Leggi formulate in modo vago che riducono la libertà d’espressione hanno continuato a essere utilizzate contro le voci critiche. Le autorità hanno limitato le proteste pacifiche e hanno vessato, indagato e arrestato persone impegnate nell’attivismo e studenti. Il numero di reclusi nel braccio della morte è diminuito significativamente. Le persone rifugiate e quelle migranti prive di documenti hanno continuato a subire detenzione a tempo indeterminato, arresti arbitrari e maltrattamenti. I diritti delle persone lgbti sono stati sotto attacco e attivisti e attiviste hanno chiesto un maggiore riconoscimento dei popoli nativi.
Le autorità hanno continuato a utilizzare leggi formulate in modo vago per limitare la libertà d’espressione.
A marzo, l’Alta corte della capitale, Kuala Lumpur, ha respinto un ricorso costituzionale presentato dai realizzatori di Mentega Terbang, un film messo al bando, che erano accusati di “offesa al sentimento religioso” secondo il codice penale. A fine anno, il processo era ancora pendente.
Ad agosto, la corte d’appello si è pronunciata a favore della richiesta dell’attivista Heidy Quah di eliminare i termini “offensivo” e “fastidioso” dall’art. 233(1)(a) della legge sulle comunicazioni e la multimedialità (Communications and Multimedia Act – Cma). La donna aveva sostenuto che punire i commenti online su questa base violasse il diritto alla libertà d’espressione.1 Il governo ha presentato ricorso contro la decisione.
A ottobre, la polizia ha arrestato sette persone per aver presumibilmente pubblicato sui social media contenuti sediziosi e minacciosi che prendevano di mira leader politici. Sono state indagate ai sensi della legge sulla sedizione, della Cma e del codice penale.2 Più avanti nello stesso mese, l’Alta corte ha stabilito che l’accademico e blogger australiano Murray Hunter aveva diffamato l’autorità malese di regolamentazione di Internet con articoli che ne criticavano l’attività. Alcune settimane prima era stato arrestato da autorità malesi e thailandesi in Thailandia, dove risiedeva e dove era previsto un processo penale per il 2026.
A dicembre, l’attivista Fahmi Reza è stato arrestato e indagato ai sensi della legge sulla sedizione e della Cma per un post sui social media che criticava il reggente di Johor, e poi rilasciato su cauzione. In precedenza, lo stesso anno, gli era stato erroneamente impedito di viaggiare all’estero, era stato arrestato e gli era stato vietato di entrare a Sabah per la pubblicazione di vignette satiriche sul governatore dello stato.
Diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate
Il governo ha censurato pubblicazioni a tematica lgbti e altre forme d’espressione di persone lgbti.3 A novembre, le autorità hanno compiuto incursioni in locali di Kuala Lampur e Penang, arrestando oltre 200 persone percepite essere lgbti e facendo partire indagini ai sensi di varie leggi, incluse quelle che criminalizzano la condotta omosessuale.
A febbraio, il governo ha proposto una modifica alla legge sulle riunioni pacifiche (Peaceful Assembly Act – Paa) e ha sospeso l’obbligo per gli organizzatori di ottenere l’autorizzazione dai proprietari dei locali. A luglio, la corte federale ha dichiarato incostituzionale l’art. 9(5) della Paa, dopo che l’attivista Amir Hadi aveva contestato le accuse di non aver avvisato la polizia prima di una manifestazione di protesta risalente al 2022.4
Nonostante questi sviluppi, le autorità hanno continuato a limitare le proteste pacifiche utilizzando la Paa, il codice penale e la legge sui reati minori. Manifestanti sono stati vittime di vessazioni, tattiche intimidatorie, arresti e indagini arbitrari e uso eccessivo della forza.
A luglio, la polizia ha arrestato l’attivista Badrul Hisham Shaharin, noto come Chegubard, in base a numerose leggi, tra cui quella sulla sedizione, per aver partecipato a un raduno in cui si chiedevano le dimissioni del primo ministro. Il mese successivo, l’attivista Arutchelvan Subramaniam è stato arrestato in base al codice penale e rilasciato più tardi lo stesso giorno, per aver preso parte a una marcia pacifica di lavoratori delle piantagioni e persone attiviste, con l’obiettivo di presentare un memorandum al parlamento. Almeno sei figure dell’attivismo studentesco dell’Ums sono state indagate e accusate secondo il codice penale, la Paa e la Cma, per le proteste anticorruzione.5 A luglio, partecipanti all’attivismo studentesco e gruppi della società civile che intendevano consegnare al parlamento un memorandum sulle proposte di modifica della Paa hanno trovato ad accoglierli una nutrita schiera di agenti di polizia davanti all’edificio parlamentare.
A ottobre, dinanzi all’ambasciata statunitense, la polizia ha arrestato due uomini che stavano partecipando a una protesta pacifica contro l’intercettazione della Global Sumud Flotilla da parte di Israele. A dicembre, una persona aveva dovuto far fronte ad accuse ai sensi del codice penale, per il presunto reato di aver recato intenzionalmente danno, dopo che la polizia aveva usato la forza per contenerla.
Dall’abrogazione della pena di morte obbligatoria nel 2023, il numero di persone confermate nel braccio della morte ha toccato il punto storicamente più basso. Le esecuzioni di persone con cittadinanza malese per reati legati alla droga nella vicina Singapore hanno continuato ad alimentare il dibattito sulla pena di morte in Malesia. A luglio, il governo ha annunciato che avrebbe costituito una task force per rivedere le politiche in vista dell’abolizione totale della pena di morte.
A novembre, l’Alta corte ha stabilito che governo e polizia erano coinvolti nella sparizione forzatadel pastore Raymond Koh e di Amri Che Mat. La corte ha concesso alle loro famiglie un risarcimentodi oltre 40 milioni di ringgit malesi (circa nove milioni di dollari Usa). Il governo hadichiarato che avrebbe presentato ricorso e ha riaperto un’indagine sulle sparizioni.
A giugno, gruppi della società civile hanno rinnovato le richieste di giustizia per Teoh BengHock, trovato morto nel 2009 dopo essere stato interrogato da funzionari della commissioneanticorruzione. La procura generale ha chiuso il caso a maggio, sostenendo che non esistevano prove sufficienti per portare avanti il procedimento giudiziario.
A novembre, tre uomini tra i 24 e i 29 anni, sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco dalla polizia, in un terreno di coltivazione di olio di palma a Durian Tunggal, in Melaka, portando all’apertura di un’indagine per omicidio, tra l’attenzione dell’opinione pubblica e resoconti discordanti sull’episodio.
A dicembre, una guardia carceraria è stata accusata di aver causato la morte del recluso Gan Chin Eng, durante una rivolta al centro di detenzione correzionale di Kamunting, avvenuta a gennaio.
A gennaio, le autorità hanno arrestato 196 persone rifugiate di etnia rohingya sbarcate a Langkawi, un’isola vicino al confine con la Thailandia. In seguito, hanno respinto due imbarcazioni con a bordo 300 persone, ritenute rifugiate rohingya.
I raid contro le persone immigrate si sono intensificati. Le associazioni per i diritti umani hanno denunciato le detenzioni arbitrarie e chiesto di porre fine alla tortura in carcere. Le persone rifugiate e quelle migranti prive di documenti, tra cui minori, hanno continuato a essere detenute a tempo indeterminato. Al 31 agosto, 20.143 persone erano trattenute in 20 centri di detenzione, compresi 2.196 minori. Le associazioni per i diritti umani hanno sollecitato la fine della detenzione minorile e l’adozione di alternative alla detenzione su base locale.
A ottobre, le autorità di Myanmar hanno annunciato l’arresto dell’attivista Thuzar Maung e della sua famiglia, che si riteneva fossero state rapite in Malesia e rimpatriate in Myanmar nel 2023. Gli arresti hanno spinto le associazioni per i diritti umani a sollecitare il governo malese a chiedere il loro immediato rilascio alle autorità di Myanmar
A novembre, il governo ha presentato un documento sulle sue proposte di modifica alla legge sui popoli aborigeni del 1954. Le modifiche amplierebbero le tutele per i popoli nativi, a seguito delle richieste per un piano d’azione nazionale formulate dalla commissione nazionale per i diritti umani. Gruppi di attivisti hanno sollecitato il riconoscimento formale degli orang asli come primi popoli della Malesia e la tutela del loro diritto all’autodeterminazione.
A ottobre, il governo ha rinviato la presentazione del disegno di legge nazionale sui cambiamenti climatici per consentire un ulteriore coinvolgimento delle associazioni imprenditoriali e industriali.
Note:
1 Malaysia: Heidy Quah’s court victory a win for all Malaysians speaking truth to power, 19 agosto.
2 Malaysia: Malaysia’s assault on online expression must end now, 7 ottobre.
3 Malaysia: Weaponizing morality: new report exposes sharp rise in censorship of LGBTIQ publications under outdated Malaysian law, 16 luglio.
4 Malaysia: Federal Court ruling a powerful step towards restoring the right to peaceful assembly, 1° luglio.
5 Malaysia: The Madani government must stop weaponizing laws against student voices, 23 maggio.