Cinque organizzazioni all'Ue: "Salvate la nave di salvataggio del Mediterraneo"

Cinque organizzazioni all’Ue: “Salvate la nave di salvataggio del Mediterraneo”

3 ottobre 2018

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Cinque organizzazioni all’Ue: “Salvate la nave di salvataggio del Mediterraneo”. “L’Aquarius ha salvato migliaia di vite”.

Cinque organizzazioni internazionali hanno scritto ai leader europei chiedendo loro di aiutare rapidamente l’Aquarius, l’ultima nave non governativa ancora attiva in operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo, registrandone la bandiera dopo il ritiro delle autorità panamensi.

La lettera è stata inviata ai leader europei in occasione del quinto anniversario del naufragio di Lampedusa in cui persero la vita 368 persone.

“L’Aquarius ha salvato decine di migliaia di vite umane in mare, riempiendo un vuoto lasciato dagli stati. Quale migliore omaggio potrebbe esservi a coloro che persero la vita al largo di Lampedusa cinque anni fa se non quello di assicurare che l’Aquarius, un simbolo di solidarietà e di rispetto per la vita umana e la dignità, possa continuare a salvare vite umane?”, ha dichiarato Judith Sunderland, vicedirettrice ad interim di Human Rights Watch per l’Europa e l’Asia Centrale.

“L’Aquarius è stata l’ultima difesa per uomini, donne e bambini di fronte alla scelta impossibile di rischiare di annegare o continuare a soffrire indicibili violenze in Libia. Chiediamo che un paese le metta a disposizione una bandiera in modo che possa proseguire il suo lavoro vitale”, ha affermato Maria Serrano, alta campaigner sull’immigrazione di Amnesty International.

Qui la lettera firmata da Amnesty International, Human Rights Watch, il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esiliati (ECRE), la Commissione internazionale dei giuristi (ICJ) e la Federazione internazionale dei diritti umani (FIDH):

Qui la petizione di SOS MEDITERRANEE e MSF.

FINE DEL COMUNICATO                                                                                                                                             Roma, 3 ottobre 2018

Per interviste:

Amnesty International Italia – Ufficio Stampa

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