Una catastrofe per i civili la battaglia per Mosul ovest - Amnesty International Italia

Una catastrofe per i civili la battaglia per Mosul ovest

11 luglio 2017

Amnesty International

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I civili a Mosul ovest sono stati sfruttati spietatamente dal gruppo armato definito Stato islamico (Is), che li ha sistematicamente utilizzati come scudi umani, impedendo loro di fuggire in zone di sicurezza.

Sono stati inoltre bersaglio di impacciati attacchi illegali da parte delle forze governative irachene e di membri della coalizione guidata dagli Stati Uniti.

A marzo e maggio 2017, i ricercatori di Amnesty International hanno visitato l’Iraq settentrionale per documentare le violazioni del diritto umanitario internazionale e gli abusi dei diritti umani da parte di tutte le parte in conflitto a Mosul ovest. I risultati sono stati pubblicati nel nuovo rapporto: “A qualsiasi costo: la catastrofe di civili a Mosul ovest“.

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cifre


I crimini di guerra dello Stato islamico: “Chi tenta la fuga non sopravviverà”

“[Is] ci ha detto che se avessimo cercato di fuggire, ci avrebbero rotto le gambe. Hanno detto: “Chi tenta la fuga non sopravviverà“.

Abeer, una donna di 20 anni di al-Msherfa, Mosul ovest

Durante la battaglia per Mosul ovest, lo Stato Islamico ha commesso gravi abusi sui diritti umani, alcuni dei quali costituiscono crimini di guerra. Hanno riunito migliaia di civili costringendoli ad attraversare le zone dei combattimento.

I civili sono stati deliberatamente utilizzati come scudi umani dai combattenti dello Stato Islamico che li hanno intrappolati nelle loro case, saldando le porte d’uscita e piazzando trappole esplosive davanti all’uscita. Altri sono stati uccisi sommariamente mentre tentavano di fuggire.

I combattenti si sono anche rifiutati di fornire ai civili regolare accesso alle cure mediche necessarie e hanno confiscato il loro cibo.

Un uomo aveva pianificato la fuga con la sua famiglia, ma la Stato Islamico lo ha scoperto. Lo hanno trovato e tagliato la gola davanti alla sua famiglia“.

Israa, una donna di 25 anni da Mosul ovest

Centinaia, se non migliaia, di uomini, donne e bambini sono stati sommariamente uccisi mentre tentavano di fuggire. I loro corpi sono stati appesi ai pali della luce.

I residenti di Mosul hanno regolarmente descritto ai ricercatori di Amnesty International che la loro unica opzione per sfuggire era attraversare le linee frontali della battaglia, non appena i combattimenti arrivavano nel loro quartiere o strada. I testimoni hanno descritto fughe disperate dalle loro case agitando bandiere bianche o pezzi di tessuto con su scritto “civili” o “famiglie”.

Governo iracheno e coalizione guidata dagli Stati Uniti: grave fallimento nella protezione dei civili

Le tattiche e le violazioni dell’IS hanno messo seriamente in difficoltà le forze filogovernative. Il governo iracheno e le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti non sono riuscite a proteggere adeguatamente la popolazione civile – come richiesto dal diritto umanitario internazionale.

A partire da gennaio 2017, le forze filogovernative hanno condotto una serie di attacchi illegali a Mosul ovest, ricorrendo costantemente a bombe a grappolo, armi esplosive con effetti ad ampio spettro.

A causa della loro scarsa precisione nel puntare il bersaglio, queste armi hanno devastato Mosul ovest, area densamente popolata da migliaia di civili. Amnesty International ha verificato 45 attacchi filogovernativi in cui hanno perso la vita almeno 426 civili. Il vero numero di morti della battaglia di Mosul ovest non potrà mai essere conosciuto.

Anche le forze filogovernative non hanno adottato precauzioni efficaci per proteggere i civili durante la pianificazione e l’esecuzione degli attacchi. Hanno diffuso volantini nelle aree della città controllate dallo Stato Islamico, istruendo i civili a stare lontani dall’Is o ad appendere vestiti di bambini sul tetto per segnalare le abitazioni civili.

Questi avvertimenti, tuttavia, sono risultati davvero poco efficaci nelle realtà sotto il controllo dell’Is. Rimanere lontani dall’Is era impossibile per i residenti di Mosul ovest e i combattenti avrebbero ucciso chiunque fosse stato trovato con un volantino tra le mani. Le case con i vestiti dei bambini sul tetto sono state in ogni caso colpite dagli attacchi aerei.

Il bersaglio degli attacchi erano i cecchini dello Stato islamico. Ma hanno distrutto un intero edificio di due piani e colpito tante altre case. Attaccavano giorno e notte. Un altro attacco ha colpito una casa e distrutto le altre due di fronte uccidendo tantissime persone“.

Mohamed dal quartiere al-Tenak, Mosul ovest

Gli operatori sanitari hanno evidenziato che i pazienti provenienti da Mosul ovest spesso presentavano lesioni da esplosione, un fenomeno associato all’uso di potenti armi esplosive nelle aree civili. È inconcepibile che le forze filo-governative non fossero a conoscenza delle tattiche dell’Is, della concentrazione di civili nelle aree sotto attacco o del vasto impatto sui civili delle bombe a grappolo.

Non lasciare che questi crimini siano sepolti

Le forze irachene e i membri della coalizione guidata dagli USA devono assicurare che la lotta contro l’Isis – non solo la lotta per Mosul, ma anche in altre battaglie in Iraq e in Siria – sia combattuta in modo conforme al diritto e agli standard internazionale. I civili intrappolati nei conflitti e vittime degli abusi dell’Isis devono essere trattati con la dignità e l’umanità che meritano. Amnesty International invita il governo iracheno e membri della coalizione guidata dagli Stati Uniti a:

  • riconoscere pubblicamente la scala e la gravità della perdita delle vite civili durante la battaglia di Mosul e a sottolineare la necessità di riparare le vittime e le famiglie delle vittime di violazioni;
  • cessare immediatamente l’uso di armi esplosive indiscriminate con effetti su vasta area nelle vicinanze delle aree civili popolate;
  • data l’attuale situazione disperata e il gran numero di sfollati interni di Mosul e dei suoi dintorni, aumentare urgentemente i finanziamenti per l’assistenza umanitaria ai civili che sono fuggiti dai combattimenti a Mosul.

“La dimensione e la gravità delle perdite di civili durante le operazioni militari per riconquistare Mosul devono essere immediatamente e pubblicamente riconosciute dalle massime autorità di governo dell’Iraq e dei paesi che fanno parte della coalizione a guida Usa”, ha dichiarato in una nota ufficiale Lynn Maalouf, direttrice delle ricerche di Amnesty International sul Medio oriente.