Turchia: non ci fermeremo fino a quando non saranno tutti liberi - Amnesty International Italia

Turchia: non ci fermeremo fino a quando non saranno tutti liberi

26 ottobre 2017

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Nella tarda serata del 25 ottobre un tribunale di Istanbul ha disposto il rilascio su cauzione di İdil Eser e degli altri difensori dei diritti umani arrestati lo scorso 5 luglio. In contraddizione con questa decisione, un tribunale di Smirne il 26 ottobre ha confermato il carcere per Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia.

Nelle ultime 24 ore abbiamo visto all’opera in due modi opposti il volubile sistema giudiziario turco – ha dichiarato in una nota ufficiale Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International –: a fronte di accuse in entrambi i casi infondate, con una mano ha ridato libertà mentre con l’altra l’ha tolta.

Continueremo senza sosta a chiedere il rilascio del nostro presidente e l’annullamento delle accuse nei confronti di tutti i difensori dei diritti umani in Turchia” ha aggiunto il segretario generale.

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Turchia: i 10 di Istanbul liberi su cauzione

Con il rilascio degli otto difensori dei diritti umani sono in libertà su cauzione tutte le persone arrestate alle 10 di mattina del 5 luglio dalla polizia in un albergo dell’isola di Büyükada, al largo di Istanbul, mentre stavano prendendo parte a un corso di formazione.

Oltre a İdil Eser di Amnesty International, sono stati rilasciati Günal Kurşun e Veli Acu dell’Associazione Agenda per i diritti umaniÖzlem Dalkıran e Nalam Erkem dell’Assemblea dei cittadini, il consulente su strategie della tecnologia dell’informazione Ali Gharavi, il formatore su benessere e nonviolenza Peter Steudtner e İlknur Üstün della Coalizione delle donne.

Altri due difensori dei diritti umani – Şeyhmus Özbekli dell’Iniziativa per i diritti e Nejat Taştan dell’Associazione per il monitoraggio dell’uguaglianza dei diritti – erano già in libertà su cauzione.

Per i dieci difensori dei diritti umani prosegue il processo: sono accusati di terrorismo e rischiano fino a 15 anni di carcere.

Questi procedimenti giudiziari politicamente motivati sono un tentativo di zittire le voci critiche della Turchia ma finora sono solo serviti a mettere in luce l’importanza dei diritti umani e di coloro che dedicano la loro vita a difenderli“, ha dichiarato Shetty.

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Il presidente di Amnesty International Turchia rimane in carcere

Il presidente di Amnesty International Turchia, Taner Kılıç, resta in carcere per presunta “appartenenza all’Organizzazione terroristica Fetullah Gülen“.

Secondo l’accusa, avrebbe scaricato e utilizzato l’app di messaggistica Bylock, con la quale gli aderenti del movimento diretto da Gülen erano soliti comunicare. Tuttavia, due perizie indipendenti commissionate da Amnesty International sono giunte alla conclusione che sul telefono di Taner Kılıç quell’app non è neanche mai stata installata.

Il giudice di Smirne ha accolto la richiesta della pubblica accusa di unificare il caso di Taner Kılıç con quello dei 10 difensori dei diritti umani arrestati a luglio.

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