Israele sta conducendo una sistematica campagna di pulizia etnica nei confronti delle comunità beduine palestinesi e le comunità pastorali nella Cisgiordania occupata. Attraverso l’espansione illegale delle colonie, la violenza dei coloni sostenuta dallo stato e le politiche di apartheid, le autorità israeliane cercano di formalizzare, nell’ambito della propria legislazione, l’annessione illegittima dell’Area C della Cisgiordania occupata e di procedere al trasferimento forzato della popolazione palestinese da tale territorio. Agisci ora per fermare la pulizia etnica di Israele nella Cisgiordania.
Qual è il problema?
Quella del trasferimento forzato della popolazione palestinese dalla Cisgiordania occupata è una politica portata avanti dai governi israeliani che si sono susseguiti negli anni e il pilastro principale del sistema di apartheid imposto da decenni.
Il governo israeliano in carica dal 2022 ha accelerato la politica di pulizia etnica dell’Area C della Cisgiordania occupata. Comunità intere sono oramai sradicate ed esposte al rischio di trasferimento forzato.
“Quanto sta accadendo rappresenta una cancellazione di persone, alberi, edifici e di ogni elemento connesso con la presenza palestinese ad opera dei coloni con il sostegno militare” – Muntaser al-Maliki, residente di Kufr Malik nella Cisgiordania occupata.
Molti stati evitano volutamente di intervenire di fronte a queste gravi e continue violazioni dei diritti delle persone palestinesi. Questa loro grave mancanza d’azione ha di fatto concesso a Israele un ampio margine di impunità, favorendo la commissione di molteplici violazioni e gravi crimini ai danni della popolazione palestinese tra cui il genocidio nella Striscia di Gaza, la pulizia etnica e l’apartheid. Quest’impunità deve cessare immediatamente.
Firma l’appello e sollecita la presidente del Consiglio a imporre sanzioni mirate nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella pulizia etnica e a vietare il commercio, gli investimenti o il sostegno finanziario che contribuiscono a mantenere l’apartheid e l’occupazione illegale.
Presidente del Consiglio Giorgia Meloni
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Palazzo Chigi
Via dell’Impresa, 89, 00186, Roma
presidente@pec.governo.it
Alla cortese attenzione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni,
Le scrivo per sollecitarLa ad adottare misure immediate e incisive per porre fine alla crescente politica di pulizia etnica attuata da Israele nei confronti della popolazione palestinese nella Cisgiordania occupata illegalmente, politica che si sta progressivamente orientando verso una formale annessione.
Le comunità beduine e pastorali palestinesi nell’Area C della Cisgiordania subiscono espropriazioni e sradicamenti su vasta scala e con ritmo allarmante. Continuano a subire trasferimenti forzati e illegali, confisca delle terre, demolizioni di case, restrizioni arbitrarie alla libertà di movimento e una sempre più crescente violenza dei coloni, insieme alla rapida espansione delle colonie e degli avamposti illegali sulle loro terre ancestrali. Queste azioni incidono profondamente sulla vita della popolazione palestinese, compromettendone i diritti tutelati dal diritto internazionale umanitario e dal diritto internazionale dei diritti umani.
Dando seguito a una ricerca del 2022 secondo la quale Israele stava commettendo il crimine contro l’umanità di trasferimento forzato nei confronti della popolazione palestinese sottoposta al suo controllo, il recente rapporto di Amnesty International, intitolato “Cancellare ogni traccia palestinese: la pulizia etnica israeliana delle comunità di beduini e pastori della Cisgiordania”, fornisce un’analisi complessiva della politica di pulizia etnica adottata da Israele tra il 2022 e il 2025. Il rapporto illustra come provvedimenti quali decisioni governative, cambiamenti strutturali negli apparati civili e militari e il sostegno politico e finanziario alle colonie e agli avamposti, unitamente a una crescente e brutale campagna di violenza dei coloni, abbiano contribuito ad accelerare il trasferimento forzato della popolazione palestinese dall’Area C della Cisgiordania occupata, che Israele intende formalmente annettere nell’ambito della legislazione israeliana.
Il rapporto afferma che il trentasettesimo governo israeliano, insediatosi nel dicembre 2022, ha accelerato una campagna di pulizia etnica mirata alle comunità beduine e pastorali palestinesi nell’Area C della Cisgiordania occupata, commettendo allo stesso tempo una serie di violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani. Queste violazioni comprendono il crimine di guerra di trasferimento o deportazione illegali e il crimine contro l‘umanità di trasferimento o deportazione forzati. Questi crimini si inseriscono nel più ampio contesto del crimine contro l’umanità di apartheid in corso nei confronti della popolazione palestinese.
Presidente, Lei ha un obbligo giuridico e morale di intervenire con urgenza per porre fine alla campagna di pulizia etnica condotta da Israele al fine di prevenire ulteriori sradicamenti delle comunità palestinesi e di garantire un ritorno sicuro e dignitoso a tutte le persone già trasferite illegalmente.
Il continuo e deliberato mancato adempimento alle Sue responsabilità giuridiche di fronte a gravi violazioni dei diritti della popolazione palestinese incoraggia ulteriormente Israele a consolidare il proprio sistema brutale di apartheid e occupazione illegale, confidando sull’impunità.
Continuare a sostenere la campagna di pulizia etnica e il sistema di apartheid di Israele comporta il rischio di complicità in crimini di diritto internazionale. Mere condanne a parole risultano deliberatamente compiacenti di fronte alla prolungata e sempre più aperta violazione del diritto internazionale da parte di Israele, a discapito della vita delle persone palestinesi, della loro stessa presenza sulle terre ancestrali e del valore universale delle tutele giuridiche internazionali.
La esorto a non permettere ulteriormente che Israele continui a violare il diritto internazionale e a perpetrare l’oppressione della popolazione palestinese, anche attraverso:
- l’imposizione di sanzioni mirate, inclusi divieti di viaggio e congelamento dei beni, nei confronti di autorità israeliane direttamente coinvolte nella campagna di pulizia etnica, a partire dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dai ministri Bezalel Smotrich, Itamar Ben-Gvir, Orit Strock e Israel Katz;
- l’introduzione di un divieto di qualsiasi forma di relazione commerciale o di investimento che contribuisca o sia direttamente collegata all’occupazione illegale di Israele, al sistema di apartheid, inclusa la campagna di pulizia etnica e il genocidio nella Striscia di Gaza, anche mediante un embargo totale sulle armi destinate a Israele;
- l’attivazione di canali diplomatici e di missioni di monitoraggio, anche mediante il sostegno alle comunità palestinesi, al fine di prevenire ulteriori sradicamenti e facilitare il ritorno delle persone già trasferite illegalmente o forzatamente;
- l’attivo perseguimento delle responsabilità a livello internazionale per il crimine di guerra di trasferimento illegale e per il crimine contro l’umanità di trasferimento forzato, nonché per il crimine contro l’umanità di apartheid.
La mancanza di azioni incisive per porre fine ai continui crimini commessi da Israele invia un messaggio pericoloso: che la vita delle persone palestinesi abbia un valore inferiore e che l’occupazione, l’apartheid, inclusa la pulizia etnica e il genocidio siano tollerati.
La esorto ad agire con rapidità e in modo pubblico, in solidarietà con le comunità colpite e a tutela della giustizia, dell’accertamento delle responsabilità e diritti umani, poiché l’inazione comporta il rischio di complicità nei gravi crimini commessi da Israele nei confronti della popolazione palestinese.
La ringrazio per l’attenzione.