Ue: Mogherini deve impegnarsi per il sostegno al Bangladesh, fare pressione per la fine degli abusi in Myanmar - Amnesty International Italia

Ue: Mogherini deve impegnarsi per il sostegno al Bangladesh, fare pressione per la fine degli abusi in Myanmar

18 novembre 2017

© Andrew Stanbridge / Amnesty International

Tempo di lettura stimato: 3'

In vista di una visita della responsabile della politica estera dell’Unione europea in un campo rifugiati a Cox’s Bazar, in Bangladesh, Charmain Mohamed, direttrice di Amnesty International per i diritti dei rifugiati e dei migranti, ha dichiarato:

“Con la visita nell’epicentro dell’emergenza rifugiati rohingya, Federica Mogherini deve prendere l’impegno che l’Unione europea fornisca al Bangladesh ogni supporto possibile per continuare a ospitare i rifugiati in condizioni umane, sostenibili e dignitose”.

“Il Bangladesh ha fornito generosamente rifugio a più di 600.000 rohingya in fuga dal Myanmar per quasi tre mesi. Questi rifugiati sono stati oggetto di un’orribile campagna di pulizia etnica per mano dell’esercito nello stato di Rakhine e hanno un disperato bisogno di protezione internazionale. L’Unione europea ha molto da imparare dal modo in cui il Bangladesh ha lasciato aperta la porta ai rifugiati che sono arrivati alla sua soglia”.

“Come ho visto a Cox’s Bazar, le agenzie umanitarie in Bangladesh stanno già avendo difficoltà a fornire i servizi essenziali, con centinaia di altri rifugiati che arrivano ogni giorno. Sono ancora urgentemente necessari cibo d’emergenza, riparo, servizi sanitari e di approvvigionamento idrico e igienico-sanitario e strutture, ma l’Unione europea deve anche cominciare a considerare come sostenere il Bangladesh a più lungo termine”.

“L’Unione europea deve anche agire in modo efficace per spingere le autorità di Myanmar a porre fine alle spaventose violazioni dei diritti umani e alla pulizia etnica che stanno causando la fuga dei rohingya. La condanna non è sufficiente e non ha modificato la situazione sul campo. L’incontro Asia-Europa della prossima settimana (ASEM) in Myanmar sarà un’opportunità chiave per l’Unione europea per chiarire che i crimini contro l’umanità non possono essere commessi senza conseguenze. Solo dopo che la discriminazione sistematica contro i rohingya e altre minoranze in Myanmar sarà stata affrontata, ogni ritorno potrà essere considerato veramente volontario”.

FINE DEL COMUNICATO

Roma, 17 novembre 2017

Per firmare l’appello in favore dei rohingya:

https://www.amnesty.it/appelli/myanmar-centinaia-rohingya-ancora-dispersi/

 

Per interviste:

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