Belgio - Amnesty International Italia

REGNO DEL BELGIO

Capo di stato: re Philippe
Capo del governo federale: Charles Michel

Le condizioni delle carceri sono rimaste carenti; centinaia di reclusi con problemi di salute mentale o disabilità mentale hanno continuato a essere detenuti in padiglioni carcerari inadeguati. Diverse leggi sulla segretezza professionale hanno introdotto requisiti per gli operatori sociali che richiedevano la condivisione delle informazioni private, relative a persone sospettate di reati legati al terrorismo.

Il parlamento ha approvato un certo numero di limitazioni alle leggi sull’asilo e sull’immigrazione. Una nuova legge sul riconoscimento legale del genere ha migliorato i diritti delle persone transgender.

CONTROTERRORISMO E SICUREZZA NEL REGNO DEL BELGIO

A luglio, il parlamento ha adottato una nuova legge che istituiva uno status speciale e un sistema di riparazione per le vittime di reati di terrorismo. Tuttavia, la legge non è riuscita a garantire una compensazione rapida e completa. Le vittime potevano accedere alla compensazione statale soltanto dopo un procedimento lungo e gravoso.

A maggio, il parlamento ha approvato una legge che richiedeva agli operatori delle istituzioni assistenziali di riferire ai pubblici ministeri o di fornire dietro loro richiesta informazioni su persone che potevano essere coinvolte nel perpetrare reati legati al terrorismo. A giugno è stata approvata una nuova legge che ha permesso la condivisione d’informazioni confidenziali, in precedenza protette da obblighi di segretezza professionale, per prevenire reati legati al terrorismo.

A ottobre, il parlamento ha modificato la costituzione per aumentare la durata massima della detenzione preventiva da 24 a 48 ore. La norma si applica a persone sospettate per qualunque tipo di reato, benché l’ambito proposto inizialmente fosse limitato ai sospettati per reati di terrorismo.

Le autorità non sono state in grado di monitorare in modo efficace l’impatto sui diritti umani delle misure adottate contro il terrorismo e la radicalizzazione.

DETENZIONE NEL REGNO DEL BELGIO

Le condizioni carcerarie hanno continuato a essere caratterizzate da sovraffollamento, strutture fatiscenti e accesso insufficiente ai servizi di base. Diverse centinaia di reclusi con problemi di salute mentale o disabilità mentale sono rimaste in detenzione in prigioni normali, senza assistenza sanitaria e trattamenti medici sufficienti.

A maggio, la Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha rilevato che le condizioni di detenzione di due reclusi in due differenti prigioni si configuravano come trattamento disumano o degradante.

A luglio, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura ha espresso preoccupazione per le conseguenze dei ripetuti scioperi delle guardie carcerarie negli anni recenti, che hanno peggiorato le già carenti condizioni di detenzione.

A settembre, la Cedu ha stabilito che il Belgio aveva violato il diritto alla vita di Michael Tekin, un detenuto con problemi di salute mentale, morto in custodia in una sezione regolare del carcere di Jamioulx, l’8 agosto 2009. La Corte ha rilevato che le tecniche di contenimento impiegate da tre guardie carcerarie erano state non necessarie e sproporzionate.

RIFUGIATI E RICHIEDENTI ASILO NEL REGNO DEL BELGIO

Le autorità hanno ripreso il trasferimento di richiedenti asilo verso la Grecia ai sensi del regolamento Dublino III (la normativa comunitaria che stabilisce quale stato membro dell’Eu sia responsabile dell’esame della domanda dei richiedenti asilo).

A novembre sono state adottate leggi che hanno ampliato la portata della detenzione dei richiedenti asilo e hanno ridotto il diritto a presentare appello contro le decisioni negative.

A settembre, il governo ha invitato una delegazione di funzionari governativi sudanesi a identificare decine di cittadini sudanesi privi di documenti, con l’intenzione di rimpatriarli in Sudan. Sono stati avviati diversi procedimenti giudiziari per fare ricorso contro i rimpatri forzati, sulla base del principio del non-refoulement, il rimpatrio forzato di persone in paesi dove rischiano gravi violazioni dei diritti umani. Nel contesto di questa operazione, pare che 10 cittadini sudanesi siano stati ripatriati.

A dicembre, sono emerse testimonianze di persone rimpatriate che affermavano che, dopo il loro ritorno, erano state arrestate da agenti del governo sudanese, interrogate e sottoposte a maltrattamenti o tortura. Il governo ha annunciato un’indagine su queste accuse.

DISCRIMINAZIONE NEL REGNO DEL BELGIO

Il 14 marzo, la Corte di giustizia dell’Eu ha emesso una sentenza secondo cui un datore di lavoro privato belga, che aveva licenziato una donna che indossava il velo, non aveva violato la legge comunitaria antidiscriminazione, senza tutelare il diritto delle donne musulmane a non essere discriminate.

DIRITTI DELLE PERSONE LESBICHE, GAY, BISESSUALI, TRANSGENDER E INTERSESSUATE NEL REGNO DEL BELGIO

Il 24 maggio, il parlamento ha adottato una legge che ha permesso alle persone transgender di ottenere il riconoscimento legale del genere senza l’obbligo di valutazioni psichiatriche o di sterilizzazione.

COMMERCIO DI ARMI NEL REGNO DEL BELGIO

Il governo regionale vallone ha continuato ad autorizzare trasferimenti di armi a parti coinvolte nella coalizione guidata dall’Arabia Saudita in Yemen. A giugno, il parlamento regionale fiammingo ha migliorato la conformità della sua legislazione al Trattato sul commercio di armi modificando, tra le altre cose, la definizione legale di transito. Tuttavia, non ha affrontato il problema del controllo degli utenti finali di parti e componenti, che potrebbero essere utilizzate per produrre armi.

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