Sono aumentate in maniera allarmante le barriere per accedere all’aborto. Le percentuali relative ai femminicidi e alla violenza di genere sono rimaste elevate e sono stati tagliati i servizi di assistenza per le donne vittime di violenza. Giornalisti e giornaliste hanno subìto violenze in un contesto in cui lo spazio civico era sempre più ristretto. È continuata la violenta repressione delle autorità in risposta alle proteste. Le severe misure di austerità hanno colpito in modo particolare le persone anziane e quelle con disabilità. L’azione climatica è stata “criticamente insufficiente”.
L’Argentina ha continuato a vivere una profonda crisi economica e sociale. A giugno, secondo l’Istituto nazionale di statistica e censimento il 31,6 per cento della popolazione viveva una situazione di povertà, con un tasso di disoccupazione che a settembre si attestava al 6,6 per cento.
Il governo ha ritirato la candidatura del paese al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite per il mandato 2026-2028.
Il congresso non era ancora riuscito a nominare un difensore civico nazionale, posizione vacante dal 2009. La Corte suprema è rimasta formata esclusivamente da uomini con due posti ancora vacanti a fine anno.
Secondo dati ufficiali pubblicati nel 2025, nel 2023 in Argentina era stata registrata una media di cinque parti ogni ora tra ragazze e adolescenti di età inferiore ai 20 anni.
A marzo, la Corte interamericana dei diritti umani ha denunciato lo smantellamento attuato dal governo del piano nazionale di prevenzione delle gravidanze non pianificate delle adolescenti, che nell’arco dei quattro anni precedenti era riuscito a ridurre del 49 per cento il tasso di gravidanze nella fascia adolescenziale. Ciononostante, nel 2025 il bilancio del piano era stato tagliato dell’86 per cento in termini reali (tenuto conto dell’inflazione) rispetto al 2023, e oltre il 30 per cento delle risorse disponibili non era stato speso.
L’acquisto e la distribuzione da parte dello stato di forniture essenziali per garantire l’accesso all’aborto erano stati interrotti a partire da dicembre 2023. Inoltre, la distribuzione alle province di contraccettivi, inclusi i contraccettivi ormonali d’emergenza, e di test di gravidanza era diminuita dell’81 per cento tra il 2023 e il 2024. Nel 2025, Amnesty International ha ricevuto un numero di segnalazioni di ostacoli all’aborto almeno quattro volte superiore rispetto al 2024, dato che rifletteva potenzialmente un aumento generale delle barriere nell’accesso all’aborto.
Secondo l’ufficio del difensore civico nazionale, nella prima metà dell’anno è stato registrato un femminicidio ogni 35 ore. Nonostante il persistere della violenza di genere, 13 programmi fondamentali per combattere questo tipo di violenza sono stati smantellati a maggio, compresi quelli che fornivano assistenza immediata alle donne in casi estremi di violenza.
A marzo, l’autorità giudiziaria brasiliana ha ratificato la condanna a sei anni di reclusione imposta all’attore Juan Darthés per violenza sessuale contro l’attrice argentina Thelma Fardín, che all’epoca aveva 16 anni. Il tribunale ha ritenuto che tutti i rapporti sessuali senza consenso costituiscono stupro o abuso.
L’11 giugno, la Corte di cassazione penale della provincia di Buenos Aires ha confermato la condanna di Luis Alberto Ramos per “omicidio aggravato motivato dall’odio legato all’identità di genere” di Tehuel de la Torre, un uomo transgender di 21 anni che era stato visto per l’ultima volta l’11 marzo 2021.
A luglio, si è svolto il processo penale per l’attacco incendiario contro quattro donne lesbiche avvenuto nel 2024, costato la vita a tre di loro. Nel formulare l’accusa, la procuratrice aveva evidenziato l’elemento del pregiudizio collegato all’orientamento sessuale e al genere delle vittime.
Secondo l’Osservatorio nazionale sui crimini d’odio lgbti, questi reati sono aumentati del 70 per cento nella prima metà del 2025, rispetto allo stesso periodo del 2024. Nel suo discorso al Forum economico mondiale a gennaio, il presidente Javier Milei ha associato l’omosessualità alla pedofilia.
A maggio, nove titolari di mandato delle Nazioni Unite hanno espresso allarme per il deterioramento delle libertà e dello spazio civico in corso in Argentina da dicembre 2023.
Fino a fine anno il presidente Milei aveva citato in giudizio almeno otto giornalisti per diffamazione e insulti. Dall’inizio della sua amministrazione nel 2023, più di 60 professionisti e professioniste dell’informazione hanno subìto forme di vessazione e violenza sui social network e sui media da parte del presidente e di altre figure politiche rilevanti.
Ad agosto, un procuratore ha aperto un’indagine sul presidente e tre funzionari pubblici per, tra le varie accuse, minacce e atti di intimidazione pubblica contro la giornalista Julia Mengolini, che aveva subìto vessazioni digitali attraverso l’utilizzo di immagini alterate con l’intelligenza artificiale.
Sorveglianza illegale
Attraverso il decreto 383/2025 e senza alcun contributo da parte del congresso, il ministero della Sicurezza nazionale ha conferito alla polizia federale il potere di monitorare le persone sui social media, accedere ai database statali, effettuare perquisizioni e trattenere individui a scopo identificativo fino a 10 ore; tutto senza un mandato.
L’ordine esecutivo (Decreto de necesidad y urgencia – Dnu) 941/2025, che non è stato dibattuto al congresso, ha cambiato il sistema di intelligence e accentrato più poteri nella segreteria dell’intelligence di stato (Secretaría de inteligencia de estado – Side). Ha ampliato la sua capacità di accedere e incrociare i dati personali della cittadinanza e di operare senza supervisione giudiziaria, e ha autorizzato gli agenti dell’intelligence a trattenere individui senza un mandato. Questo cambiamento ha aumentato il rischio di sorveglianza illegale e di uso discrezionale delle informazioni, oltre a mettere in pericolo alcuni diritti come la libertà personale, la privacy, la libertà d’espressione e la libertà d’associazione e riunione pacifica.
Dopo l’entrata in vigore della risoluzione 943/2023 del ministero della Sicurezza nazionale, hanno continuato ad aumentare le restrizioni e le azioni repressive contro le proteste pacifiche, anche attraverso l’uso illegale della forza. Da dicembre 2024 a novembre 2025, sono stati registrati almeno 1.341 casi di persone rimaste ferite presumibilmente per mano di agenti statali; di queste, 155 erano persone anziane e 184 lavoravano nei media. Almeno due erano state colpite da proiettili di gomma alla testa e al viso.
Il 12 marzo, il fotogiornalista Pablo Grillo è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno sparato illegalmente da un agente della gendarmeria nazionale. L’incidente è avvenuto durante una marcia a sostegno dei pensionati. Jonathan Navarro ha perso l’occhio sinistro dopo essere stato colpito da un’arma a impatto cinetico in dotazione a un agente della prefettura della marina durante la stessa marcia.
Il congresso ha approvato una legge che ha incorporato il processo in contumacia nel codice penale. Il sistema di giustizia federale ha autorizzato la sua applicazione contro 10 persone accusate di avere compiuto l’attacco del 18 luglio 1994 presso la sede del centro ebraico Associazione mutua israelita argentina.
L’Argentina non aveva ancora ratificato la Convenzione Lubiana-L’Aia, che aveva firmato nel 2023.
A settembre, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha avvertito che le misure di austerità stavano colpendo principalmente le persone anziane e quelle con disabilità.
La pensione minima nel 2025 non riusciva a coprire i bisogni essenziali, con più di tre milioni di persone anziane che vivevano nell’indigenza. Per la seconda volta, il presidente ha posto il veto alle leggi che miravano ad aumentare il potere d’acquisto per le pensioni e che consentivano a coloro che non avevano i necessari 30 anni di contributi di accedere alla pensione. Questa mossa ha compromesso i diritti economici e sociali della popolazione più anziana.
Il bilancio stanziato per le università nel 2025 è stato inferiore del 6 per cento in termini reali rispetto al 2024, con un calo cumulativo del 29 per cento dal 2023. A ottobre, il congresso ha respinto il veto del presidente Milei alla legge, approvando un aumento dei finanziamenti per le università e un adeguamento degli stipendi dei docenti per ripristinare parzialmente il potere d’acquisto. Tuttavia, l’esecutivo ha confermato che non avrebbe applicato la legge, aggravando così i tagli di bilancio imposti alle università.
La politica fiscale dell’Argentina ha continuato a favorire una struttura fiscale regressiva, apportando tagli in settori come sanità, istruzione e sicurezza sociale, e aumentando gli sgravi fiscali per le grandi aziende. La perdita di gettito fiscale dovuta ai benefici fiscali che esentavano alcuni settori dal pagamento di determinate tassazioni ha raggiunto circa il 4 per cento del pil.
Il peso strutturale del servizio del debito pubblico è rimasto costante, anche in un periodo di gravi adeguamenti fiscali: nel 2025, i pagamenti degli interessi del debito hanno quasi eguagliato il bilancio complessivo stanziato per sanità, istruzione e cultura.
Ha continuato a destare preoccupazione la posizione negazionista del governo sul cambiamento climatico. Il Climate Action Tracker ha valutato gli obiettivi e le politiche climatiche dell’Argentina come “criticamente insufficienti” e incoerenti con il limite di 1,5°C per l’aumento della temperatura media globale fissato nell’Accordo di Parigi.
I sussidi alle aziende dei combustibili fossili erano 93 volte superiori ai fondi destinati alla promozione dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili.