Venezuela: l'ottusità politica acuisce una catastrofica crisi dei diritti umani - Amnesty International Italia

Venezuela: l’ottusità politica acuisce una catastrofica crisi dei diritti umani

13 giugno 2016

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L’ottusa negazione, da parte delle autorità di Caracas, dell’esistenza di una crisi umanitaria in Venezuela e il loro rifiuto di chiedere aiuto alla comunità internazionale stanno mettendo a rischio la vita di milioni di persone.

È quanto ha dichiarato Amnesty International al termine di una visita nel paese, durante la quale ha incontrato rappresentanti del governo, Ong, difensori dei diritti umani, avvocati e persone che hanno subito violazioni dei diritti umani a Caracas, Guarenas e nello stato di Táchira. Tutte le persone incontrate hanno denunciato l’assenza cronica di alimenti fondamentali e di medicine in quella che è una delle peggiori crisi economiche che il Venezuela sta attraversando da decenni.

‘Politiche ottuse stanno mettendo a repentaglio milioni di vite umane. La combinazione legale tra l’acuta mancanza di cibo e medicine, gli elevati tassi di criminalità, le continue violazioni dei diritti umani e l’idea mal concepita che sia più importante tenere calma la popolazione piuttosto che venire incontro alle loro disperate richieste, è la ricetta perfetta per una catastrofe’ – ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice del programma Americhe di Amnesty International.

‘Il tempo delle politiche di corto respiro è terminato. Il governo del presidente Maduro, l’opposizione, le imprese, i sindacati, le associazioni professionali e la comunità internazionale devono impegnarsi in un dialogo utile a identificare e attuare misure innovative, efficaci e non discriminatorie per far arrivare in Venezuela gli aiuti necessari a salvare vite umane’ – ha commentato Guevara-Rosas.

‘Se chi ha il potere di farlo non invertirà la rotta, questa drammatica crisi si trasformerà in un incubo inimmaginabile’ – ha sottolineato Guevara-Rosas.

Mancanza di cibo

Negli ultimi mesi l’assenza di cibo e altri generi di prima necessità si è acuita. Nel tentativo di contrastare l’aumento dell’inflazione, il governo ha istituito un sistema di ‘prezzi calmierati’ per un certo numero di prodotti tra cui farina, riso, pasta, olio da cucina e carta igienica. Questi prodotti vengono venduti a prezzi più bassi del normale in supermercati privati e di proprietà governativa. Mostrando la carta d’identità, le persone possono fare la spesa una volta alla settimana.

Tuttavia, numerose persone hanno riferito ad Amnesty International che questi prodotti sono spesso introvabili, col risultato che si ricorre al mercato nero, dove i prezzi sono estremamente più alti.

Lo stipendio medio è tra 30 e 60 dollari, a seconda del tasso di cambio. Nei luoghi di vendita non regolamentati un chilo di farina costa 2,50 dollari, un litro di latte circa 2 dollari e un chilo di pasta 3,50 dollari. Lo zucchero e i prodotti per l’igiene sono praticamente introvabili.

Centinaia di persone sono costrette a mettersi in fila all’alba davanti ai supermercati, nella speranza di trovare prodotti accessibili, spesso senza sapere se saranno disponibili.

Amnesty International ha incontrato persone che hanno drasticamente ridotto la quantità giornaliera di cibo e che vanno avanti mangiando arepas (pane preparato con farina di mais).

I medici degli ospedali pubblici di Guarenas e San Cristóbal, nello stato di Táchira, hanno segnalato l’aumento dei casi di malnutrizione, perdita di peso e stress causato dall’assenza di cibo. Un maestro d’asilo ha riferito che i bambini vengono mandati a scuola con un mango a disposizione per il pranzo, il che riduce gravemente la loro capacità di apprendimento.

La fame e la disperazione pongono ulteriormente a rischio la vita delle persone, a causa degli alti livelli di violenza da parte delle forze di polizia. Jenny Ortiz, 42 anni, madre single di due bambini, è stata uccisa a San Cristóbal da un agente di polizia mentre, con altre persone, stava circondando un magazzino pieno di generi di prima necessità.

Mancanza di medicinali

Crisi economica, debito estero e alti tassi d’inflazione fanno sì che il Venezuela non sia in grado d’importare medicinali, così come i materiali per produrli e le forniture essenziali per gli ospedali. Molti medici hanno dichiarato ad Amnesty International che la mancanza di medicine sta fortemente pregiudicando la possibilità di curare i pazienti e salvare vite umane.

I medici dell’ospedale di Guarenas hanno denunciato la frequente mancanza di soluzioni saline, antibiotici e medicinali contro l’epilessia. Le cure per i pazienti con Hiv o malati di cancro sono raramente disponibili.

Secondo Datanalisis, un istituto di sondaggi, la mancanza di cibo e di medicinali si attesta all’80 per cento.

Problemi legati al sistema giudiziario

In Venezuela si trovano alcune delle città più violente del mondo. Secondo fonti ufficiali, il tasso di omicidi a livello nazionale è di 58 su 100.000 abitanti mentre secondo l’Osservatorio venezuelano sulla violenza si attesterebbe a 91 su 100.000 abitanti.

La proliferazione di piccole armi di provenienza illecita amplifica i problemi.

Il sistema giudiziario, di cui più volte è stata sollevata la mancanza d’indipendenza e d’imparzialità, appare ampiamente incapace di contrastare la criminalità e tende prevalentemente a prendere di mira coloro che osano criticare le politiche governative. I giudici possono essere rimossi in qualsiasi momento dalle autorità.

Le proteste anti-governative del 2014 e presto sfociate in scontri con le forze di sicurezza hanno causato 43 morti, numerosi feriti e decine di arresti. Ad oggi, sono state avviate solo due inchieste e nessun agente di polizia è stato condannato per uso eccessivo della forza. A due anni dal loro arresto diversi attivisti languono in carcere, senza aver commesso alcun reato, insieme a criminali violenti. Sono state segnalate intimidazioni ai danni di avvocati e parenti di detenuti di cui si chiedeva il rilascio.

In Venezuela manca un quadro di riferimento normativo e istituzionale in grado di proteggere i difensori dei diritti umani, i giornalisti, gli avvocati e i giudici che spesso ricevono minacce o si trovano in pericolo di vita a causa del loro lavoro.

‘Il governo del presidente Maduro e l’Assemblea nazionale devono immediatamente avviare un dialogo per trovare il modo di venire incontro alle urgenti necessità della popolazione venezuelana, anche attraverso la richiesta di aiuti internazionali. Questo dialogo dovrà basarsi sul pieno rispetto e sulla protezione dei diritti umani di tutti i venezuelani, senza alcuna discriminazione’ – ha affermato Guevara-Rosas.

‘Le autorità venezuelane dovranno inoltre riconoscere e rispettare il legittimo lavoro dei difensori dei diritti umani, dei giornalisti e degli avvocati e promuovere un contesto normativo e istituzionale per proteggerli concretamente e garantire che possano proseguire le loro attività in piena sicurezza’ – ha concluso Guevara-Rosas.