Abdulnasser Alseddik/Anadolu via Getty Images
Tempo di lettura stimato: 2'
Amnesty International ha sollecitato le autorità di fatto huthi ad aprire immediatamente i percorsi stradali nella città di Ta’iz e nei suoi dintorni.
Gli scontri tra gli huthi e le forze governative si stanno intensificando e avvicinando alla città, la terza dello Yemen, che da ottobre è isolata da Aden e dove è in corso un disastro umanitario. Gli huthi hanno bloccato l’ingresso di cibo, acqua e cure mediche, mettendo in pericolo centinaia di migliaia di civili.
Ta’iz, già sconvolta da anni di conflitto, ospita il maggior numero di sfollati interni dello Yemen. Dal 2015 gli huthi l’hanno assediata a più riprese, impedendo i collegamenti con le altre città e costringendo i civili in fuga a percorrere pericolose e precarie strade di montagna.
Le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme: le strutture sanitarie sono a corto di carburante e di ossigeno, le scorte di grano e di farina potrebbero esaurirsi in meno di tre settimane, il prezzo del cibo è aumentato del 50 per cento e il gas da cucina è pressoché indisponibile.
Secondo il diritto internazionale gli huthi hanno l’obbligo di assicurare l’accesso di aiuti e di beni essenziali per la popolazione civile di Ta’iz e coloro che vogliono lasciare la città devono farlo in modo libero e sicuro.
Nella provincia di Ta’iz, tra il 1° agosto e il 19 ottobre, secondo l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite sono stati uccisi 32 civili tra cui 14 bambini e nove donne e ne sono stati feriti altri 115, tra cui 36 bambini e 34 donne.