Ai leader del G-20 un appello per rilasciare Idil Eser e Taner Kılıç - Amnesty International Italia

Ai leader del G-20 un appello per rilasciare Idil Eser e Taner Kılıç

10 luglio 2017

Amnesty International/Rodolphe Beaulieu Poulin

Tempo di lettura stimato: 5'

Il segretario generale di Amnesty International Salil Shetty si è recato ad Amburgo per rivolgere un appello ai leader dei G-20 affinché sollecitino il presidente turco Erdoğan a rilasciare immediatamente e senza condizioni Idil Eser e Taner Kılıç, rispettivamente direttrice e presidente di Amnesty International Turchia, e a porre fine all’assalto contro la società civile turca.

Per la prima volta nella sua storia, Amnesty International ha in un solo paese presidente e direttrice dietro le sbarre. Insieme a tutti gli altri difensori dei diritti umani in carcere, devono essere rilasciati immediatamente e senza condizioni“, ha dichiarato Shetty nella nota ufficiale.

“Se i leader riuniti al vertice dei G-20 non prenderanno le parti della società civile turca sotto attacco, di questa non sarà rimasto più nulla quando si svolgerà il prossimo vertice. Diciannove anni fa, Amnesty International dichiarò prigioniero di coscienza il presidente Erdoğan, la stessa persona che oggi è responsabile della massiccia repressione contro i diritti umani in Turchia”, ha aggiunto Shetty.

“Non mi fermerò fino a quando i miei colleghi e le persone detenute con loro non torneranno in libertà. Sono arrivato ad Amburgo per chiedere ai leader mondiali di agire”, ha sottolineato Shetty.

Chiediamo per entrambi il loro rilascio immediato e incondizionato, così come quello di tutti i difensori dei diritti umani arrestati insieme a Idil Eser.

Idil Eser – direttrice di Amnesty International Turchia

Idil Eser, direttrice di Amnesty International Turchia, è stata arrestata il 5 luglio insieme ad altri sette difensori dei diritti umani durante un corso di formazione che si stava svolgendo in un albergo dell’isola di Büyükada, al largo di Istanbul.

È sottoposta a un periodo di sette giorni di detenzione ed è sotto indagine per “appartenenza a un’organizzazione armata terroristica“.

Per oltre 28 ore – quattro in più rispetto a quanto consentito dalla legge turca – non hanno potuto contattare i loro avvocati e, sempre in contrasto con la normativa del paese, neanche i loro familiari.

Le autorità hanno fornito informazioni sulla loro situazione solo alle 15 del 6 luglio.

I sette difensori dei diritti umani arrestati con Idil Eser sono: İlknur Üstün, della Coalizione delle donne; Günal Kurşun, avvocato dell’Associazione Agenda per i diritti umani; Nalan Erkem, avvocata, dell’Assemblea dei cittadini; Nejat Taştan, dell’Associazione osservatorio sull’uguaglianza dei diritti; Özlem Dalkıran, dell’Assemblea dei cittadini; Şeyhmuz Özbekli, avvocato; e Veli Acu, dell’Associazione Agenda per i diritti umani.

Firma ora

Taner Kılıç – Presidente di Amnesty International Turchia

Taner Kılıç, presidente di Amnesty International Turchia, è stato arrestato il 6 giugno e tre giorni dopo è stato incriminato per “appartenenza all’Organizzazione terroristica Fethullah Gülen“. Si trova tuttora in detenzione in attesa del processo.

L’unico elemento addotto a sostegno dei presunti legami di Taner Kılıç con il movimento di Gülen è che nell’agosto 2014 sarebbe risultata installata sul suo telefono cellulare l’applicazione di messaggistica Bylock, che secondo le autorità turche era usata dai membri della “Organizzazione terroristica Fethullah Gülen“.

Non è stata presentata alcuna prova a sostegno di quest’affermazione e Taner Kılıç nega di aver mai scaricato o usato Bylock, applicazione della cui esistenza era stato ignaro fino a quando di recente era stata menzionata in occasione di arresti e condanne.

Il suo arresto è stato ampiamente condannato da governi e organismi internazionali, tra cui il dipartimento di Stato Usa, l’Unione europea, il Consiglio d’Europa, così come dalle rappresentanze diplomatiche di 16 paesi. Numerose organizzazioni per i diritti umani e della società civile hanno inoltre dato vita alla campagna #FreeTaner.

Firma ora