Argentina - Amnesty International Italia

REPUBBLICA ARGENTINA

Capo di stato e di governo: Mauricio Macri

Donne e ragazze hanno incontrato ostacoli nell’accesso all’aborto legale. Le popolazioni native hanno continuato a subire discriminazioni e a essere criminalizzate. C’è stato un significativo arretramento rispetto ai diritti dei migranti.

CONTESTO

La situazione dei diritti umani è stata analizzata secondo l’Upr delle Nazioni Unite e dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura. Durante l’anno, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria (Working Group on Arbitrary Detention – Wgad), l’Esperto indipendente delle Nazioni Unite sull’orientamento sessuale e l’identità di genere e il Relatore sull’Argentina per la Commissione interamericana dei diritti umani hanno visitato l’Argentina.

A novembre, il congresso ha approvato a legge nazionale sulla parità di genere.

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

Donne e ragazze hanno continuato a incontrare ostacoli nell’accesso all’aborto legale, nei casi in cui la gravidanza comportava un rischio per la loro vita o quando era causata da uno stupro. La completa depenalizzazione dell’aborto era ancora all’esame del parlamento.

VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Secondo informazioni fornite da organizzazioni della società civile, tra gennaio e novembre si sono verificati almeno 254 casi di femminicidio. Sia l’istituto nazionale delle donne (Instituto nacional de las mujeres) sia il piano d’azione nazionale per la prevenzione, l’assistenza e lo sradicamento della violenza contro le donne per il 2017-2019, a quanto pare, non hanno avuto le risorse necessarie alla piena realizzazione del loro mandato.

DIRITTI DELLE POPOLAZIONI NATIVE

Sebbene la costituzione argentina sancisca i diritti delle popolazioni native alle loro terre ancestrali e alle risorse naturali di queste terre, la maggior parte delle comunità native del paese continuava a non vedere riconosciuti i propri diritti alla terra.

A gennaio, la polizia locale e membri della gendarmeria nazionale argentina, un corpo di polizia federale militarizzata, hanno sbarrato i punti d’accesso alle terre native abitate dalla comunità mapuche pu lof, a Resistencia, nella provincia di Chubut. La comunità ha denunciato aggressioni da parte della polizia, comprese percosse e intimidazioni nei confronti di bambini*. Almeno 10 membri della comunità e loro sostenitori sono stati arrestati. Ad agosto, la gendarmeria nazionale argentina ha condotto un raid illegale nella stessa comunità, durante il quale Santiago Maldonado, un sostenitore non nativo della comunità mapuche, è scomparso. A ottobre il suo corpo è stato ritrovato in un fiume della zona. A fine anno erano ancora in corso le indagini sulla sua morte.

L’amministrazione provinciale di Nequén, l’industria e i sindacati petroliferi hanno creato un piano d’investimenti per il campo petrolifero di Vaca Muerta, situato in parte sulle terre della comunità nativa mapuche lof campo, escludendo la comunità dal progetto.

Le autorità sono ricorse alle vie legali per intimidire le popolazioni native, avanzando tra l’altro accuse di sedizione, resistenza a pubblico ufficiale, furto, tentata aggressione e omicidio. Agustín Santillán, un leader nativo della comunità wichí, della provincia di Formosa, ha trascorso 190 giorni in custodia cautelare, da aprile a ottobre, accusato di 28 capi d’imputazione.

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

Aggirando il dibattito parlamentare, l’esecutivo ha emendato la legge sulla migrazione del 2004, limitando l’ingresso e i diritti di residenza nel paese e accelerando potenzialmente le espulsioni.

A 11 anni dalla sua adozione, la legge sull’asilo non era stata ancora pienamente implementata e il comitato nazionale per i rifugiati non disponeva ancora di un budget specifico. Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo è rimasto caratterizzato da lentezza e mancanza di risorse, senza un piano d’integrazione per aiutare richiedenti asilo e rifugiati ad accedere a diritti fondamentali come istruzione, lavoro, assistenza sanitaria e studio della lingua.

Nonostante l’impegno assunto dall’Argentina nel 2016 di accogliere 3.000 rifugiati siriani, non era stato ancora creato alcun programma di ricollocazione. I rifugiati siriani che avevano beneficiato di un programma di sponsor privati e di visti d’ingresso per motivi umanitari sono stati meno di 400.

IMPUNITÀ

Sono proseguiti davanti ai tribunali civili ordinari i processi per i crimini contro l’umanità perpetrati durante il regime militare del 1976-1983. Tra il 2006 e maggio 2017 sono state emesse 182 sentenze, che hanno portato a 756 il numero comples­sivo delle condanne e a 74 quello delle assoluzioni.

A luglio, con una sentenza storica, la corte federale di Mendoza ha condannato all’ergastolo quattro ex magistrati e li ha interdetti dai pubblici uffici, per aver contribuito a commettere crimini contro l’umanità durante il regime militare.

In merito al caso giudiziario di Luis Muiña, ritenuto colpevole di crimini contro l’umanità, la Corte suprema ha stabilito che ciascuno dei giorni trascorsi in detenzione cautelare contava il doppio, se il periodo di detenzione in attesa di giudizio superava i due anni. Il congresso ha successivamente approvato una legge che precisava che la cosiddetta “formula 2×1” non era applicabile nei casi giudiziari riguardanti crimini contro l’umanità, genocidio o crimini di guerra**.

Sono proseguite le udienze pubbliche relative all’affossamento dell’inchiesta giudiziaria sull’attentato del 1994, contro l’edificio dell’Asociación mutual israelita argentina. Un decreto del governo, emanato ad aprile, ha trasferito tutta la documentazione secretata dalla magistratura inquirente al ministero della Giustizia, una decisione che ha messo a repentaglio l’indipendenza delle indagini e limitato l’accesso dei ricorrenti agli incartamenti giudiziari.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E RIUNIONE

L’8 marzo, durante la manifestazione per la Giornata internazionale della donna, si sono verificati arresti indiscriminati. Molte donne hanno denunciato di essere state maltrattate, detenute e umiliate dagli agenti; alcune hanno affermato di essere state obbligate a togliersi tutti i vestiti.

Ad aprile, una manifestazione degli insegnanti per chiedere stipendi più equi è stata repressa con violenza dalla polizia. I partecipanti hanno denunciato che gli agenti avevano lanciato gas lacrimogeni e li avevano percossi, mentre i militari erano pronti a intervenire. Almeno quattro docenti sono stati arrestati.

A settembre, 31 persone sono state arrestate con violenza e trattenute per più di 48 ore presso diverse stazioni di polizia della capitale Buenos Aires, per aver partecipato a una manifestazione di massa, che si era svolta in seguito alla sparizione di Santiago Maldonado. Le persone sottoposte a fermo hanno riferito di essere state percosse e che alcune donne sono state costrette a togliersi i vestiti.

A dicembre, si sono tenute molte proteste nelle strade di Buenos Aires per esprimere disaccordo con la riforma legislativa proposta dal governo. La polizia ha fatto uso eccessivo della forza e ci sono state segnalazioni di detenzioni arbitrarie durante le manifestazioni***.

La richiesta avanzata alle autorità nazionali dal Wgad, di rilasciare immediatamente la leader sociale e nota attivista Milagro Sala, non è stata ascoltata. Ad agosto, la Commissione interamericana dei diritti umani ha chiesto all’Argentina di disporre per Milagro Sala gli arresti domiciliari o un’altra alternativa al carcere. L’invito è stato accolto solo in parte, dal momento che le condizioni della richiesta non erano in linea né con gli standard argentini né internazionali.

SPARIZIONI FORZATE

Ad agosto, Santiago Maldonado sarebbe stato vittima di sparizione forzata durante un violento raid della gendarmeria nazionale argentina nella comunità mapuche pu lof, nel territorio di Resistencia, della provincia di Chubut. A fine anno, la sua sorte rimaneva sconosciuta.

 

* Argentina: Urgent Action: Violent repression of Mapuche Peoples (AMR 13/5477/2017).

** Argentina: Amnistía Internacional repudia la aplicación del 2×1 a delitos de lesa humanidad y estará presente en Plaza de Mayo (news, 9 maggio).

*** Argentina: Autoridades deben garantizar protesta pacífica e investigar violaciones a derechos humanos tras represión frente al Congreso de la Nación (news, 15 dicembre).

 

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