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Repubblica del Sud Sudan

La corruzione sistemica ha determinato il sottofinanziamento dei servizi pubblici. I tagli agli aiuti esteri dell’amministrazione Usa hanno avuto gravi ripercussioni sul diritto alla salute, in un paese in cui circa sei milioni di persone versavano in una situazione di insicurezza alimentare acuta e oltre il 70 per cento di minori non era scolarizzato. Le autorità hanno continuato a ricorrere a pratiche autoritarie per opprimere o soffocare il dissenso e l’opposizione politica, anche attraverso detenzioni arbitrarie. Il conflitto armato scoppiato nel 2013 ha avuto un’escalation, causando sfollamenti su larga scala e decine di uccisioni. La presenza nel paese delle forze militari ugandesi costituiva una violazione dell’embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che è stato rinnovato a maggio. Sebbene le autorità abbiano intrapreso limitate iniziative verso l’istituzione della commissione verità, riconciliazione e risanamento, non sono stati compiuti progressi per la creazione di un organismo incaricato di fornire compensazione e riparazione alle vittime del conflitto, o verso la creazione del tribunale ibrido per il Sud Sudan. Il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha rinnovato il mandato della Commissione sui diritti umani in Sud Sudan.

 

CONTESTO

I negoziati di pace dell’iniziativa Tumaini tra il governo e i gruppi armati che non avevano firmato l’accordo di pace del 2018 si sono interrotti a luglio. Ci sono stati frequenti rimpasti politici e speculazioni in vista della successione presidenziale. Il presidente Salva Kiir Mayardit ha nominato Benjamin Bol Mel quale vicepresidente del cluster economico del consiglio di gabinetto a febbraio e vice leader del partito di governo a maggio. Nel 2017, Benjamin Bol Mel era stato sanzionato dal governo degli Usa in seguito ad accuse di corruzione. A novembre, il presidente lo ha rilevato da entrambe le posizioni, sostituito con l’ex vicepresidente James Wani Igga, e lo ha messo agli arresti domiciliari.

A settembre, il leader d’opposizione Riek Machar Temi è stato sospeso dalla carica di primo vicepresidente. È rimasto agli arresti domiciliari a partire da marzo. Era sotto processo insieme ad altri sette imputati per accuse come omicidio e tradimento, che comportano la pena di morte, relativamente a un attacco compiuto contro l’esercito nello stato dell’Alto Nilo dal cosiddetto “Esercito bianco” (un gruppo armato di “autodifesa”). Le accuse avanzate dalla procura, secondo cui Riek Machar Teny comandava e controllava il gruppo, sono state contestate da esperti. A tratti è stato negato l’accesso al processo da parte di giornalisti e persone di nazionalità straniera.

Il governo ha iniziato a pubblicare a livello internazionale i dati meteorologici per migliorare i sistemi di allerta precoce. Il paese è stato colpito da eventi atmosferici estremi tra cui una mortale ondata di calore. Ricorrenti alluvioni hanno colpito in particolare gli stati di Jonglei e Unity, causando, secondo l’Unhcr, l’agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite, lo sfollamento interno di circa 375.600 persone e un impatto su circa 1,35 milioni di persone. Le acque alluvionali hanno danneggiato terreni agricoli e infrastrutture cruciali, limitando ulteriormente l’accesso ai servizi e all’assistenza umanitaria.

 

DIRITTI ECONOMICI, SOCIALI E CULTURALI

Un rapporto della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani in Sud Sudan (UN Commission on Human Rights in South Sudan – Chrss) ha rilevato che la corruzione sistemica e il dirottamento fuori bilancio delle entrate statali avevano determinato il grave sottofinanziamento dei servizi essenziali, compreso il sistema sanitario e quello scolastico, alimentando una crisi dei diritti umani.

Diritto al cibo

Secondo dati raccolti fino a novembre, circa sei milioni di persone (oltre la metà della popolazione) vivevano in una situazione di insicurezza alimentare acuta, comprese circa 28.000 persone in condizioni di fame allo stadio di catastrofe. Più di 2,1 milioni di minori erano a rischio di malnutrizione.

Un rapporto della Classificazione integrata della sicurezza alimentare pubblicato a novembre ha lanciato l’allarme per il rischio di carestia tra la popolazione in alcune parti della regione del Gran Alto Nilo, come la contea di Fangak e a sud della città di Nasir. Secondo le proiezioni del rapporto, più di 2,1 milioni di minori sotto i cinque anni avrebbero sofferto per una malnutrizione acuta tra luglio 2025 e giugno 2026. Secondo il rapporto, gli elevati livelli di insicurezza alimentare erano causati primariamente dal conflitto armato, dagli alti livelli di insicurezza e dalle diffuse inondazioni, causando sfollamenti e danneggiando l’agricoltura.

Diritto alla salute

Il Sud Sudan è stato colpito dalla peggiore epidemia di colera della sua storia. Essendo uno dei paesi dell’Africa che più dipendono dagli aiuti, è stato dunque anche tra quelli più colpiti dai tagli di finanziamento attuati dall’amministrazione Usa.1 Ad aprile, il quotidiano Al Jazeera ha riportato che otto persone, tra cui cinque minori, erano morte nello stato di Jonglei dopo avere camminato ore per ricevere cure mediche per il colera, a seguito della chiusura degli ambulatori medici e del servizio di trasporto di pazienti sovvenzionati dall’Usaid.

Diritto all’istruzione

Secondo l’Unicef, 2,8 milioni di minori (oltre il 70 per cento della popolazione infantile) non andavano a scuola, in maggioranza le bambine. Gli ostacoli all’istruzione per le ragazze comprendevano povertà e matrimoni infantili. Minori delle comunità pastorizie non andavano a scuola quando serviva il loro aiuto per spostare le mandrie.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE

Le autorità hanno continuato a ricorrere a pratiche autoritarie per opprimere o soffocare il dissenso. Persone critiche sono state vessate, intimidite, minacciate e arbitrariamente detenute e, in alcuni casi, sottoposte a sparizione forzata. Il servizio di sicurezza nazionale (National Security Service – Nss) ha continuato a obbligare le organizzazioni della società civile a richiedere l’approvazione dell’Nss per tenere riunioni, una condizione che minacciava di rendere impossibile un dialogo autentico.

Il 22 gennaio, l’autorità nazionale per le comunicazioni (National Communication Authority – Nca) ha emanato una direttiva arbitraria e sproporzionata per i provider di servizi Internet, che imponeva il blocco delle piattaforme social media per un minimo di 30 giorni, estendibile fino a un massimo di 90 giorni.2 In seguito all’ondata di proteste suscitate nell’opinione pubblica, anche da parte di attori per i diritti umani, l’Nca ha revocato il divieto. La misura sarebbe stata disposta in risposta agli attacchi violenti contro persone provenienti dal Sudan e loro attività commerciali in Sud Sudan.

 

ARRESTI E DETENZIONI ARBITRARI

A marzo, le autorità hanno arrestato almeno 22 persone allineate con il Movimento di liberazione del popolo sudanese/Esercito – In opposizione. Sei sono state sottoposte a sparizione forzata e altre sono state detenute in incommunicado. Sono state espresse preoccupazioni sulla legalità e la mancanza di trasparenza che avevano caratterizzato gli arresti, che erano seguito agli scontri violenti avvenuti a metà febbraio tra le forze governative e i gruppi armati nello stato dell’Alto Nilo.

Otto uomini, che erano stati espulsi dagli Usa e trattenuti in una base militare statunitense a Gibuti a partire da maggio, sono arrivati nel capitale del Sud Sudan, Juba; il 4 luglio. L’espulsione faceva parte della campagna di deportazione di massa attuata dall’amministrazione Usa. Sono stati poi arbitrariamente detenuti in una località imprecisata. Agli inizi di settembre, due di loro3 erano stati rilasciati mentre gli altri sei rimanevano in detenzione.4

L’Nss ha continuato a monitorare i mezzi d’informazione, compresi i social media, e a utilizzare le notizie raccolte per arrestare arbitrariamente e detenere illegalmente persone critiche verso il governo. A novembre, i media hanno riportato che l’Nss aveva arrestato e detenuto per quattro giorni l’attrice comica Amath Jok, dopo che si era riferita al presidente Kiir definendolo “gran ladro con il cappello” durante una diretta su TikTok. Le è stato vietato di utilizzare i social media a tempo indefinito. Media hanno riportato la notizia che era stata riarrestata lo stesso mese, insieme a una cantante a una personalità di TikTok. Prima della fine dell’anno era stata rilasciata.

 

VIOLAZIONI DEL DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO

Il conflitto armato non-internazionale del Sud Sudan, scoppiato a dicembre 2013, ha avuto un’escalation. Secondo la Chrss, gli scontri armati avevano raggiunto una portata che non si vedeva dal 2017, con i civili che continuavano a essere le principali vittime della violenza. Moltissime persone tra i civili sono state sfollate. Sebbene gli scontri divampassero in tutto il Sud Sudan, le regioni dell’Equatoria Maggiore e del Gran Alto Nilo sono state quelle più colpite. A febbraio, per esempio, c’è stato un aumento dei combattimenti tra l’“Esercito bianco” e le Forze di difesa del popolo sudsudanese (South Sudan People’s Defence Forces – Sspdf) (le forze governative) nello stato del Gran Alto Nilo. Questi scontri sono stati accompagnati da segnalazioni di abusi e violazioni del diritto internazionale umanitario e delle norme sui diritti umani, compresi crimini di diritto internazionale.5

Sono state raccolte prove documentate dell’uso continuato da parte delle Sspdf di elicotteri da combattimento, facendo ragionevolmente ritenere che la fornitura di parti di ricambio per riparare gli elicotteri continuasse in violazione dell’embargo sulle armi del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (v. sotto, Trasferimenti irresponsabili di armi).6 C’è stato anche un marcato aumento delle segnalazioni dell’impiego di elicotteri da combattimento rispetto agli anni precedenti, così come un aumento significativo dei raid aerei in tutto il paese. Secondo Human Rights Watch, il governo avrebbe utilizzato ordigni esplosivi artigianali sganciati dagli aerei in almeno quattro attacchi compiuti nello stato dell’Alto Nilo che hanno ucciso decine di persone, bruciandone altre, oltre a distruggere infrastrutture civili. Gli attacchi potrebbero costituire crimini di guerra.

 

TRASFERIMENTI IRRESPONSABILI DI ARMI

A maggio, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato per un altro anno il suo embargo sulle armi al Sud Sudan, in vigore dal 2018.7 Tuttavia, soldati delle Forze di difesa popolare dell’Uganda ed equipaggiamenti militari di provenienza ugandese erano stati impiegati in Sud Sudan già dall’11 marzo, o anche prima, senza che questo fosse notificato anticipatamente al Comitato per le sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, per una deroga secondo i termini della relativa risoluzione. Questo fatto rappresentava una flagrante violazione dell’embargo sulle armi.

Nonostante la sua incoerente implementazione, l’embargo sulle armi era una misura cruciale per limitare il flusso di armi utilizzate per violare il diritto internazionale umanitario. Indipendentemente da questo e dal rapido deterioramento della situazione dei diritti umani, diversi stati membri del Consiglio di sicurezza e il Consiglio di pace e sicurezza dell’Ua hanno invocato il ritiro dell’embargo sulle armi nelle settimane precedenti il suo rinnovo a maggio.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

Il governo non ha intrapreso azioni significative per istituire, come previsto dalla legislazione approvata dall’assemblea legislativa nazionale a novembre 2024, l’Autorità per la compensazione e la riparazione (Compensation and Reparation Authority – Cra). Se istituita, il ruolo della Cra sarebbe di fornire sostegno materiale e finanziario alle persone le cui proprietà erano state distrutte dal conflitto e di aiutarle a ricostruire i loro mezzi di sussistenza. Le autorità hanno nominato un comitato di selezione di nove membri per la commissione verità, riconciliazione e risanamento, che ha iniziato il processo di selezione dei commissari sudsudanesi. La società civile ha espresso timori per la mancanza di trasparenza e di partecipazione pubblica nel processo di selezione, previste dalla relativa legislazione. Il processo di istituzione di un tribunale ibrido per il Sud Sudan (Hybrid Court for South Sudan – Hscc), sostenuto dall’Ua con mandato di indagare e perseguire i crimini di diritto internazionale e altre violazioni dei diritti umani commessi nel conflitto dal 2013, è rimasto in stallo. A febbraio, i media hanno citato il ministro dell’Informazione, comunicazione, tecnologia e servizi postali, che attribuiva i ritardi nell’istituzione dell’Hcss all’Ua, quando per anni le autorità nazionali avevano attivamente cercato di bloccarlo.

Ad aprile, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha esteso il mandato della Chrss. Era l’unico meccanismo valido attrezzato per raccogliere e preservare in modo indipendente le prove dei crimini di diritto internazionale commessi durante il conflitto armato in corso.8

 
Note:
1 USA: Lives at Risk: Chaotic and Abrupt Cuts to Foreign Aid Put Millions of Lives at Risk, 29 maggio.
2 South Sudan: Authorities must reverse blanket ban on social media and investigate attacks on civilians, 25 gennaio.
3 South Sudan: End two deportees’ arbitrary detention: Nyo Myint and Enrique Arias Hierro, 9 settembre.
4 South Sudan: End four deportees’ arbitrary detention, 18 settembre.
5 South Sudan: The UN Human Rights Council should renew the mandate of the CHRSS by at least two years, 20 febbraio.
6 South Sudan: UN Security Council must renew and enforce arms embargo to protect civilians, 14 maggio.
7 South Sudan: Renewal of UN arms embargo a welcome move to protect civilians, 30 maggio.
8 South Sudan: The UN Human Rights Council should renew the mandate of the CHRSS by at least two years, 20 febbraio.

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