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STATO DI PALESTINA

I gruppi armati palestinesi a Gaza hanno trattenuto e maltrattato ostaggi fino alla loro liberazione dopo il cessate il fuoco di ottobre e hanno messo in pericolo civili palestinesi collocando obiettivi militari in aree densamente popolate o nelle loro vicinanze. Le autorità palestinesi hanno omesso di condurre indagini indipendenti sulle gravi violazioni del diritto internazionale, compresi possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità, e sulle violazioni dei diritti umani compiute contro la popolazione palestinese. Individui armati palestinesi hanno ucciso persone civili israeliane, compresi coloni che vivevano illegalmente nella Cisgiordania occupata. Le forze palestinesi guidate da Hamas hanno dato luogo a esecuzioni di civili che accusavano di collaborazionismo con Israele e hanno punito sommariamente altre persone accusate di vari reati, tra cui saccheggio. Sono stati segnalati casi di tortura e maltrattamento nei centri di detenzione palestinesi e nelle carceri della Cisgiordania.

 

CONTESTO

Le autorità palestinesi parallele, Fatah in Cisgiordania e Hamas nella Striscia di Gaza, hanno continuato a operare nelle delimitate aree amministrate, nonostante l’assassinio da parte di Israele della maggior parte della leadership di Hamas, con pochi elementi sopravvissuti in esilio. Le autorità palestinesi non sono riuscite a pagare in toto gli stipendi di dipendenti pubblici per mancanza di liquidità, a causa dell’arbitrario trattenimento delle entrate fiscali palestinesi da parte di Israele, spingendo il corpo docente a scioperare e peggiorando i livelli di povertà. Le conseguenze delle azioni di Israele dopo due anni di guerra e genocidio, sommati a 18 anni di assedio, hanno ridotto in rovina l’economia di Gaza, crollata dell’86 per cento rispetto al 2022, secondo i dati della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo. Le ultime elezioni parlamentari palestinesi risalivano al 2006.

Nel nord e nel sud di Gaza sono emersi almeno quattro nuovi gruppi armati palestinesi sostenuti da Israele.

Il cosiddetto “piano di pace” del presidente americano Donald Trump è stato firmato il 13 ottobre in Egitto dai leader di Usa, Turchia, Egitto e Qatar. Il 17 novembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione per la “pace” redatta dagli Usa, totalmente priva di riferimenti per difendere i diritti umani della popolazione palestinese o assicurare l’accertamento delle responsabilità per i crimini internazionali. Il numero degli stati membri delle Nazioni Unite che riconoscono lo stato di Palestina è salito a 157.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Conflitto armato a Gaza

I gruppi armati hanno lanciato da Gaza razzi e colpi di mortaio indiscriminati, senza causare morti o feriti tra la popolazione civile israeliana. Fino all’accordo di cessate il fuoco di ottobre, hanno continuato a trattenere e maltrattare ostaggi.1

I gruppi armati palestinesi hanno messo in pericolo la popolazione civile palestinese, collocando obiettivi militari in aree densamente popolate o nelle loro immediate vicinanze.

 

UCCISIONI ILLEGALI

Cisgiordania

Individui o gruppi armati palestinesi hanno ucciso 12 civili di cittadinanza israeliana, di cui sette erano coloni che vivevano illegalmente nella Cisgiordania occupata, secondo l’Ocha. Leader di Hamas hanno lodato e giustificato questo tipo di attacchi.

Gaza

In un’ondata di violenza e illegalità all’interno della comunità palestinese, innescata dall’imposizione da parte di Israele di condizioni di vita che hanno portato alla distruzione del tessuto sociale, le forze palestinesi guidate da Hamas hanno comunicato di avere effettuato le esecuzioni di almeno 39 civili, che accusavano di collaborazionismo con Israele, e di avere punito sommariamente decine di altre persone per presunti saccheggi e altri reati.

Per citare un esempio, l’11 giugno, i canali d’informazione di Hamas e testimoni che avevano filmato alcune sequenze video hanno denunciato che uomini armati affiliati a Sahim, un’unità militarizzata istituita da Hamas, avevano rapito, torturato e ucciso 12 palestinesi da loro accusati di collaborare con la Fondazione umanitaria di Gaza, gestita congiuntamente da Usa e Israele. Il 13 ottobre, uomini armati affiliati alle Brigate al-Qassam, l’ala armata di Hamas, hanno annunciato di avere sottoposto a esecuzione extragiudiziale a Gaza City otto uomini della famiglia Dughmush, accusati di “collaborare con Israele”.

A dicembre, gruppi armati sostenuti da Israele hanno ucciso sommariamente due uomini a Rafah, nel sud di Gaza, che sostenevano essere membri di Hamas.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E RIUNIONE

Cisgiordania

La Commissione indipendente per i diritti umani (Independent Commission for Human Rights – Ichr), che svolge la funzione di istituto nazionale palestinese per i diritti umani, ha ricevuto almeno 378 denunce di detenzione arbitraria da parte dei servizi di sicurezza palestinesi. Il 19 novembre, il presidente Mahmoud Abbas ha emanato un decreto-legge che stabiliva che l’impegno verso l’Organizzazione per la liberazione della Palestina e i suoi obblighi internazionali era una precondizione per la candidatura alle elezioni locali.

Secondo il Centro palestinese per lo sviluppo e le libertà dei media, 14 giornaliste e giornalisti erano stati trattenuti dalla polizia palestinese per periodi che andavano da due ore a due settimane, durante i quali erano stati interrogati in relazione al loro lavoro.

Gaza

Le forze guidate da Hamas hanno percosso e brevemente detenuto decine di manifestanti durante proteste pacifiche a Beit Lahia, una città nel nord di Gaza, a marzo e aprile.2

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

L’Ichr ha ricevuto 61 denunce di tortura e maltrattamento nei centri di detenzione palestinesi e nelle carceri della Cisgiordania, inflitti soprattutto durante gli interrogatori. A causa della distruzione dei sistemi giudiziario e di pubblica sicurezza di Gaza, l’Ichr non ha potuto raccogliere denunce di detenzione arbitraria o di tortura e maltrattamento da parte delle autorità palestinesi contro palestinesi a Gaza.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

Le autorità palestinesi hanno omesso di condurre indagini indipendenti sulle gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui possibili crimini di guerra e crimini contro l’umanità, nonché sulle violazioni dei diritti umani compiute contro palestinesi.

Le autorità palestinesi hanno cooperato con la Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite.

 

DIRITTI DI DONNE E RAGAZZE

A Gaza, una famiglia su sette aveva come capofamiglia una donna, essendo in genere gli uomini o morti o in carcere, secondo UN Women. Dato che alle donne era precluso più che ad altri di accedere agli aiuti, l’aumento dei nuclei familiari guidati da donne ha lasciato periodicamente senza cibo decine di migliaia di famiglie, secondo Women’s Refugee Commission, un’organizzazione per i diritti umani con sede negli Usa. Secondo la Classificazione integrata della fase di sicurezza alimentare, poiché le donne e le ragazze dovevano rimanere in attesa più a lungo rispetto agli uomini ai punti di distribuzione dell’acqua e degli aiuti, erano esposte a molestie di genere, oltre alla generale insicurezza che colpiva tutti. Oxfam ha riferito che i programmi delle autorità palestinesi per migliorare la partecipazione delle donne nei processi decisionali erano ostacolati dalla mancanza di volontà politica.

 

SPARIZIONI FORZATE

Oltre alle 49 persone ancora in ostaggio liberate tra gennaio e ottobre, i cittadini israeliani Avera Mengistu e Hisham al-Sayed sono stati liberati nell’ambito di un accordo di scambio il 22 febbraio, dopo essere rimasti sottoposti a sparizione forzata a Gaza rispettivamente dal 2014 e dal 2015.

 

Note:
1 Israel/OPT: Targeting Civilians: Murder, Hostage-Taking and Other Violations by Palestinian Armed Groups in Israel and Gaza, 11 dicembre.
2 Palestine: Hamas security services must stop targeting protesters in reprisal and respect freedom of peaceful assembly in Gaza, 28 maggio.

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