Sierra Leone: le violazioni dei diritti umani accertate nel 2016

Repubblica della Sierra Leone

Capo di stato e di governo: Ernest Bai Koroma

Le autorità hanno continuato a imporre restrizioni alle libertà d’espressione, riunione pacifica e associazione. Centinaia di persone sono morte e altre migliaia sono rimaste senza tetto a seguito di una colata di fango. Le condizioni di detenzione negli istituti di pena sono rimaste al di sotto degli standard internazionali. Ragazze in gravidanza non sono state ammesse a scuola.

Libertà d’espressione nella Repubblica della Sierra Leone

Abdul Fatoma, promotore della Campagna per lo sviluppo internazionale e i diritti umani è stato arrestato il 31 gennaio nella capitale Freetown, dopo avere partecipato a un dibattito radiofonico nel quale aveva criticato il governo e la commissione anticorruzione per la loro scarsa trasparenza. È stato subito rilasciato su cauzione il 1° febbraio ma gli è stato ritirato il passaporto per 45 giorni*.

Tre giornalisti dei quotidiani Salone Times e New Age hanno ricevuto un mandato di comparizione in tribunale il 22 settembre, per rispondere di varie accuse di calunnia, ai sensi della legge sull’ordine pubblico del 1965, dopo che avevano pubblicato alcuni editoriali che criticavano il tentativo della commissione nazionale sulle telecomunicazioni di aumentare le tariffe per il servizio radiotelevisivo. La loro udienza preliminare è stata aggiornata due volte e a fine anno non erano stati ancora convocati in tribunale.

Libertà di riunione nella Repubblica della Sierra Leone

Il 23 marzo, le forze di sicurezza hanno ucciso un ragazzo di circa 16 anni e ferito gravemente due studenti, dopo avere aperto il fuoco durante una protesta studentesca all’università di Njala, nella città di Bo, nel sud del paese. Gli studenti protestavano contro uno sciopero dei docenti che aveva determinato la chiusura per vari mesi dell’università. La polizia ha sostenuto che gli studenti non avevano ottenuto il rilascio dell’autorizzazione per protestare e che avevano incendiato pneumatici e bloccato il traffico stradale. Sette studenti sono stati arrestati ma poi rilasciati senza accusa, dopo avere trascorso due giorni in stato di fermo. L’unità indipendente per i reclami della polizia ha aperto un’indagine sulle accuse secondo cui i poliziotti erano intervenuti facendo uso eccessivo della forza.

Lo stesso giorno, la polizia ha lanciato gas lacrimogeni per disperdere gli studenti che protestavano contro lo sciopero davanti alla residenza del presidente a Freetown. Quattordici studenti sono stati arrestati e incriminati per condotta sovversiva, multati e rilasciati su disposizione del tribunale di primo grado. Altri due studenti sono stati arrestati lo stesso giorno davanti all’edificio della residenza ufficiale del presidente e accusati di cospirazione e possesso di un’arma da offesa. Sono stati rimessi in libertà su cauzione e, a fine anno, il loro caso era all’esame dell’autorità giudiziaria.

Il 21 settembre, la polizia ha impedito all’Associazione dei proprietari e utilizzatori della terra Malen (Malen Land Owners and Users Association – Maloa) di tenere un evento pubblico pacifico nella città di Pujeheun. Il raduno era stato organizzato in concomitanza con una riunione tra membri di Maloa e il comitato distrettuale per la sicurezza, in occasione della Giornata internazionale contro le monocolture. La polizia ha bloccato la strada e impedito la partecipazione all’evento, consentendo tuttavia a sei membri di Maloa di partecipare alla riunione.

A ottobre, il comitato distrettuale per la sicurezza ha negato il permesso a Maloa di tenere una riunione a Pujeheun, con la motivazione che l’associazione non era registrata presso l’autorità amministrativa tradizionale locale. Dal 2013, il capo tradizionale locale continuava a respingere la richiesta di registrazione del gruppo, sebbene questo fosse regolarmente iscritto presso il registro generale delle associazioni di Freetown.

Difensori dei diritti umani nella Repubblica della Sierra Leone

A febbraio, la Rete dei difensori dei diritti umani ha presentato presso l’ufficio del procuratore generale una proposta di legge per la protezione dei difensori dei diritti umani.

Diritti economici, sociali e culturali nella Repubblica della Sierra Leone

Il 14 agosto, una colata di fango ha travolto la comunità di Regent, a Freetown, causando la morte di almeno 400 persone e lasciandone senza tetto circa altre 3.000. Le vittime abitavano prevalentemente negli insediamenti informali della capitale. La portata del disastro è stata amplificata da una serie di carenze del piano urbanistico, dalla mancata applicazione della normativa in materia edilizia, oltre che dalla mancata disponibilità di soluzioni abitative adeguate**.

Le autorità sono intervenute fornendo immediatamente ai sopravvissuti assistenza e sistemazioni temporanee ma hanno chiuso questi campi a metà novembre. I nuclei familiari hanno ricevuto denaro contante e altre agevolazioni per aiutarli a trovare un alloggio alternativo, ma gruppi della società civile e sopravvissuti hanno sostenuto che questi interventi erano insufficienti. A fine anno non era stata ancora istituita un’inchiesta pubblica per individuare eventuali responsabilità per il disastro.

Ad agosto, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sull’impatto delle sostanze tossiche e dei rifiuti sui diritti umani ha visitato la Sierra Leone. Nell’esprimere la propria preoccupazione per l’impatto negativo che le sostanze tossiche e i rifiuti hanno sui diritti umani, ha sollecitato il governo a introdurre e applicare opportuni strumenti normativi e politiche in materia di riduzione dei rifiuti e l’obbligo d’ispezione sui luoghi di lavoro.

Diritti dei minori nella Repubblica della Sierra Leone

A ottobre, organizzazioni della società civile hanno reiterato le loro richieste al governo, affinché alle ragazze in gravidanza fosse consentito di frequentare le lezioni e di sostenere gli esami. Il programma educativo a tempo parziale di tre giorni alla settimana, che offriva alle ragazze in gravidanza un corso di studi ridotto, è terminato a luglio ma avrebbe dovuto ripartire da gennaio 2018. Molte ragazze che avevano avuto un bambino non erano più riuscite a tornare a scuola, in quanto non erano in grado di sostenere i costi per l’asilo, le tasse scolastiche o le spese associate alla frequenza scolastica, come ad esempio l’acquisto delle divise.

Detenzione nella Repubblica della Sierra Leone

Gli istituti di pena del paese non erano conformi agli standard internazionali e continuavano a essere caratterizzati da sovraffollamento, causato prevalentemente dal ricorso a periodi di detenzione cautelare prolungati. Organizzazioni della società civile hanno espresso preoccupazione per i ritardi nell’accesso all’assistenza medica per i reclusi; per la fornitura inadeguata di cibo e di altri beni di prima necessità; per le deplorevoli condizioni nelle celle della polizia, tra cui servizi igienici inadeguati, e per i prolungati periodi di detenzione che violavano i diritti costituzionali dei detenuti.

A novembre, organizzazioni della società civile hanno invocato la depenalizzazione dei reati minori, come la conversione fraudolenta di denaro (criminalizzazione del debito) e il vagabondaggio, usate in modo sproporzionato contro le donne e le comunità emarginate, contribuendo al sovraffollamento delle carceri. Inoltre, le leggi relative a questi reati erano formulate in modo vago, permettendo così il ricorso ad arresti arbitrari.

A maggio, il comitato per i regolamenti dei tribunali ha approvato alcune nuove linee guida in materia di rilascio su cauzione e condanne, con l’obiettivo di limitare il ricorso alla detenzione cautelare, che hanno assunto valore vincolante durante i processi.

Arresti e detenzioni arbitrari

Il 1° giugno, Mohamed Kamaraimba Manasary, leader del Partito dell’alleanza democratica, è stato arrestato per accuse legate al possesso di una pistola taser. È stato incriminato per detenzione di un’arma da offesa e rilasciato su cauzione il 7 giugno. Il 21 dello stesso mese, le imputazioni sono state ritirate e l’accusa nei suoi confronti è stata riformulata in possesso illegale di armi di piccolo calibro, ai sensi della legge sulle armi e munizioni del 2012, che tuttavia non citava nello specifico le pistole taser. Dopo la revoca del suo rilascio su cauzione, è rimasto detenuto per un’altra settimana e successivamente rilasciato il 28 giugno. A fine anno, il suo processo era ancora in corso. L’imputato e i suoi avvocati hanno sostenuto che l’arresto era motivato politicamente.

Pena di morte nella Repubblica della Sierra Leone

Sono state emesse nuove condanne a morte. A settembre, sei poliziotti sono stati condannati a morte tramite fucilazione, per cospirazione e rapina a mano armata aggravata.

Sviluppi legislativi, costituzionali o istituzionali nella Repubblica della Sierra Leone

Il 10 novembre, il governo ha pubblicato un libro bianco in risposta a una serie di raccomandazioni espresse dal comitato per la riforma della costituzione. Ha respinto oltre 100 delle 134 raccomandazioni formulate dal comitato, tra cui quella riguardante l’abolizione della pena di morte e altre relative all’adozione di norme costituzionali per la protezione dei diritti economici, sociali e culturali e alla parità di diritti per le donne***.

*Sierra Leone: Anti-corruption activist’s detention an attempt to stifle freedom of expression (news, 1 febbraio).

**Sierra Leone: Housing and environmental failures behind shocking scale of mudslide deaths (news, 18 agosto).

***Sierra Leone: Government rejection of important constitutional review recommendations a missed opportunity to strengthen human rights protection (news, 6 dicembre).

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