La violenza ha condizionato la vita delle persone, limitando il loro accesso al cibo, alla salute e all’istruzione. Le autorità non sono riuscite a garantire la sicurezza della popolazione, in un contesto di diffusa impunità. Il tema della sicurezza nel paese ha suscitato preoccupazione e dibattito nella comunità internazionale. Minorenni hanno subìto violazioni dei diritti umani, compresi casi di violenza sessuale e stupro. La capacità delle autorità di garantire servizi di assistenza all’infanzia e di reintegro sociale è rimasta fortemente ridotta.
Haiti ha vissuto un aumento della violenza, instabilità politica e molteplici crisi, riguardanti in particolare i diritti umani.
Ad agosto, Laurent Saint-Cyr ha assunto la carica di presidente del consiglio presidenziale di transizione, il quarto presidente in 15 mesi. Il consiglio aveva la responsabilità di governo e di organizzazione delle elezioni.
Centinaia di migliaia di persone haitiane hanno abbandonato il paese in cerca di sicurezza, ma hanno generalmente subìto un trattamento razzista in vari paesi e sono state private della protezione che dovrebbe essere garantita dal diritto internazionale.
La violenza ha ostacolato l’esercizio e la garanzia del diritto alla vita, all’integrità fisica, al cibo, all’assistenza sanitaria, all’acqua pulita, all’alloggio e all’istruzione.
Ad aprile, persone attiviste e organizzazioni hanno esortato la Francia ad affrontare il suo passato coloniale nel bicentenario del “debito d’indipendenza”.1
L’improvvisa sospensione agli inizi dell’anno degli aiuti esteri degli Usa, il principale donatore individuale del paese, ha costretto alla chiusura molti servizi medici essenziali, compresa l’assistenza per le vittime di violenza sessuale.2
A settembre, il capo dell’Ocha ha espresso preoccupazione per l’allarmante crisi umanitaria, il bisogno urgente di protezione di fronte a un’epidemia di colera e per l’aumento dei tassi di malnutrizione. Metà della popolazione haitiana versava in una situazione d’insicurezza alimentare con i livelli di sfollamento forzato che avevano raggiunto una portata senza precedenti.
A dicembre, l’Ocha ha rilevato che circa 1,4 milioni di persone (tra cui più di 741.000 minori) erano state sfollate internamente, molte anche due o tre volte.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, il piano per la risposta umanitaria ad Haiti ha ricevuto soltanto il 24,2 per cento dei fondi necessari per il 2025, una percentuale molto inferiore ad altri piani di risposta nel resto del mondo.
Le bande criminali hanno ampliato la loro influenza e i gruppi di autodifesa hanno assunto ruoli di vigilantes. L’Ufficio integrato delle Nazioni Unite di Haiti ha riportato che a novembre erano state uccise oltre 8.100 persone.
A settembre, un massacro nella comunità di Labodri, a 40 chilometri a nord di Port-au-Prince, ha evidenziato l’assoluta incapacità delle autorità di proteggere la popolazione.
Il funzionamento del sistema giudiziario è stato fortemente compromesso e ha prevalso l’impunità per gli abusi e le violazioni dei diritti umani. Molte vittime non denunciavano i crimini per paura di rappresaglie o a causa dell’assenza della polizia nelle aree controllate dalle bande criminali, libere di agire sul territorio come autorità de facto.
A febbraio, il segretario generale delle Nazioni Unite ha presentato una proposta che comprendeva il rafforzamento della Missione multinazionale di supporto alla sicurezza (Multinational Security Support – Mss), il cui schieramento era afflitto da gravi carenze in termini di risorse umane e logistiche, con le Nazioni Unite che assumevano una maggiore responsabilità per la logistica e il finanziamento. Ad agosto, il segretario generale dell’Organizzazione degli stati americani (Organization of American States – Oas) ha inoltre presentato una roadmap che proponeva un meccanismo di coordinamento sotto la guida dell’Oas, con l’incarico di coordinare le iniziative promosse dalle Nazioni Unite, il settore degli aiuti umanitari, i paesi donatori e altri attori rilevanti, al fine di portare pace e sicurezza ad Haiti.
A settembre, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per il trasferimento della missione Mss alla Forza di soppressione delle bande criminali. La risoluzione, che integrava proposte delle Nazioni Unite e dell’Oas, ha generato preoccupazioni tra le organizzazioni per i diritti umani a causa della mancanza di chiarezza riguardo alle operazioni che avrebbero dovuto essere svolte, alla sostenibilità finanziaria e alla conformità con le tutele dei diritti umani.
Minori hanno subìto varie violazioni dei diritti umani, tra cui reclutamento da parte delle bande criminali, stupro e altre forme di violenza sessuale, rapimenti, uccisioni e ferimenti. Queste violazioni hanno colpito in modo sproporzionato minori con disabilità.
Il sistema di giustizia minorile era caratterizzato da gravi carenze, oltre che da condizioni di sovraffollamento registrate in strutture come il Centro per la rieducazione dei minori in conflitto con la legge, che ospitava anche persone adulte.
La capacità dello stato di fornire servizi sanitari, sostegno per il reintegro di minori reclutati dalle bande criminali e adeguata protezione e giustizia è rimasta estremamente debole, con l’effetto di esporli a continue violazioni dei diritti umani.
Note:
1 Haiti: Activists and organizations from Haiti and its diaspora urge France to address its colonial past in Haiti on the bicentenary of the “independence debt”, 16 aprile.
2 USA: Lives at Risk: Chaotic and Abrupt Cuts to Foreign Aid Put Millions of Lives at Risk, 29 maggio.