Rappresentanti dello stato hanno utilizzato un linguaggio stigmatizzante che ha alimentato timori di crimini d’odio. È stato fatto uso eccessivo della forza durante il controllo delle proteste pacifiche a sostegno dei diritti del popolo palestinese. La Germania ha rimpatriato 83 persone in Afghanistan e una in Siria, violando il principio di non refoulement. Il governo federale ha compromesso il raggiungimento degli obiettivi climatici.
Le segnalazioni dell’aumento dei crimini d’odio razzisti, antisemiti e islamofobi, nonché dei crimini d’odio contro donne, persone lgbti e altri gruppi minoritari sono state motivo di gravi preoccupazioni. Tali crimini sono più che raddoppiati rispetto ai livelli precedenti alla pandemia. Sono aumentate le segnalazioni di attacchi alle marce del Pride, mentre il linguaggio stigmatizzante di rappresentanti dello stato e la loro mancanza d’impegno per i diritti delle persone lgbti hanno alimentato il timore di crimini d’odio nella comunità lgbti.
A novembre, l’ufficio federale di polizia criminale ha segnalato un aumento dei crimini violenti di genere contro le donne nel 2024.
Ad aprile ha attirato attenzione a livello nazionale la sparatoria che ha provocato l’uccisione di un ventunenne nero, Lorenz A., raggiunto dai colpi sparati da un agente di polizia a Oldenburg. Secondo i dati dell’organizzazione Cilip, che documenta casi relativi ai diritti civili, la violenza letale da parte della polizia ha avuto un nuovo picco nel 2025, arrivando a 17 decessi, che hanno colpito in modo sproporzionato le persone razzializzate e quelle che vivono in povertà.
Un disegno di legge per sostituire la legge federale sulla polizia, presentato al parlamento a dicembre, ha proposto di ampliare i poteri di polizia che consentono fermi di polizia arbitrari e profilazione razziale. Non includeva l’obbligo di badge identificativi per contrastare l’impunità.
Funzionari di polizia e rappresentanti dei sindacati di polizia hanno rilasciato dichiarazioni provocatorie e razziste, che hanno preso di mira principalmente persone nere, arabe, musulmane e rifugiate. Uno studio federale pubblicato a maggio ha rilevato che la discriminazione può verificarsi praticamente in tutti gli ambiti dell’operato della polizia.
La tempistica per la revisione della legislazione che facilitava l’accesso al riconoscimento legale del genere è stata ridotta da cinque anni a un anno e mezzo, suscitando preoccupazione tra i gruppi lgbti, in particolare a causa delle nuove bozze di regolamento che consentirebbero il tracciamento del genere legale e dei nomi precedenti, con il rischio di rivelare forzatamente l’orientamento sessuale delle persone.
A febbraio, la polizia di Berlino ha ordinato che discorsi e slogan durante una manifestazione di solidarietà con la Palestina fossero solo in tedesco e inglese. Quando, l’8 febbraio, le persone in piazza hanno intonato canti in ebraico e arabo durante una manifestazione, la polizia ha immediatamente disperso la protesta con violenza.
A marzo, durante una protesta pacifica a Berlino, una donna è stata ripetutamente colpita al volto e alla testa da un agente di polizia. Simili violenze da parte di agenti di polizia sono state documentate durante le proteste del giorno della Nakba e all’evento Internationalist Queer Pride a Berlino, a luglio.
A febbraio, il Partito dell’unione cristiano-democratica ha condotto un’inchiesta parlamentare sul finanziamento delle organizzazioni della società civile. L’inchiesta consisteva in 551 domande, volte a valutare la neutralità politica delle organizzazioni finanziate dallo stato, in particolare quelle che si battono contro il razzismo e per i diritti delle persone migranti. In questo modo, tali organizzazioni sono state oggetto di sospetti generalizzati.
Il 20 marzo, il tribunale amministrativo di Berlino ha dichiarato illegittimo l’uso delle prese di sottomissione da parte della polizia per allontanare manifestanti pacifici per il clima da un raduno precedentemente disperso.
A marzo, le autorità per l’immigrazione di Berlino hanno notificato a quattro cittadini stranieri (provenienti da Ue e Usa) la revoca dello status di residenza a causa del loro coinvolgimento nelle proteste studentesche a sostegno del popolo palestinese nel 2024. Nessuno di loro è stato condannato per alcun reato. La corrispondenza trapelata ha rivelato che il ministero dell’Interno di Berlino aveva fatto pressione sulle autorità per l’immigrazione affinché espellessero i quattro. Tutti i casi sono stati impugnati con successo nei procedimenti preliminari e le espulsioni sono state temporaneamente sospese.
A maggio, dopo una manifestazione di commemorazione della Nakba, la polizia di Berlino ha dichiarato che un agente era rimasto gravemente ferito per mano di manifestanti. Tale accusa è stata utilizzata dai portavoce della polizia, dal sindaco e dal ministro federale degli Interni per chiedere nuovi poteri di polizia contro manifestanti che dimostravano solidarietà al popolo palestinese. Tuttavia, un’indagine indipendente ha successivamente scoperto che l’agente di polizia si era ferito mentre picchiava persone a una protesta.
Il 26 novembre, il tribunale amministrativo di Berlino ha stabilito l’illegalità dello scioglimento di una conferenza in favore della Palestina nel 2024.
Il 29 gennaio, il parlamento ha adottato una risoluzione che stabilisce che scuole e università devono utilizzare la definizione operativa di antisemitismo adottata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – Ihra). La risoluzione era in conflitto con il parere di eminenti giuristi e gruppi della società civile, secondo cui la definizione dell’Ihra è incompatibile con gli standard internazionali sulla libertà d’espressione. Essa chiedeva la sorveglianza di studenti e una più stretta cooperazione con le autorità di sicurezza e di intelligence per affrontare eventuali carenze percepite nella lotta all’antisemitismo nelle scuole.
Le autorità hanno continuato a tentare di criminalizzare lo slogan “dal fiume al mare”, vietato nel 2023 in quanto ritenuto “un simbolo di Hamas”.
Ad aprile sono stati sospesi il reinsediamento e le ammissioni umanitarie nel paese. A luglio, il parlamento ha promulgato una sospensione di due anni del diritto al ricongiungimento familiare per le persone a cui è stata concessa protezione sussidiaria, con limitate eccezioni per i casi più drammatici.
Sono state approvate solo 3.087 ammissioni nell’ambito del programma di ammissione umanitaria per l’Afghanistan, lanciato nel 2022, e solo 2.230 persone sono effettivamente entrate in Germania. L’obiettivo originale del programma era di ammettere 1.000 persone al mese.
Oltre 1.300 persone accettate in vari programmi di ammissione sono rimaste bloccate in Pakistan o, in circa 250 casi, sono state rimpatriate forzatamente dal Pakistan all’Afghanistan. Nonostante quasi 150 sentenze dei tribunali amministrativi abbiano obbligato il governo a rilasciare visti, entro la fine dell’anno era stato permesso l’ingresso soltanto a 756 casi individuali. Nel complesso, il nuovo governo ha dimezzato le ammissioni per le persone in attesa in Pakistan.
A luglio, la Germania ha rimpatriato 83 persone in Afghanistan e una in Siria, violando il principio di non refoulement.
Nonostante una sentenza del tribunale amministrativo di Berlino di giugno abbia dichiarato illegale negare alle persone richiedenti asilo l’accesso al territorio tedesco, le autorità hanno continuato a respingere sommariamente le persone alle frontiere dell’Ue.
A settembre, il governo ha presentato al parlamento una proposta di legge per attuare le riforme del sistema europeo comune di asilo (Common European Asylum System – Ceas). La proposta introduceva misure che andavano oltre l’inasprimento delle normative previste dal Ceas. Tra queste figuravano misure volte a consentire l’individuazione di paesi terzi sicuri e paesi di origine tramite decreto ministeriale, nonché un significativo ampliamento dell’ambito di applicazione della detenzione delle persone migranti.
Lo stato dell’Assia ha implementato un sistema di riconoscimento facciale biometrico nel quartiere della stazione centrale di Francoforte. Ciò ha consentito alle telecamere di sorveglianza di scansionare le immagini di tutti i passanti, in tempo reale per identificare le persone nominate in ordinanze giudiziarie. Nuovi disegni di legge federali e statali conferirebbero alle autorità di polizia ampi nuovi poteri per analizzare automaticamente grandi volumi di dati ed estrarre da Internet tutte le informazioni biometriche pubblicamente disponibili per identificare e localizzare le persone ricercate.
A settembre, il governo ha adottato una bozza di modifica alla legge sugli obblighi di diligenza dovuta per le aziende nelle catene di fornitura. Ciò ridurrebbe le principali misure di applicazione e trasparenza, indebolendo la responsabilità aziendale.
Un disegno di legge interpartitico per legalizzare parzialmente l’aborto, bloccato in parlamento prima delle elezioni anticipate del febbraio 2025, si è arenato dopo l’insediamento del nuovo governo di coalizione. Ad agosto, un progetto di ricerca finanziato dal governo sulle gravidanze indesiderate ha rivelato gravi carenze nell’assistenza all’aborto.
Ad agosto, un medico ha perso una causa presso il tribunale del lavoro dopo aver contestato la direttiva di un ospedale che vietava al personale di praticare aborti. In seguito alla fusione di due ospedali, gestiti dalla chiesa ma finanziati con fondi pubblici, nella regione della Vestfalia orientale-Lippe, sono stati vietati gli aborti non salvavita, limitando perciò gravemente l’accesso all’assistenza sanitaria riproduttiva essenziale.
Il Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo ha visitato la Germania a novembre. Nella sua dichiarazione di fine missione, ha chiesto riparazioni per il genocidio tedesco contro i popoli ovaherero e nama tra il 1904 e il 1908, nell’ex colonia dell’Africa sudoccidentale tedesca (cfr. Namibia).
A settembre, un rapporto commissionato dal ministero federale dell’Economia e dell’energia ha rivelato evidenti carenze nella transizione della Germania verso le energie rinnovabili. Ciononostante, la ministra dell’Economia ha annunciato piani per ridurre il sostegno alle energie rinnovabili e per espandere ulteriormente le infrastrutture del gas, ritardando l’eliminazione graduale dell’uso e della produzione di combustibili fossili.
A maggio, la corte d’appello regionale superiore di Hamm ha respinto una causa epocale intentata dall’agricoltore peruviano Saúl Luciano Lliuya contro il colosso energetico tedesco Rwe. La corte ha ritenuto che il rischio di inondazioni provocate dai cambiamenti climatici nella sua proprietà non fosse sufficientemente imminente. Tuttavia, ha affermato in linea di principio che i principali responsabili delle emissioni potrebbero essere ritenuti responsabili ai sensi del diritto civile tedesco per danni climatici transfrontalieri.
Ad agosto, il cancelliere ha annunciato che la Germania non avrebbe autorizzato ulteriori esportazioni in Israele di armi che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza occupata. Tuttavia, le licenze concesse in precedenza non sono state revocate e altre attrezzature militari hanno continuato a essere esportate. A novembre, il blocco è stato annullato e sono ripresi i controlli sulle singole esportazioni. Nella prima metà dell’anno, la Germania ha autorizzato esportazioni verso Israele di armi e altre attrezzature militari, per un valore di circa 90 milioni di euro.