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REPUBBLICA ELLENICA

Sono stati avviati procedimenti penali contro 21 agenti della guardia costiera per il naufragio di Pylos del 2023. È stata imposta una sospensione illegale e discriminatoria di tre mesi dell’accesso all’asilo per le persone che arrivavano in Grecia attraverso il Nord Africa, portando a detenzioni di massa in condizioni inadeguate. Una nuova legge sul rimpatrio di persone cittadine di paesi terzi ha avuto un impatto negativo sui loro diritti. È stato avviato un processo penale contro 24 operatrici e operatori umanitari che avevano assistito persone in difficoltà in mare. Sono perdurate le segnalazioni di uso non necessario ed eccessivo della forza contro manifestanti che protestavano in modo pacifico. È stato introdotto un controverso divieto assoluto di manifestare in alcune aree fuori dal parlamento del paese. È stata criticata una legge volta a combattere la violenza di genere perché non dava priorità al supporto e alla prevenzione. Si è tenuto il processo a quattro dirigenti di aziende legate allo scandalo dello spyware Predator. Sono continuate le segnalazioni di aggressioni contro membri della comunità lgbti. Oltre un quarto della popolazione del paese è stato a rischio di povertà o esclusione sociale.

 

CONTESTO

Si sono svolte manifestazioni di massa per chiedere giustizia e riconoscimento delle responsabilità per le vittime, le persone sopravvissute e le famiglie di coloro che furono coinvolti nell’incidente ferroviario di Tempi del 2023, in cui persero la vita 57 persone. A febbraio, l’agenzia ellenica per le indagini sulla sicurezza aerea e ferroviaria ha stabilito che la tragedia era stata il risultato combinato di un errore umano, infrastrutture carenti e sistemiche mancanze nella gestione della sicurezza ferroviaria.

Tra giugno e agosto, nel mezzo di una grave ondata di calore, resa più probabile dai cambiamenti climatici, enormi incendi boschivi hanno distrutto decine di migliaia di ettari di terreno, uccidendo un uomo e danneggiando case e infrastrutture essenziali in varie aree del paese, tra cui Creta, Chio, Attica e Acaia.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

In una storica sentenza emessa a gennaio, la Corte europea dei diritti umani ha rilevato “forti indicazioni” che nel 2019 si fosse verificata la pratica sistematica di respingimenti sommari illegali al confine di terra con la Turchia. Altri casi riguardanti respingimenti sommari sono rimasti pendenti dinanzi alla Corte. Le Ong hanno espresso preoccupazione per il fatto che, nonostante tra il 2019 e il 2024 fossero state avviate oltre 200 indagini nazionali su presunti respingimenti sommari, nessuna di esse ha portato ad accuse contro funzionari.

A maggio, il procuratore del tribunale navale ha concluso l’indagine preliminare sul ruolo della guardia costiera nel naufragio di Pylos del 2023, in cui persero la vita oltre 600 persone, formulando accuse di reato contro 17 agenti e rinviando i casi per ulteriori indagini. A novembre, un procuratore della corte d’appello ha avviato un procedimento penale contro altri quattro alti ufficiali della guardia costiera. Tra gli imputati figurano l’equipaggio e il capitano della motovedetta che, secondo le persone sopravvissute, provocò il capovolgimento della loro imbarcazione nel tentativo di trainarla, nonché il capo e l’ex capo della guardia costiera.

A ottobre, la Corte europea per i diritti umani si è pronunciata in un caso che riguardava un naufragio mortale avvenuto nel 2018, condannando la Grecia per violazioni del diritto alla vita, per le sue mancanze sia negli sforzi di salvataggio sia nelle indagini in merito all’episodio.

A giugno, il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa ha interrotto la supervisione dell’attuazione da parte della Grecia della storica sentenza della Corte europea dei diritti umani, M.S.S. vs. Grecia, che riguardava le carenze nelle procedure di asilo del paese e nelle condizioni di vita delle persone richiedenti asilo. Nonostante i rapporti del Comitato europeo per la prevenzione della tortura delle Nazioni Unite e delle Ong documentassero insufficienze, il comitato ha concluso di essere soddisfatto dei progressi compiuti dalle autorità greche nell’adempimento della sentenza.

Solo un mese dopo, una modifica legislativa ha previsto la sospensione illegale e discriminatoria per tre mesi della presentazione delle domande d’asilo per le persone arrivate sulle isole greche di
Creta e Gozzo, attraverso il Nord Africa. Ha inoltre consentito il loro rimpatrio forzato nel paese di origine o di transito. La Corte europea dei diritti umani ha emesso misure provvisorie in due casi riguardanti persone provenienti da Sudan ed Eritrea, colpite da questa misura di sospensione, ordinando alla Grecia di astenersi dal rimpatriarle fino a quando la registrazione delle loro domande di asilo fosse rimasta sospesa.

Le persone soggette alle nuove disposizioni sono state in gran parte detenute in strutture in Grecia, in alcuni casi in condizioni inadeguate. La Commissione europea non è riuscita a utilizzare gli strumenti a sua disposizione per garantire che la Grecia rispettasse i propri obblighi in materia di diritti umani.

Per tutto l’anno, richiedenti asilo residenti nelle strutture chiuse controllate (Kleistés Elenchómenes Domés – Ked), finanziate dall’Ue sulle isole dell’Egeo, hanno continuato a subire “restrizioni della libertà” equivalenti a detenzione illegale. A febbraio, la Corte europea dei diritti umani ha emesso misure provvisorie per proteggere minori nella “zona sicura” della Ked di Samo e garantirne il ricollocamento.

A settembre, il parlamento ha adottato una nuova legge sul rimpatrio di persone con cittadinanza di paesi terzi che ha ridotto la tutela delle persone rimpatriate, in parte in violazione del diritto e degli standard vigenti nell’Ue, e ha impresso un orientamento punitivo alla politica migratoria del paese. La legge ha reso reato il soggiorno irregolare, ha ampliato le sanzioni associate all’ingresso e all’uscita irregolari, ha esteso la durata della detenzione oltre i limiti previsti dal diritto dell’Ue e ha introdotto la sorveglianza elettronica come misura per ridurre il rischio di latitanza. La legge ha fatto seguito e si è ispirata a una proposta per i rimpatri avanzata dalla Commissione europea a marzo, molto criticata e non ancora vincolante a fine anno.

A marzo, il consiglio di stato ha annullato la decisione che designava la Turchia come paese terzo sicuro, a seguito di una sentenza del 2024 della Corte di giustizia dell’Ue sulla compatibilità di tali designazioni con il diritto dell’Ue, quando il paese in questione avesse sospeso le riammissioni. La Turchia aveva sospeso le riammissioni a partire dal 2020. Le Ong hanno espresso preoccupazione per una nuova decisione ministeriale adottata subito dopo ad aprile, che ha di fatto ripristinato la designazione della Turchia come paese terzo sicuro.

 

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

A giugno, un tribunale di Atene ha assolto la difensora dei diritti umani Alexia Tsouni dalle accuse, tra cui diffamazione, che sembravano essere state avanzate in risposta al suo operato antirazzista e al suo attivismo a sostegno delle persone rifugiate.

A dicembre è iniziato un processo per reati gravi contro 24 operatrici e operatori umanitari, tra cui il difensore irlandese per i diritti umani Séan Binder, che ha soccorso e assistito persone rifugiate e migranti sull’isola di Lesbo. Le accuse includevano la tratta di esseri umani e prevedevano pene detentive fino a 20 anni. Lo stesso mese, una proposta legislativa ha introdotto l’appartenenza a una Ong registrata come un fattore aggravante nei casi di traffico di esseri umani.

 

DIRITTO ALLA VITA

A giugno, un agente di polizia è stato riconosciuto colpevole di aver sparato e ucciso Kostas Frangoulis, un ragazzo rom di 16 anni, colpito durante un inseguimento della polizia a Salonicco nel 2022.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Secondo le segnalazioni, la polizia ha fatto uso non necessario ed eccessivo della forza contro manifestanti e fotoreporter durante le proteste, comprese quelle relative all’incidente ferroviario di Tempi e alle manifestazioni di solidarietà verso la popolazione palestinese. Sono stati inoltre riferiti casi di trasferimento di persone che avevano partecipato a manifestazioni pacifiche alle stazioni di polizia per controlli d’identità prima e dopo gli eventi. A luglio, le autorità hanno utilizzato in modo strumentale la legge antirazzista per arrestare alcune persone che manifestavano in solidarietà con la Palestina a Rodi.

A ottobre, il parlamento ha introdotto un divieto assoluto di svolgere manifestazioni di protesta in alcune aree di piazza Syntagma ad Atene, di fronte al palazzo del parlamento, ufficialmente per proteggere un monumento nazionale.

Sono perdurate le preoccupazioni per la persistente impunità, sebbene alcuni agenti di polizia siano stati processati per violazioni dei diritti umani contro manifestanti.

A febbraio, tre agenti di polizia sono stati giudicati colpevoli di aver causato “pericolose lesioni corporali” a Vasilios Maggos, fuori dal tribunale della città di Volos, nel 2020. Vasilios Maggos aveva denunciato i maltrattamenti subiti durante l’arresto e la detenzione ed era morto poche settimane dopo. A novembre, sei agenti di polizia sono stati processati con l’accusa di tortura, “pericolose lesioni corporali”, esposizione al pericolo e detenzione arbitraria in relazione al caso.

Ad agosto, due alti funzionari di polizia sono stati rinviati a giudizio per aver ostacolato illegalmente una protesta legittima e tentato lesioni personali gravi nei confronti di almeno 10 legali che partecipavano a una manifestazione nel marzo 2021.

 

DIRITTO ALLA PRIVACY

A settembre, quattro dirigenti di due aziende legate allo scandalo dello spyware Predator hanno subìto un processo con l’accusa di reato minore per violazione delle leggi sulla privacy delle comunicazioni. Il processo era in corso a fine anno.

 

VIOLENZA CONTRO DONNE E RAGAZZE

A gennaio, una legge che mirava a combattere la violenza di genere rendendo reato nuove forme di violenza come il cyberstalking e il revenge porn, ha suscitato critiche da parte dei gruppi per i diritti delle donne, in quanto poneva l’enfasi sulla maggiore severità delle pene invece che sulla prevenzione e il sostegno alle vittime.

Legali, attiviste e gruppi per i diritti delle donne hanno continuato a esprimere preoccupazione per l’impatto dell’attuazione della legge sull’affidamento congiunto del 2021 su donne e minori sopravvissuti alla violenza di genere.

 

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

Sono continuate le segnalazioni di aggressioni contro persone della comunità lgbti.

Ad aprile, il parlamento ha adottato una legge che ha escluso di fatto le coppie omosessuali maschili e gli uomini single dall’accesso alla maternità surrogata.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

Un rapporto di ottobre della Rete greca contro la povertà ha evidenziato che il 26,9 per cento della popolazione del paese era a rischio di povertà o esclusione sociale, e che la povertà infantile rimaneva elevata, al 22,4 per cento.

Un controverso disegno di legge adottato a ottobre ha consentito ad alcuni dipendenti del settore privato di lavorare 13 ore al giorno su base volontaria, per un massimo di 37,5 giorni all’anno. La legge è stata criticata dai sindacati e dai partiti d’opposizione, e ha scatenato scioperi e proteste a livello nazionale.

 

DIRITTI ALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA

A dicembre, sono state espresse preoccupazioni circa un disegno di legge che introduceva emendamenti in relazione alla mancanza di riconoscimento da parte delle forze armate del diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, come previsto dagli standard internazionali dei diritti umani, poiché il servizio civile alternativo rimaneva punitivo e discriminatorio e la valutazione delle richieste per lo status di obiezione di coscienza non erano ancora pienamente sotto il controllo delle autorità civili.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

A novembre, il World Wildlife Fund ha sottolineato che gli accordi sulle estrazioni di idrocarburi sottoscritti dalla Grecia con una grande compagnia petrolifera e l’impegno a lungo termine di importare gas fossile liquefatto dagli Usa porterebbero a decenni di dipendenza dai combustibili fossili, rischi ambientali e regressione economica.

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