Il nuovo Parlamento sospenda l’invio di armi che alimentano il conflitto in Yemen - Amnesty International Italia

Il nuovo Parlamento sospenda l’invio di armi che alimentano il conflitto in Yemen

27 marzo 2018

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A tre anni dall’inizio del conflitto, insieme a Movimento dei Focolari, Fondazione Finanza Etica, Oxfam Italia, Rete della Pace e Rete Italiana per il Disarmo, chiediamo al nuovo Parlamento di promuovere un embargo di armamenti verso l’Arabia Saudita e i suoi alleati in considerazione del  coinvolgimento nelle gravi violazioni del diritto umanitario in Yemen accertate dalle autorità competenti delle Nazioni Unite.

Chiediamo inoltre al prossimo Governo di farsi promotore della medesima istanza in sede di Consiglio europeo e di avviare un’iniziativa multilaterale per promuovere la fine del conflitto e il processo di pace in Yemen.

Conflitto in Yemen: tre anni di bombardamenti

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita, senza alcun mandato internazionale, ha iniziato i primi bombardamenti sul territorio yemenita il 25 marzo 2015. Tre anni di guerra hanno costretto oltre 22 milioni di persone in condizioni di emergenza umanitaria, mentre si registrano più di 9 mila morti (6mila tra i civili).

La popolazione ha difficoltà di accesso al cibo e acqua e le emergenze sanitarie sono sempre crescenti:  nei mesi scorsi 1 milione di persone si è ammalata di colera mentre un altro milione è a rischio di contagio.

Nonostante l’emergenza umanitaria, la coalizione saudita ha deciso il blocco navale impedendo l’arrivo di aiuti umanitari.

Conflitto in Yemen: cosa chiediamo

In questi tre anni la coalizione a guida saudita ha utilizzato armi fornite principalmente dall’Occidente e dai maggiori produttori di armamenti. Tra di essi anche l’Italia che ha consentito l’invio all’Arabia Saudita e ai propri alleati di bombe ed altri armamenti in quantità mai registrata prima, con un livello record di autorizzazioni per centinaia di milioni di euro.

Le licenze rilasciate hanno già consentito negli ultimi mesi l’invio di migliaia di ordigni – sicuramente utilizzati nel conflitto, come dimostrano numerose prove raccolte sul campo – e la messa in produzione di nuove forniture che potrebbero giungere nei luoghi di ostilità nelle prossime settimane.

Osservatori indipendentiRapporti delle Nazioni Unite hanno sottolineato le violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani perpetrate in Yemen da tutte le parti in conflitto.

Per questo chiediamo, insieme alle altre organizzazioni, di fermare le ostilità e permettere l’assistenza umanitaria alla popolazione. Chiediamo con forza che cessino gli attacchi ad ospedali, luoghi di cura ed abitazioni.

Chiediamo, inoltre, l’avvio di un percorso di pacificazione che parta in primo luogo dalle necessità della popolazione civile.