e 6 giugno hanno dichiarato di essere state torturate e maltrattate durante la detenzione, affermazioni che sono state suffragate da referti medici. Le denunce avanzate dalle vittime alla corte militare a fine anno non erano state indagate.

 

DIRITTO ALLA SALUTE

A settembre, il Togo è diventato il ventiduesimo paese africano a introdurre la vaccinazione contro la malaria per minori e il primo a farlo a livello nazionale.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Ad aprile, il presidente ha promulgato una legge per regolamentare in modo più efficace gli effetti del cambiamento climatico antropogenico, comprendente meccanismi per ridurre le emissioni di gas serra.

 

Note:
1 Togo: Authorities must investigate allegations protesters were tortured and end crackdown on dissent, 17 giugno.
2 Togo: Testimonies provide glimpse into violent repression of protests, 3 luglio.

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