Le autorità hanno soffocato il dissenso attraverso un continuo ricorso ad arresti e detenzioni arbitrari, oltre che a vessazioni nei confronti di chi veniva percepito come oppositore. Tra le persone prese di mira c’erano noti giornalisti, sostenitori dell’opposizione e attivisti per i diritti umani. Decine sono state arrestate dopo avere protestato contro il governo del presidente Emmerson Mnangagwa. È stata introdotta una legge che conferiva ampi poteri al governo di interferire nel lavoro delle organizzazioni della società civile. Una proposta legislativa si proponeva, se promulgata, di tutelare i diritti delle persone all’assistenza sanitaria. Le autorità hanno iniziato a convertire le condanne delle persone detenute nel braccio della morte a seguito dell’introduzione di una legislazione che ha abolito la pena di morte.
A marzo, Blessed Geza, un ex legislatore che era stato espulso sempre a marzo dal partito di governo Unione nazionale africana dello Zimbabwe-Fronte patriottico (Zimbabwe African National Union-Patriotic Front – Zanu-Pf), ha lanciato appelli per una mobilitazione nazionale di protesta per chiedere le dimissioni del presidente Emmerson Mnangagwa e chiamato le proteste la “Marcia di un milione di uomini”.
A ottobre, lo Zanu-Pf ha adottato un piano per emendare la costituzione al fine di estendere di due anni il mandato presidenziale di Emmerson Mnangagwa. Se implementato, la sua presidenza attualmente in scadenza nel 2028 sarebbe stata prorogata fino al 2030. Persone che facevano parte o sostenevano l’opposizione hanno denunciato la mossa definendola illegale, mentre le autorità hanno intensificato l’utilizzo di misure stringenti per soffocare il dissenso.
La crisi del debito è continuata, con un debito pubblico elevato e insostenibile che ha limitato l’accesso dello Zimbabwe ai finanziamenti internazionali e la capacità fiscale del governo di erogare servizi sociali. Le autorità hanno annunciato piani per la transizione a un sistema di valuta unica entro il 2030.
Il 24 febbraio, Blessed Mhlanga, un giornalista di Alpha Media Holdings, si è presentato alla polizia nella capitale, Harare, dopo che era stato lanciato un appello pubblico per avere informazioni sulla sua localizzazione (v. sotto, Libertà d’espressione, associazione e riunione). È stato arrestato e accusato lo stesso giorno di “trasmissione di messaggi e dati che incitano alla violenza o danneggiano la proprietà” ai sensi della legge sulla protezione dei dati personali e informatici. Prima del suo arresto, aveva intervistato Blessed Geza. Blessed Mhlanga è stato trattenuto in custodia cautelare e gli è stata ripetutamente negata la libertà su cauzione. Il 6 maggio, tuttavia, l’Alta corte ha concesso la cauzione, avendo in precedenza respinto il suo ricorso contro il rifiuto della libertà su cauzione ed è stato rilasciato il giorno successivo. A fine anno il processo contro di loro era ancora in corso.
Decine di persone sono state arrestate e accusate in relazione alla partecipazione alle proteste della “Marcia di un milione di uomini” del 31 marzo. Almeno 82 di loro sono state accusate di partecipazione a un raduno con l’intento di promuovere la violenza, tra le varie accuse ascritte. Sono state rilasciate e il loro processo era previsto a gennaio 2026. Altre tre sono state processate a dicembre per accuse come “promozione di violenza pubblica”; due di loro sono state assolte mentre una è stata condannata a due mesi di reclusione con sospensione della pena, a condizione che pagasse una multa di 300 dollari Usa. A dicembre, un quarto manifestante è stato multato per 100 dollari Usa per blocco stradale.
Il 16 aprile, i docenti dell’università dello Zimbabwe Obvious Vengeyi, Desmond Ndedzu e Boncase Mwakorera sono stati arrestati nel campus di Harare per avere tenuto un picchettaggio durante uno sciopero universitario. Stavano protestando contro gli stipendi bassi e le carenti condizioni di lavoro. Gli uomini sono stati rilasciati il 17 aprile, dopo avere pagato multe per “ammissione di colpa” in relazione all’accusa di condotta disordinata. Tuttavia, il 22 aprile i loro avvocati hanno scritto al magistrato provinciale contestando le multe e, a maggio, il magistrato titolare ha annullato le loro condanne e ordinato alla polizia di restituire le multe. Ha inoltre disposto un processo ordinario in cui gli uomini avrebbero dovuto rispondere delle accuse di condotta disordinata.
Il 1° luglio, Faith Zaba, direttrice del quotidiano Zimbabwe Independent, è stata arrestata con l’accusa di “avere attaccato l’autorità del, o insultato” il presidente Mnangagwa, in riferimento a un articolo satirico pubblicato dal suo quotidiano. Le è stata concessa la libertà su cauzione il 4 luglio, dopo avere trascorso tre notti in custodia solo perché il magistrato responsabile aveva detto che un blackout elettrico gli aveva impedito di trascrivere prontamente la sentenza. Lo stesso mese, Alpha Media Group, il gruppo editoriale proprietario di Zimbabwe Independent, ha dovuto rispondere delle stesse accuse in relazione all’articolo.
Il 21 agosto, il tribunale del primo grado di Harare ha assolto gli attivisti per i diritti umani Robson Chere, Namatai Kwekweza e Samuel Gwenzi dalle accuse di condotta disordinata al termine di un processo durato un anno. A luglio 2024, agenti della sicurezza di stato li avevano fatti scendere con la forza da un aereo all’aeroporto internazionale di Harare e li avevano trattenuti in incommunicado per circa otto ore. Gli arresti erano avvenuti nel contesto di una campagna sempre più intensa contro esponenti dell’opposizione e della società civile. Sono stati processati assieme ad altri attivisti per i diritti umani, tra cui Vusumuzi Moyo, Phillies Pikitayi, Dephine Gutsa, Simbarashe Blackson, Emmanuel Sitima e Last Chinodya, tutti poi assolti dalle stesse accuse.
L’11 aprile è stata presentata la legge emendamento (n.1) sulle organizzazioni di volontariato private del 2025. Le sue disposizioni conferivano al governo ampi poteri di interferire con la governance e le attività delle organizzazioni della società civile e minacciavano di ridurre lo spazio civico.
L’8 febbraio, Job Sikhala, ex parlamentare dell’opposizione, e altri 39 co-iscritti al suo movimento filodemocratico Gruppo di lavoro democratico nazionale (National Democratic Working Group – Ndwg) sono stati arrestati. La polizia avrebbe fatto irruzione durante una riunione dell’Ndwg che si svolgeva in un resort privato situato vicino alla città di Mutare, e li avrebbe aggrediti. Sono stati rilasciati senza accusa poche ore dopo.
Il 28 ottobre, assalitori non identificati hanno compiuto un attacco incendiario presso la sede del Southern Africa Political Economy Series Trust, una Ong regionale con sede ad Harare. Durante l’attacco un agente della vigilanza privata sarebbe stato rapito. Il Trust avrebbe dovuto ospitare una conferenza stampa nazionale la stessa mattina per denunciare i piani dello ZanuPf di estendere il mandato presidenziale. Poche ore dopo, è stato segnalato un incendio presso l’abitazione di Gilbert Bgwende, nel sobborgo di Highfield, ad Harare. Era un membro del Forum per la difesa della costituzione, un gruppo della società civile che a sua volta si opponeva all’estensione del mandato presidenziale.
Nella notte del 10 novembre, gli studenti universitari Lindon Zanga e Malvin Madanda, membri del Sindacato nazionale degli studenti dello Zimbabwe, sarebbero stati rapiti da individui non identificati alla guida di un veicolo senza targa nell’area del centro commerciale di Mzimba, nella città di Chinhoyi. All’epoca del loro rapimento, gli uomini stavano partecipando alle campagne elettorali per il consiglio dei rappresentanti degli studenti all’università di Chinhoyi. I loro rapitori sarebbero stati visti in precedenza mentre distribuivano materiale elettorale del Congresso dello Zimbabwe dell’unione degli studenti, un sindacato rivale, all’interno del campus. Lindon Zanga e Malvin Madanda sono stati rilasciati circa 12 ore dopo. Hanno affermato di essere stati torturati durante la prigionia.
Giornalisti
Il 3 febbraio, la polizia ha convocato Blessed Mhlanga, solo per rilasciarlo senza accusa poche ore dopo. Mentre lo ascoltavano, i poliziotti sostenevano di averlo convocato a scopo informativo in merito allo status di una causa civile e penale che aveva intentato contro l’esponente politico detenuto Terence Mukupe.
Il 31 marzo, Canaan Rusike è stato arrestato dalla polizia mentre faceva interviste per strada ad Harare sulle manifestazioni della Marcia di un milione di uomini. È stato trattenuto per quasi sei ore presso la centrale di polizia di Harare. Canaan Rusike è stato rilasciato senza accusa dopo che la polizia aveva verificato le sue credenziali di giornalista, nonostante avesse già presentato alla polizia prima dell’arresto il suo tesserino di giornalista accreditato, rilasciato dalla Zimbabwe Media Commission. Secondo il Media Institute of Southern Africa Zimbabwe (Misa Zimbabwe), altri nove giornalisti erano stati arrestati lo stesso giorno mentre coprivano le proteste e quindi portati nella stessa stazione di polizia. Sono stati rilasciati poco dopo, avendo chiarito il loro status di giornalisti accreditati.
Il 5 settembre Nyasha Mariga, caporedattore fotografico del quotidiano Masvingo Mirror, sarebbe stato aggredito da poliziotti a Masvingo mentre fotografava un autista di taxi senza licenza che si opponeva al sequestro del suo veicolo. Durante l’aggressione la maglietta di Nyasha Mariga sarebbe stata strappata e la sua fotocamera danneggiata. È stato trattenuto per due ore per poi essere rilasciato senza accusa in seguito all’intervento dell’avvocato del quotidiano.
A ottobre, l’assemblea nazionale ha approvato modifiche chiave alla legge sull’interruzione di gravidanza (1977), secondo il disegno di legge di modifica dei servizi medici del 2025, un passo importante verso la modernizzazione della legislazione in merito alla salute riproduttiva dello Zimbabwe. Il disegno di legge di modifica dei servizi medici, che mirava ad allineare la legge sui servizi medici [capitolo 15:13] con la costituzione, era stato pubblicato in gazzetta ufficiale a luglio 2024 e approvato dall’assemblea generale a ottobre. A fine anno, si era ancora in attesa della valutazione del senato. Il disegno di legge era principalmente incentrato sulla tutela del diritto di tutta la cittadinanza ad accedere ai servizi sanitari di base, inclusa l’assistenza medica riproduttiva e d’emergenza, estendendo al contempo le tutele ai gruppi vulnerabili come minori, persone anziane, con disabilità e veterane della guerra d’indipendenza. Inoltre, stabiliva gli standard per le istituzioni sanitarie e fornitrici di servizi sanitari, introduceva regolamenti per migliorare l’assistenza sanitaria e conferiva al ministro della Salute e dell’assistenza all’infanzia il potere di offrire incentivi per la creazione di strutture sanitarie nelle aree marginalizzate.
Lo Zimbabwe ha iniziato a convertire le condanne a morte delle persone in attesa di esecuzione secondo quanto stabilito dalla legge sull’abolizione della pena di morte. Secondo le informazioni disponibili a fine anno, questo riguardava all’incirca 48 uomini sui quali pendeva una condanna a morte alla data dell’introduzione della legge, il 31 dicembre 2024.