I diritti alla libertà d’espressione e riunione pacifica sono stati repressi. Esponenti del partito d’opposizione hanno subìto vessazioni e intimidazioni e giornaliste e giornalisti sono stati arrestati. Le autorità hanno utilizzato impropriamente la legge sull’ordine pubblico per reprimere proteste pacifiche. L’aumento del costo della vita e i tagli agli aiuti internazionali hanno messo a repentaglio l’accesso ai servizi essenziali, comprese le cure e l’assistenza per l’Hiv. Le persone lgbti e le persone con albinismo hanno dovuto affrontare continue discriminazioni e barriere nell’accesso alla giustizia. La violenza di genere è aumentata, con più di 10.000 casi denunciati alla polizia tra gennaio e marzo. Donne e ragazze sono rimaste sottorappresentate in politica e nell’istruzione, nonostante l’ampio sostegno pubblico al tema dell’uguaglianza di genere.
A marzo, l’Ocha ha riportato che del suo Drought Flash Appeal per il periodo tra maggio 2024 e giugno 2025 avevano finora beneficiato due dei quattro milioni di persone cui era diretto. Il programma era stato istituito per fornire una risposta coordinata alle persone colpite dagli effetti avversi della siccità indotta da El Niño.
A giugno, la Relatrice speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla libertà d’espressione ha sollevato una serie di preoccupazioni per le vessazioni e le intimidazioni esercitate dalla polizia e da persone affiliate a partiti politici contro esponenti e persone attiviste dell’opposizione politica. Ha inoltre espresso ulteriori preoccupazioni per la mancata abrogazione o modifica della legge sull’ordine pubblico risalente all’era coloniale, che continuava a essere utilizzata per reprimere proteste pacifiche.
Il 25 gennaio, un raduno dell’Alleanza Tonse (comprendente vari partiti politici) è stato dichiarato illegale dalla polizia con la motivazione che l’organizzazione non aveva adempiuto all’obbligo di notifica formale richiesto dalla legge sull’ordine pubblico.
Il 16 maggio, il partito socialista ha tenuto una protesta nella capitale, Lusaka, chiedendo l’arresto delle persone responsabili del furto di farmaci salvavita donati dalle agenzie di aiuti internazionali. Stanley Maba’sa, leader giovanile del partito, ha affermato che in seguito alla protesta era stato minacciato, intimidito e messo sotto sorveglianza.
L’11 luglio, l’ordine degli avvocati dello Zambia ha depositato un ricorso presso l’Alta corte dello Zambia, contestando determinate disposizioni contenute nella legge sulla cybersicurezza n. 3 del 2025 e la legge sui reati informatici n. 4 del 2025, sostenendo che erano contrarie ai diritti e alle libertà tutelate dalla costituzione.
Giornalisti
Il 7 marzo, il giornalista dell’emittente Wave Fm Hope Chooma è stato aggredito da sostenitori del partito di governo, mentre copriva un evento nella città di Mazabuka. La polizia ha arrestato quattro sospetti perpetratori. Tuttavia, il 23 marzo, Hope Chooma è stato a sua volta arrestato e trattenuto per una notte con l’accusa di “aggressione che provoca lesioni personali”, dopo che uno dei sospettati aveva sporto una controdenuncia.
Il 25 agosto, il giornalista Thandizo Banda del quotidiano The Mast è stato arrestato e trattenuto per tre ore presso la stazione di polizia di Chowa, nella città di Kabwe. È stato arrestato per avere scattato una fotografia di un veicolo che trasportava la presidente della commissione elettorale, che si recava a visitare sua figlia trattenuta in custodia di polizia per accuse di omicidio. Thandizo Banda è stato rilasciato dopo avere pagato una multa per “ammissione di colpa”.
Sebbene la Banca mondiale avesse previsto che l’economia dello Zambia sarebbe cresciuta del 5,8 per cento dopo la siccità del 2024, permanevano preoccupazioni per l’alto costo della vita, aggravato tra l’altro dalle ricorrenti interruzioni dell’energia elettrica e dagli aumenti del prezzo del carburante.
A maggio, il Centro gesuita per le riflessioni teologiche ha riportato che il paniere alimentare di base (uno strumento per valutare il costo mensile dei bisogni primari e nutrizionali) era di 11.272 kwacha zambiani (circa 497 dollari Usa), con un aumento di quasi il 20 per cento rispetto al 2024. Dato che il reddito mensile medio nello Zambia era di 5.369 kwacha zambiani (circa 233 dollari Usa), la maggior parte delle famiglie non poteva permettersi le necessità di base.
Diritto alla salute
Al settore sanitario era stato destinato per il 2025 il 10,7 per cento del bilancio nazionale, rispetto all’11,8 per cento del 2024. Tale impegno di spesa non raggiungeva il 15 per cento raccomandato nella Dichiarazione di Abuja.
A febbraio, a seguito dei tagli agli aiuti internazionali dell’amministrazione Usa, il Programma congiunto delle Nazioni Unite per l’Hiv/Aids ha riportato la chiusura di 32 centri di accoglienza in sette delle 10 province dello Zambia. I centri fornivano servizi di assistenza per l’Hiv a più di 20.000 persone appartenenti ai principali gruppi a rischio che convivono con il virus e in trattamento con terapie antiretrovirali. Secondo la direzione dell’Unaids nel paese, i programmi Dreams sostenuti dal governo statunitense che supportavano questi gruppi in 22 distretti, sono stati chiusi. Altri 16 centri che fornivano un servizio di circoncisione maschile volontaria hanno cessato di operare.
A settembre, 176 residenti della città di Chambishi, nella provincia del Copperbelt, hanno citato in giudizio la compagnia mineraria zambiana Sino-Metals Leach Ltd, dopo il crollo della sua diga di materiali di scarto avvenuto a febbraio, con l’accusa che questa abbia causato il rilascio di rifiuti tossici nei fiumi Mwambashi e Kafue. L’azienda madre cinese ha dichiarato che l’accusa era “chiaramente infondata”. Secondo la causa legale, erano state colpite circa 300.000 famiglie che traevano sostentamento dalla pesca, mentre il governo aveva identificato appena 449 nuclei familiari danneggiati. Persone residenti hanno riportato di aver sofferto di problemi respiratori, dolori di stomaco, diarrea, eruzioni cutanee e irritazione agli occhi.
Persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate
Le persone lgbti hanno dovuto affrontare forme di stigmatizzazione, discriminazione e intolleranza, in particolare da parte delle autorità statali e dei leader religiosi, che contribuivano a generare un senso di esclusione e un clima di paura.
A luglio, la Corte costituzionale ha respinto il ricorso presentato dall’Unione per le libertà civili dello Zambia che chiedeva di dichiarare incostituzionali le sezioni 155 (a)(c) del codice penale per motivi di discriminazione basata sul sesso. La Corte ha ritenuto di non avere giurisdizione per esaminare o giudicare una presunta violazione della costituzione e che le persone ricorrenti dovevano rivolgersi all’Alta corte per questioni che rientravano nella carta fondamentale dei diritti.
Persone con albinismo
Le persone con albinismo hanno continuato a subire discriminazioni e attacchi violenti perpetrati sotto la spinta di pericolose superstizioni e pregiudizi.
A marzo, un rapporto di diverse organizzazioni zambiane ha evidenziato le barriere con cui dovevano confrontarsi le persone con albinismo nell’accedere alla giustizia per aggressioni fisiche e per violazioni dei loro diritti economici sociali e culturali. Gli ostacoli comprendevano una legislazione inadeguata che non garantiva l’accertamento delle responsabilità per questi attacchi. Mancavano disposizioni legislative specifiche per perseguire penalmente chiunque fosse trovato in possesso di parti corporee appartenenti a persone con albinismo. Anche quando le vittime si affidavano alle leggi vigenti per far valere i loro diritti, le procedure d’indagine e i procedimenti penali erano poco trasparenti e inefficaci. Le diffuse percezioni negative delle persone con albinismo rappresentavano un ulteriore ostacolo in termini di giustizia e uguaglianza.
Ad aprile, esponenti della società civile, genitori, persone nel campo dell’arte e della musica hanno tenuto una protesta contro l’aumento delle aggressioni sessuali su minori. Secondo l’unità di statistica nazionale sui crimini National, nel primo trimestre dell’anno sono stati segnalati 10.170 casi di violenza di genere. Questi comprendevano 685 casi di stupro di minori, di cui soltanto 224 erano arrivati in tribunale.
A luglio, un sondaggio di Afrobarometer ha rilevato che, sebbene il 70 per cento della popolazione zambiana sostenesse l’uguaglianza di genere, soltanto il 39 per cento delle donne aveva accesso all’istruzione secondaria, rispetto al 49 per cento degli uomini. Il divario è stato attribuito all’elevato numero di studentesse che abbandonano la scuola a causa di matrimoni precoci e di gravidanze derivanti da violenza di genere. Soltanto il 15 per cento dei componenti del parlamento erano donne.