Difensori dei diritti umani, giornalisti, procuratori e leader nativi hanno continuato a essere bersaglio di procedimenti penali infondati e detenzioni arbitrarie. È persistita l’impunità per i crimini di diritto internazionale e le violazioni dei diritti umani perpetrati durante il conflitto armato interno. L’accesso all’acqua pulita era limitato e gli sgomberi forzati minacciavano i diritti di intere comunità. Hanno destato preoccupazione gli alti livelli di violenza contro ragazze e persone lgbti, mentre erano in discussione diverse proposte di legge che avrebbero compromesso i loro diritti.
Il codice penale ha continuato a essere impropriamente utilizzato per colpire il presidente e il vicepresidente, così come altre figure chiave del processo elettorale del 2023, mettendo a rischio le istituzioni e lo stato di diritto.
A febbraio, il governo ha lanciato il Piano di ritorno a casa per sostenere le persone rimpatriate o espulse in Guatemala. L’Istituto guatemalteco della migrazione ha riportato che durante l’anno erano state rimpatriate dagli Usa e dal Messico più di 55.000 persone.
A marzo, un giudice ha emesso un nuovo ordine di custodia nei confronti del giornalista José Rubén Zamora rimandandolo in carcere, nonostante le numerose e gravi irregolarità procedurali che avevano segnato il processo a suo carico.1 A fine anno era ancora in detenzione arbitraria.
La procura generale ha incriminato tre leader nativi per “terrorismo”, “associazione a delinquere” e “intralcio alla giustizia”, in relazione alla loro partecipazione alle proteste di massa pacifiche che si erano svolte a ottobre 2023, in difesa dello stato di diritto. A fine anno, due di loro, Héctor Chaclán e Luis Pacheco, si trovavano in custodia cautelare e privati delle garanzie procedurali da otto mesi. Il terzo, Esteban Toc, era agli arresti domiciliari.
È prevalso ancora un atteggiamento di criminalizzazione nei confronti di persone come insegnanti, studenti e difensori dei diritti umani, accusate di avere partecipato alle proteste e all’occupazione dell’università pubblica di San Carlos tra il 2022 e il 2023.
A maggio, a seguito di una visita nel paese, la Relatrice speciale sull’indipendenza dei giudici e degli avvocati ha espresso preoccupazione per l’indebita influenza di “attori di parte e interessi privati” sulle nomine dei giudici. Ha anche denunciato come l’ufficio del pubblico ministero e i membri della magistratura tendessero in genere a criminalizzare coloro che cercavano di porre fine all’impunità e alla corruzione, di difendere i diritti umani o di protestare contro gli abusi di potere.
A luglio, l’ex procuratore anticorruzione Stuardo Campo è stato assolto dall’accusa di “violazione di un obbligo di legge” nel caso Alfa Siete. A fine anno, stava affrontando altri due casi penali ed era in detenzione cautelare da più di due anni. Ad agosto, dopo mesi di ingiustificati ritardi, un giudice ha deciso il luogo a procedere nei confronti di Claudia González, un’ex dipendente della Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala, per il presunto reato di “omissione d’atti d’ufficio”, sebbene non avesse mai ricoperto alcuna posizione di funzionario pubblico.
I difensori dei diritti umani sono andati incontro a violenza e discriminazione. Ad agosto, Leocadio Juracán, leader del Comitato campesino dell’altipiano, è stato arrestato per presunti reati commessi durante uno sgombero forzato nel dipartimento di Izabal. Tra gennaio e settembre, l’organizzazione locale Unità per la protezione dei difensori dei diritti umani in Guatemala ha registrato almeno 4.520 attacchi contro difensori dei diritti umani.
A novembre, il governo ha approvato la politica pubblica per la protezione dei difensori dei diritti umani. Il Guatemala non aveva ancora ratificato l’Accordo di Escazú.
Rubén Morales García, latitante da anni, è stato arrestato e rinviato a processo per la sua presunta partecipazione all’omicidio dell’arcivescovo Juan José Gerardi, nel 1998. L’ex colonnello Edgar Rolando Hernández Méndez è stato accusato di crimini contro l’umanità e stupro aggravato nel caso noto come “Diario militar”.
Sono stati davvero scarsi i progressi ottenuti nei casi giudiziari riguardanti il conflitto armato interno (1960-1996), nei quali ha prevalso l’impunità. La decisione dell’autorità giudiziaria di concedere gli arresti domiciliari a un ufficiale di alto rango condannato per le gravi violazioni dei diritti umani nel caso Molina Theissen costituiva una violazione degli standard internazionali sui diritti umani.
Il Guatemala non aveva ancora firmato o ratificato la Convenzione Lubiana-L’Aia sulla cooperazione internazionale in materia di indagini e procedimenti giudiziari sul genocidio, sui crimini contro l’umanità, sui crimini di guerra e su altri crimini internazionali.
Secondo Human Rights Watch, nel paese l’accesso all’acqua pulita e a servizi igienici decenti era profondamente iniquo, con le comunità native colpite in modo sproporzionato. A maggio, il governo ha avviato un processo di ascolto partecipativo in preparazione della stesura di una legislazione sull’acqua.
A seguito di una visita nel paese, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto a un alloggio adeguato ha sollecitato le autorità a porre fine alla diffusa pratica degli sgomberi forzati violenti delle comunità native e contadine (campesino) e a implementare misure volte a proteggere i loro diritti.
La sospensione da parte dell’amministrazione Usa degli aiuti al Guatemala ha avuto un impatto negativo sull’accesso ai servizi sanitari per i gruppi marginalizzati come le persone sopravvissute a violenza.2
Secondo l’Osservatorio di salute sessuale e riproduttiva, le autorità non hanno saputo garantire i diritti delle ragazze, che erano esposte ad alti livelli di violenza. A giugno, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha stabilito che il Guatemala aveva violato i diritti di una ragazza di 14 anni che era stata costretta a proseguire la gravidanza dopo essere stata stuprata.
Esperti delle Nazioni Unite hanno espresso preoccupazione in relazione alle proposte di legge 6453, 6473 e 6575, che ponevano a rischio i diritti di donne e ragazze, delle persone lgbti e di coloro che difendono i diritti di questi gruppi, incluso il diritto alla non-discriminazione e alla salute sessuale e riproduttiva.
L’Osservatorio nazionale dei diritti umani, responsabile del monitoraggio dei casi di violenza apparentemente motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere ha registrato durante l’anno le uccisioni di almeno 29 persone lgbti. Il matrimonio tra persone dello stesso sesso è rimasto vietato.
Note:
1 Guatemala: Amnesty International condemns the return to prison of journalist Jose Rubén Zamora, 12 marzo.
2 Lives at Risk: Chaotic and Abrupt Cuts to Foreign Aid Put Millions of Lives at Risk, 29 maggio.