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REPUBBLICA D’AUSTRIA

Il costo della vita è rimasto tra i più alti dell’Ue. La violenza di genere è perdurata e l’accesso all’aborto era limitato. Le libertà d’assemblea ed espressione sono state a rischio, anche a causa di restrizioni sugli slogan di solidarietà con la Palestina. L’Austria non ha garantito la tutela legale per minori richiedenti asilo non accompagnati e ha sospeso il ricongiungimento familiare. La legge contro la discriminazione è rimasta inadeguata e la polizia non aveva ancora l’obbligo di indossare badge identificativi individuali.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

Il numero di individui a rischio di povertà ed esclusione sociale è rimasto elevato, pari al 16,9 per cento della popolazione. I gruppi più a rischio comprendevano famiglie monogenitoriali, persone con disabilità, rifugiate e migranti.

Il costo della vita è rimasto tra i più alti dell’Ue. Sebbene a settembre il governo abbia presentato misure per regolamentare il mercato degli affitti, non ha attuato una strategia nazionale per la casa.

A settembre, il governo ha annunciato di voler introdurre ulteriori criteri di accessibilità per l’assistenza sociale, che avrebbero avuto effetti negativi sulle persone rifugiate.1

 

DIRITTI DI DONNE E RAGAZZE

Nel 2025 sono stati segnalati 15 casi di sospetti femminicidi. A novembre, il governo ha presentato un piano d’azione nazionale contro la violenza di genere che coinvolgesse nel suo sviluppo organizzazioni della società civile.

L’aborto non è stato del tutto depenalizzato ed era escluso dalla copertura assicurativa sanitaria. L’accesso a cure abortive sicure e a prezzi accessibili è rimasto limitato in diversi stati federali.

A dicembre, il parlamento ha approvato una legge che vietava di indossare l’hijab a scuola alle ragazze sotto i 14 anni, misura discriminatoria che ha violato i loro diritti, inclusa la libertà di religione ed espressione.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E ASSEMBLEA

Ad aprile, un’attivista climatica tedesca si è vista revocare il permesso di soggiorno perché accusata di “gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza”. La decisione è passata in appello ma a fine anno non era stata ancora presa la decisione finale.

A luglio, il parlamento ha approvato una legge che consente alla polizia di utilizzare spyware sulle comunicazioni criptate. Ad agosto, il ministro dell’Interno ha presentato progetti per espandere notevolmente la videosorveglianza nei luoghi pubblici, nonostante le preoccupazioni della società civile per le implicazioni dannose sulla libertà di riunione pacifica.

Le autorità hanno continuato ad applicare la definizione operativa di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – Ihra), con conseguente effetto deterrente sulla libertà d’espressione. La polizia ha seguitato a multare manifestanti che esprimevano solidarietà con la Palestina per aver scandito lo slogan “Palestina libera, dal fiume fino al mare”: un divieto generale dello slogan che di fatto violava la libertà d’espressione. È rimasto in vigore un decreto ministeriale che stabiliva che lo slogan giustificava il sospetto iniziale di “apologia di reati terroristici” ai sensi della legge penale. Ad aprile, un tribunale ha dichiarato illegale lo scioglimento di un’assemblea in cui era stato scandito lo stesso slogan.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

L’Austria non ha adottato una norma federale per garantire la tutela legale di minori richiedenti asilo non accompagnati, nonostante gli impegni del governo e le disposizioni derivanti dalla riforma del sistema comune europeo di asilo.

A luglio, il governo ha sospeso il ricongiungimento familiare per sei mesi e a dicembre ha prolungato la sospensione fino almeno a luglio 2026, di fatto eliminando l’unica via sicura verso l’Austria per chi cerca protezione.2

A luglio, il ministero dell’Interno ha effettuato la prima espulsione di un uomo in Siria che, secondo quanto riferito, è risultato poi scomparso. Il Comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate ha successivamente inviato una lettera al governo austriaco chiedendo informazioni sulla sua sorte. L’Austria ha continuato le espulsioni verso la Siria.3

A ottobre, il ministero dell’Interno ha effettuato la prima espulsione verso l’Afghanistan dalla presa di potere dei talebani.4

 

DISCRIMINAZIONE

L’Austria non ha garantito una legislazione antidiscriminatoria conforme ai diritti umani a livello federale e regionale. A marzo, gli investigatori penali hanno segnalato un’ondata di crimini d’odio contro persone lgbti. Il numero di crimini d’odio antimusulmani e antisemiti è rimasto elevato.

 

USO ILLEGALE DELLA FORZA

La polizia non aveva ancora l’obbligo di indossare badge identificativi, ostacolando l’accertamento delle responsabilità.1 Le regole sulle videocamere indossabili sono risultate incoerenti.

A ottobre, una commissione d’inchiesta ha dichiarato illegale e sproporzionata l’operazione di polizia durante un campo formativo al memoriale Peršmanhof.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

L’Austria non ha ancora approvato una legge sulla protezione del clima. Una bozza trapelata è stata criticata come inadeguata da persone esperte, perché non includeva l’obiettivo del paese di raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.

 

Note:
1 Austria: Government threatens to further undermine social assistance, 15 settembre (solo in tedesco).
2 Austria: Planned restrictions on family reunification violate human rights, 10 aprile (solo in tedesco).
3 Austria: Amnesty International continues to warn against deportations to Syria, 25 settembre (solo in tedesco).
4 Dangerous breach: Austria hands people over to the Taliban for the first time, 21 ottobre (solo in tedesco).
5 Austria: One year of the police misconduct investigation unit: A good start, but independence must be ensured, 20 gennaio (solo in tedesco).

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