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Repubblica della Guinea Equatoriale

A oltre un anno dal suo trasferimento nel carcere di Oveng Azem a Mongomo, la sorte del difensore dei diritti umani Joaquín Elo Ayeto rimaneva sconosciuta. La Corte suprema spagnola si è rifiutata di trasferire la giurisdizione di un fascicolo giudiziario riguardante il rapimento di attivisti dell’opposizione alla Guinea Equatoriale. Decine di persone arbitrariamente arrestate, tra cui manifestanti dell’isola di Annobón, hanno beneficiato della grazia presidenziale. Persone migranti sono state espulse in violazione delle convenzioni regionali.

 

CONTESTO

Il paese ha continuato a dover fronteggiare difficoltà economiche, soprattutto a causa della sua dipendenza dai ricavi delle esportazioni di petrolio, corrispondenti al 46 per cento del pil e all’80 per cento delle entrate, in continua diminuzione. Secondo un rapporto della Banca mondiale pubblicato a luglio, circa il 57 per cento della popolazione viveva sotto la soglia di povertà nel 2024, in parte a causa delle pressioni dell’inflazione, compreso un aumento del 4,1 per cento dei prezzi dei generi alimentari.

Il Corruption Perceptions Index 2024, pubblicato da Transparency International a febbraio 2025, ha classificato la Guinea Equatoriale al 173° posto su 180 paesi. Diversi procedimenti penali riguardanti accuse di corruzione, che implicavano membri del governo, tra cui i figli del presidente Teodoro Obiang, sono proseguiti per tutto il 2025. A febbraio, fonti militari e governative hanno confermato che erano stati messi in campo circa 200 istruttori russi con l’incarico di occuparsi della protezione del presidente (in carica dal 1979) e della sua famiglia.

 

DIFENSORI DEI DIRITTI UMANI

Il 6 gennaio, cinque mesi dopo essere stato sospeso dalla professione, l’avvocato per i diritti umani Ángel Obama Obiang Eseng ha ricevuto la notifica che l’ordine nazionale degli avvocati aveva revocato la sua sospensione. Il 21 luglio, una sospensione di due anni imposta a luglio 2024 all’avvocata per i diritti umani Gemma Jones è stata revocata, permettendole di riprendere l’attività.

La sorte del difensore dei diritti umani detenuto Joaquín Elo Ayeto a fine anno rimaneva ancora sconosciuta. Era stato arrestato il 1° agosto 2024, accusato di attività illegali quale membro della piattaforma della società civile Somos+, che le autorità sostenevano essere non legalmente registrata. Né la sua famiglia né il suo avvocato avevano avuto notizie di lui dal suo trasferimento dal carcere Spiaggia Nera di Malabo al penitenziario di Oveng Azem, a Mongomo, avvenuto il 13 agosto 2024.

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

A settembre, la Corte suprema spagnola ha respinto un’istanza dell’Alta corte spagnola, che aveva richiesto che il fascicolo dell’indagine riguardante il presunto caso di rapimento dell’attivista dell’opposizione Julio Obama Mefuman e dei suoi colleghi fosse trasferito alla giurisdizione della Guinea Equatoriale. Julio Obama, con doppia cittadinanza spagnola e guineana equatoriale residente in Spagna, e tre suoi compagni attivisti del gruppo d’opposizione Movimento per la liberazione della Guinea Equatoriale Terza Repubblica (conosciuto come Mlge3r) sarebbero stati rapiti in Sud Sudan nel 2019 e detenuti in Guinea Equatoriale. Julio Obama è morto in custodia nel 2023 nel carcere di Oveng Azem, dopo avere accusato le autorità della Guinea Equatoriale di averlo torturato molteplici volte.

La Corte suprema spagnola ha citato la “totale mancanza di cooperazione” da parte delle autorità della Guinea Equatoriale, che avevano rifiutato di rimpatriare il corpo di Julio Obama, nonostante le richieste in tal senso avanzate dall’Alta corte spagnola e dal Parlamento europeo. Carmelo Ovono Obiang, figlio del presidente Obiang, e altri due membri di spicco del governo della Guinea Equatoriale erano ancora sotto indagine.

 

DETENZIONE ARBITRARIA

Il 4 giugno, il presidente ha emanato un decreto che ha concesso la grazia presidenziale a 476 persone detenute. Tra queste c’erano due cittadini sudafricani arrestati a febbraio 2023 per accuse di traffico di droga, oltre che 37 manifestanti dell’isola della Guinea Equatoriale di Annobón, in carcere da luglio 2024. Il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria aveva stabilito in entrambi i casi che questi prigionieri erano detenuti arbitrariamente.

Le proteste che si erano svolte nel 2024 ad Annobón, un’isola situata a 500 chilometri dal continente, erano scaturite dai danni che residenti ritenevano fossero stati causate alle loro case, ai terreni agricoli e all’ecosistema insulare, dalle costanti esplosioni di dinamite legate alle operazioni minerarie.

Il 9 ottobre, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione d’emergenza per condannare la detenzione arbitraria di due cittadini spagnoli, Javier Marañón Montero e David Rodríguez Ballesta, detenuti in Guinea Equatoriale.

I due uomini erano stati assunti da un imprenditore tech spagnolo per installare un servizio di televisione digitale terrestre nel paese. Erano stati arrestati a gennaio e trasferiti ad aprile nel carcere Spiaggia Nera di Malabo, senza accesso ai loro avvocati. È stato riferito che le condizioni di salute si erano deteriorate, avendo intrapreso diversi scioperi della fame per protestare contro le dure condizioni di vita nel carcere.

 

DIRITTI DELLE PERSONE MIGRANTI

Il 21 aprile, diversi cittadini camerunesi sono stati espulsi dal paese senza che il provvedimento fosse notificato anticipatamente all’ambasciata del Camerun. Le autorità camerunesi hanno condannato la misura, citando violazioni delle convenzioni regionali che consentono la libertà di movimento per i cittadini dei paesi dell’Africa centrale.

A maggio, il vicepresidente Teodoro Nguema Obiang Mangue ha confermato che il governo aveva avviato colloqui con l’amministrazione degli Usa riguardo alla possibilità che la Guinea Equatoriale potesse diventare un paese ricevente per persone migranti espulse dagli Usa dal presidente statunitense Donald Trump. Il primo gruppo è arrivato in Guinea Equatoriale alla fine di novembre.

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