A Samos c'è la "scuola più bella del mondo" - Amnesty International Italia

A Samos c’è la “scuola più bella del mondo”

15 ottobre 2019

© Fotis Filippou

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Nel campo profughi di Samos, in Grecia, esiste un luogo dove si coltiva ancora la speranza: è la scuola per minori “Mazi“, che in greco significa “insieme“.

La scuola accoglie circa cento bambini a cui vengono insegnati inglese, greco, biologia, geografia, storia, cultura europea, musica, arte, falegnameria, danza e informatica. La scuola è soprattutto un luogo sicuro per i bambini che vivono dentro il campo profughi di Samos, vittime di violenza e soprusi.

Nel campo profughi di Samos, costruito dal governo greco con i fondi dell’Unione europea, i minori sono costretti a vivere tra rifiuti e animali, senza le necessarie protezioni e tutele.

Negli hotspot di Lesbo, Samos, Leros, Kos e Chios sono oggi stipati più di 30mila migranti a fronte di una capacità massima di 6.300 persone. I bambini rappresentano il 35% della popolazione straniera sbarcata sulle cinque isole e circa 6 su 10 hanno meno di 12 anni. Spesso questi piccoli sono vittime di violenze e abusi.

Qui ogni momento della giornata è un inferno: per mangiare bisogna fare tre ore di fila e per andare in bagno di notte c’è da percorrere una lunga strada fino ai bagni.

Eppure, in questo inferno, c’è chi è riuscito a costruire un luogo dove si cerca di vivere nella normalità.

Michele Senici è un volontario che ha trascorso diversi mesi sull’isola con l’Associazione Still I rise e ci ha raccontato la sua esperienza all’interno della scuola.

Mazí continua ad essere la scuola più bella del mondo e in queste settimane io e Mattia, il nostro center manager, insieme agli altri volontari, stiamo facendo di tutto per migliorarla ancora e ancora. Stiamo lavorando senza sosta per inaugurare tre nuove aule, una therapy room dove Nina, una collega, potrà fare consulenza agli studenti più delicati, un magazzino per le tante donazioni e un nuovo impianto di aerazione per la sala fitness e per gli appena conclusi spogliatoi“, spiega Michele.

I bambini di Mazì hanno storie dure alle spalle. Tutti scappano dalla guerra o dalla miseria. Alcuni non sanno leggere né scrivere.

“Le mie giornate – prosegue Michele -, sono fatte poi di lezioni di computer, in cui mi ritrovo con 13/15 ragazzi a 6 livelli diversi – dall’hacker che disinstalla il sistema operativo, a quelli che mai prima hanno acceso un computer, e lezioni di rilassamento affollatissime, in cui tra musica e musicoterapia i ragazzi possono prendere fiato, riposare, sognare e anche dormire, perché purtroppo i nostri minori non accompagnati, per paura e per tutto ciò che li circonda, vivono una vita senza sonno”.

Mazí continua ad essere la scuola più bella del mondo, nonostante l’inferno che sta fuori.

Il campo e la giungla intorno stanno esplodendo, sono circa 5.000 persone. Il tempo qui segue un ritmo suo e sembra essere fatto di un’intensità irrefrenabile e inarrestabile.

Facciamo, o cerchiamo di fare al meglio e per il meglio, in ogni istante“.