Canada - Amnesty International Italia

CANADA

Capo di stato: regina Elizabeth II,  rappresentata da Julie Payette

(subentrata a David Johnston a ottobre)

Capo di governo: Justin Trudeau

Le popolazioni native sono rimaste soggette a discriminazioni, in particolare in relazione al mancato rispetto dei loro diritti alle terre ancestrali e alle relative risorse naturali. Durante l’anno è emersa la necessità di adottare con urgenza una serie di misure per garantire l’incolumità di donne e ragazze native, mentre era ancora in corso a livello nazionale un’inchiesta pubblica su queste problematiche. È sensibilmente aumentato il flusso dei richiedenti asilo entrati in Canada attraversando irregolarmente il confine con gli Usa.

DIRITTI DELLE POPOLAZIONI NATIVE

Gli impegni che il governo si era assunto per rispettare e proteggere i diritti delle popolazioni native si sono scontrati con la sua incapacità di affrontare le violazioni dei diritti di caccia e pesca dei nativi, tutelati da un trattato, causate dal programmato allagamento della valle del fiume Peace, nella provincia della Columbia Britannica, per i lavori di costruzione della diga Site C.

Il tribunale canadese sui diritti umani ha avviato tre procedure d’inadempimento contro il governo federale per avere discriminato i bambini delle prime nazioni e le loro famiglie, in relazione ad alcuni servizi.

La commissione d’inchiesta pubblica sul rapporto tra popolazioni native e determinati servizi pubblici nel Québec ha proseguito per l’intero anno le sue audizioni.

A giugno, la provincia dell’Ontario ha accettato di finanziare la bonifica di un bacino fluviale contaminato dal mercurio. A novembre, il governo federale ha accettato di fornire assistenza medica specialistica per l’avvelenamento da mercurio, fino a quando i membri della prima nazione di Grassy Narrows lo avessero richiesto.

A luglio, la Corte suprema del Canada ha emesso sentenza in relazione a una causa intentata dal villaggio inuit di Clyde River, stabilendo che il governo aveva l’obbligo d’intervenire nel caso in cui le agenzie preposte non avessero tutelato i diritti dei nativi.

Ad agosto, il Comitato Cerd ha espresso preoccupazione per le violazioni dei diritti alla terra di cui erano vittime i nativi e per il mancato rispetto da parte del Canada del diritto delle comunità native a un consenso libero, anticipato e informato. Il Comitato ha chiesto al Canada di riferire entro un anno in merito alle misure adottate per affrontare l’impatto della costruzione della diga Site C. A dicembre, il governo provinciale della Columbia Britannica ha annunciato che la costruzione della diga Site C sarebbe continuata, nonostante le obiezioni delle prime nazioni colpite dal progetto.

A novembre, il governo ha annunciato il suo sostegno a un progetto di legge che mirava a sviluppare un quadro normativo per recepire nell’ordinamento giuridico interno la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti delle popolazioni native.

A novembre, la Corte suprema ha respinto un ricorso con potenziale valore di precedente giudiziario, intentato dalla nazione Ktunaxa nella Columbia Britannica, che aveva chiesto l’applicazione del principio costituzionalmente tutelato della libertà di religione, per la conservazione dei luoghi sacri delle popolazioni native.

DIRITTI DELLE DONNE

A giugno, il governo federale ha varato un programma di assistenza internazionale femminista, con cui si impegnava a mettere i diritti delle donne, la parità di genere e i diritti sessuali e riproduttivi al centro della sua politica estera. A novembre, il governo ha pubblicato il suo secondo piano d’azione nazionale su donne, pace e sicurezza.

A giugno, il governo federale ha lanciato una strategia per combattere la violenza di genere, senza tuttavia prevedere un piano d’azione nazionale.

È proseguita per tutto l’anno l’inchiesta nazionale sulle donne e ragazze native scomparse e assassinate. Un numero sempre maggiore di parenti di donne e ragazze scomparse e assassinate ha espresso frustrazione per il lento procedere dell’inchiesta e la scarsa comunicazione; diverse componenti dello staff e una dei cinque commissari hanno rassegnato le loro dimissioni. A giugno sono iniziate le audizioni a livello comunitario e a novembre è stata pubblicata una relazione provvisoria.

A ottobre, il Québec ha approvato la legge per rafforzare la conformità alla neutralità religiosa dello stato; tale provvedimento ha stabilito per tutti, comprese le donne musulmane che indossano il niqab, l’obbligo di scoprirsi il volto per poter usufruire dei servizi governativi o per fornirli, come nei mezzi di trasporto pubblici o nelle biblioteche. A dicembre, una sentenza di tribunale ha sospeso l’applicazione della legge fino all’esame di un ricorso costituzionale.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE

A giugno, il parlamento ha approvato una normativa che ha aggiunto l’identità e l’espressione di genere nell’elenco dei motivi di discriminazione vietati dalla legge sui diritti umani e dal codice penale canadesi.

CONTROTERRORISMO E SICUREZZA

A gennaio, sei fedeli sono stati uccisi e altri 19 feriti, quando un uomo armato ha aperto il fuoco in una moschea di Quebec City.

A marzo, il parlamento ha approvato una mozione che chiedeva una commissione di studio per sviluppare un nuovo approccio verso l’islamofobia e la discriminazione religiosa.

A marzo, i cittadini canadesi Abdullah Almalki, Ahmad Abou-Elmaati e Muayyed Nureddin hanno ottenuto un risarcimento e le scuse delle autorità per il ruolo svolto da funzionari canadesi in relazione al loro arresto, carcerazione e tortura in Siria ed Egitto tra il 2001 e il 2004.

A giugno, è stato proposto un pacchetto di riforme legislative in materia di sicurezza nazionale, finalizzate tra l’altro a migliorare il controllo e la vigilanza delle agenzie di sicurezza nazionale. Continuavano a essere motivo di preoccupazione l’insufficiente protezione contro la condivisione delle informazioni, le inadeguate possibilità di ricorso per le persone citate nelle cosiddette “liste nere” e gli ampi poteri di sorveglianza di massa ed estrazione dei dati.

A giugno, è stata approvata una normativa che ha abrogato le riforme introdotte con la legge sulla cittadinanza del 2014, che consentivano alle autorità di revocare la cittadinanza canadese ai cittadini con doppio passaporto, in caso di condanna per terrorismo o altri reati.

A luglio, il cittadino canadese Omar Khadr ha ottenuto un risarcimento e le scuse delle autorità per il ruolo svolto da funzionari canadesi in relazione alle violazioni che aveva subìto presso la struttura di detenzione di Guantánamo Bay, a Cuba, dove era rimasto trattenuto per 10 anni a partire dal 2002.

A settembre sono state introdotte modifiche alle linee guida che hanno rafforzato le tutele previste contro la complicità in atti di tortura compiuti nel contesto della condivisione delle informazioni d’intelligence con governi di paesi terzi, senza tuttavia provvedere a vietare specificatamente l’utilizzo d’informazioni ottenute tramite tortura da parte di altri governi.

SISTEMA GIUDIZIARIO

A giugno, è stata presentata una proposta di legge federale, che avrebbe introdotto un limite massimo di 20 giorni per il regime di isolamento, riducendolo ulteriormente a 15 giorni una volta che la legge fosse entrata in vigore da almeno 18 mesi. La bozza di legge non vietava la carcerazione in regime di isolamento per le persone affette da malattie mentali. A dicembre, una sentenza di tribunale ha dichiarato incostituzionali le disposizioni vigenti sul regime di isolamento a causa delle inadeguate salvaguardie e ha dato al governo un anno di tempo per adottare nuovi standard.

A ottobre, è stata approvata la legge sulla protezione delle fonti giornalistiche, con cui è stato istituito uno “scudo legislativo” per proteggere i giornalisti e le loro fonti.

DIRITTI DI RIFUGIATI E MIGRANTI

Durante l’anno, oltre 18.000 richiedenti asilo hanno attraversato irregolarmente il confine con gli Usa per entrare in Canada, a causa del deterioramento delle loro condizioni negli Stati Uniti. I richiedenti asilo attraversavano irregolarmente il confine per sottrarsi al divieto di presentare la loro domanda presso i valichi di frontiera ufficiali, secondo quanto richiesto dall’accordo di paese terzo sicuro stipulato tra il Canada e gli Usa nel 2004. A luglio, gruppi della società civile e singoli richiedenti asilo hanno intentato congiuntamente una causa civile contestando la legalità dell’accordo.

Ad agosto, il Comitato Cerd ha esercitato pressioni sul Canada, esortandolo a fissare un termine massimo per la detenzione dei migranti, a porre fine alla detenzione dei migranti minorenni e a garantire l’accesso alle cure mediche essenziali per tutte le persone presenti in territorio canadese, indipendentemente dal loro status di migranti. A novembre sono state emanate nuove linee guida, secondo le quali i minori potevano essere trattenuti in detenzione per immigrazione solo in “limitate circostanze estreme”.

Il tetto massimo dei rifugiati stabilito annualmente dal programma governativo di reinsediamento è stato riportato alle 7.500 unità, cioè la quantità prevista prima del 2016, quando il numero era stato aumentato a 25.000, nel contesto del programma governativo di reinsediamento dei rifugiati siriani.

RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE

L’ente ufficiale per la conservazione dell’ambiente della Columbia Britannica ha concluso la sua indagine investigativa sul crollo dei bacini di decantazione, avvenuto nel 2014 presso la miniera della compagnia estrattiva Mount Polley (Mount Polley Mining Corporation – Mpmc), senza tuttavia formulare accuse di rilevanza penale. Era ancora in corso un’indagine a livello federale per violazioni della legge sulla pesca. Ad aprile, contro il volere delle comunità native e altre, le autorità della Columbia Britannica hanno approvato il piano della Mpcm per riversare nel lago Quesnel l’acqua di scarico della miniera, i cui parametri non erano conformi ai requisiti di potabilità stabiliti dalla provincia. A giugno, il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su attività produttive e diritti umani ha appoggiato le raccomandazioni formulate dal revisore generale della Columbia Britannica, per la creazione di un’apposita unità indipendente di conformità e controllo presso il ministero dell’Energia e delle miniere. Ad agosto, è stata intentata una causa privata contro l’Mpmc. Sempre ad agosto, il Comitato Cerd ha sollecitato il Canada a relazionare entro un anno in merito alle azioni intraprese per affrontare il disastro ambientale del 2014.

A gennaio, la corte d’appello della Columbia Britannica ha deciso il luogo a procedere per la causa intentata contro la Tahoe Resources, in relazione al ferimento con colpi d’arma da fuoco dei manifestanti davanti alla sua miniera in Guatemala. A novembre, la corte ha confermato la sentenza di un tribunale inferiore, secondo la quale la causa contro la Nevsun Resources, per complicità in lavoro forzato presso la sua miniera in Eritrea, poteva proseguire.

A dicembre, il governo ha annunciato l’intenzione d’istituire, a inizio 2018, un difensore civico sui diritti umani per le società estrattive canadesi che operano all’estero.

Erano in corso i negoziati per rivedere l’accordo di libero scambio nordamericano stipulato tra il Canada, il Messico e gli Usa, comprese le proposte canadesi sulla parità di genere e le popolazioni native.

Sono continuati i colloqui riguardanti un potenziale accordo di libero scambio con la Cina, in un contesto di possibili implicazioni per la tutela dei diritti umani in Cina.

SVILUPPI LEGISLATIVI, COSTITUZIONALI O ISTITUZIONALI

A giugno, il governo ha presentato una proposta per l’adesione del Canada al Trattato delle Nazioni Unite sul commercio delle armi, anche se questo non sarebbe stato comunque applicabile ai trasferimenti di armi verso gli Usa, principale mercato per la vendita di armi canadesi.

A ottobre, è stata approvata la legge sulla giustizia per le vittime dei funzionari esteri corrotti, che ha rafforzato le forme di risarcimento e le sanzioni in determinati casi giudiziari riguardanti gravi violazioni dei diritti umani.

A dicembre, i ministri federali, provinciali e territoriali competenti per i diritti umani si sono incontrati per la prima volta dal 1988 e si sono impegnati a stabilire un “meccanismo di livello superiore”, per coordinare in modo più efficace l’implementazione degli obblighi internazionali sui diritti umani del Canada.

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