Escalation di violenza dei coloni israeliani, gli stati intervengano

20 Ottobre 2026

Foto di HAZEM BADER / AFP via Getty Images

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A seguito delle ultime azioni violente dei coloni israeliani sostenuti dallo stato nella Cisgiordania occupata, che hanno preso di mira anche diplomatici europei e la fotogiornalista Heidi Levine del “Washington Post”, la direttrice di Amnesty International per il Medio Oriente e l’Africa del Nord Heba Morayef ha diffuso questo commento:

“Ancora una volta il sistema israeliano di apartheid sta trasformando quella della raccolta delle olive in una stagione di terrore per le famiglie palestinesi della Cisgiordania occupata. Gli attacchi dei coloni sostenuti dallo stato contro i contadini, la distruzione e il furto dei raccolti e le limitazioni militari all’accesso ai terreni stanno causando sofferenze e perdite economiche immense alle persone palestinesi”.

“Gli attacchi dei coloni del fine settimana contro gli abitanti di Khirbet Abu Falah e Taybeh, nella zona di Ramallah, che hanno preso di mira anche una delegazione di diplomatici europei e una fotogiornalista del ‘Washington Post’, offrono uno spaccato dell’incessante aggressione contro le persone palestinesi. I tentativi, da parte di alti rappresentanti dello stato israeliani e di candidati alle elezioni di vari schieramenti politici, di definire questa brutalità sponsorizzata dallo stato come opera di pochi individui sono un’evidente distorsione della realtà”.

“Da tempo Amnesty International ha lanciato l’allarme sull’aumento esponenziale della violenza dei coloni sostenuti dallo stato contro le persone palestinesi: l’obiettivo è, attraverso metodi che incutono terrore, la pulizia etnica delle persone palestinesi dalla Cisgiordania occupata. L’aumento della violenza è alimentato dalla costante assenza, da parte della comunità internazionale, di iniziative concrete contro il sistema che rende possibile la continua oppressione delle persone palestinesi. Gli ultimi attacchi devono suscitare una forte risposta da parte degli stati che affermano di opporsi all’annessione territoriale palestinese, alla continua espansione degli insediamenti e alla violenza dei coloni sostenuta dallo stato”.

“Gli stati devono riconoscere che gli attacchi dei coloni non sono azioni isolate ma rappresentano una politica centrale dello stato israeliano. Devono attuare misure concrete per rispettare i loro obblighi di diritto internazionale ed evitare di essere complici delle violazioni dei diritti umani e dei crimini internazionali contro le persone palestinesi. In che modo? Interrompendo tutti i commerci, gli investimenti e la cooperazione che contribuiscono al mantenimento dell’occupazione illegale, dell’apartheid e della campagna di pulizia etnica in corso”.

“Gli stati devono inoltre imporre sanzioni mirate contro le autorità israeliane credibilmente implicate in gravi violazioni del diritto internazionale e sostenere la giustizia internazionale e l’accertamento delle responsabilità. Nascondersi dietro una vuota retorica significa non solo essere codardi, ma anche favorire ulteriore violenza. Per le persone palestinesi, tutto questo continua ad avere conseguenze mortali”.