Israele e Tpo: in carcere l’attivista Ghassan Najjar

5 Novembre 2026

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Il 27 ottobre 2026, prima dell’alba, l’esercito israeliano ha effettuato un raid nel villaggio di Burin, nel nord della Cisgiordania occupata, arrestando Ghassan Najjar, contadino e difensore delle terre palestinesi.

Najjar, fondatore della Cooperativa agricola di Burin, coordinatore della rete Sumud per il sostegno ai contadini e ai pastori e promotore di numerose iniziative culturali, è stato arrestato unicamente a causa delle sue azioni pacifiche per proteggere la raccolta delle olive. L’esercito israeliano aveva ripetutamente minacciato di arrestarlo se non avesse posto fine al suo attivismo.

Amnesty International ha sottolineato che l’arresto di Najjar illustra la devastante doppia minaccia che i contadini e i difensori delle terre palestinesi subiscono: le restrizioni militari imposte dall’esercito israeliano e la violenza dei coloni, che impediscono di accedere ai terreni e raccogliere le olive. Questa situazione va avanti da oltre 20 anni.

Najjar, 36 anni, ne ha trascorsi quasi dieci in carcere. Il suo primo arresto risale a quando aveva solo 15 anni.

Secondo quanto riferito dal suo avvocato, l’attivista si trova nel carcere militare di Huwara, in detenzione amministrativa: un’altra tattica usata sistematicamente dalle autorità israeliane per punire le persone palestinesi, trattenendole senza accusa né processo sulla base di prove segrete.

Al 31 ottobre 2026 erano 3101 i palestinesi sottoposti alla detenzione amministrativa.