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REGNO DI CAMBOGIA

Le violazioni dei diritti umani sono proseguite senza sosta. Schiavitù, lavoro forzato, tratta di esseri umani e tortura hanno prosperato nelle centrali di truffe online in tutto il paese, con la piena consapevolezza delle autorità, che hanno omesso di chiuderne molte. La repressione della libertà d’espressione è perdurata, come dimostrato dal presunto assassinio all’estero di un personaggio critico verso le politiche governative. Persone impegnate nel giornalismo, leader della società civile e voci critiche del governo hanno continuato a far fronte ad accuse penali infondate e politicamente motivate. Migliaia di famiglie che vivevano nel sito di Angkor, patrimonio mondiale dell’Unesco, hanno subìto continue minacce di sgombero forzato, mentre le persone già sgomberate si sono viste negare qualunque forma di riparazione e sono state lasciate in alloggi inadeguati, in difficoltà per i debiti e la disoccupazione.

 

CONTESTO

Il Partito popolare cambogiano ha continuato a governare la Cambogia, che è rimasta uno stato con un unico partito sostenuto dall’esercito e con uno stretto controllo sulla magistratura. Un conflitto militare scatenatosi tra Cambogia e Thailandia lungo il confine tra i due stati ha causato la morte di civili da entrambe le parti.

 

LAVORO FORZATO E TORTURA E MALTRATTAMENTO

Schiavitù, tratta di esseri umani, lavoro forzato, lavoro minorile, privazione della libertà, tortura e maltrattamenti sono stati registrati in oltre 50 centrali di truffa o gioco d’azzardo online in tutto il paese.1 In questi siti, le vittime della tratta di esseri umani, anche minori, sono state sottoposte a minacce di violenza e tortura, costrette a lavorare e confinate all’interno dei complessi.

Venivano portate persone provenienti da tutto il mondo, costrette a varcare i confini in barca e ad attraversare fiumi e giungle, in modo che trafficanti potessero venderle nelle centrali, dove sono poi state confinate e sfruttate. Tortura e maltrattamenti sono stati utilizzati per disciplinare e controllare le persone all’interno dei complessi. Diverse centrali utilizzavano “stanze buie” per punire coloro che avevano contattato le autorità o non avevano raggiunto gli obiettivi lavorativi. Le vittime hanno anche subìto la privazione illegale della libertà, imprigionate in edifici sorvegliati progettati per impedirne la fuga, con contatti limitati con il mondo esterno. Molte vittime sono state comprate, vendute e ridotte in schiavitù mentre si trovavano all’interno delle centrali.

A luglio, il primo ministro ha lanciato una repressione a livello nazionale contro le centrali di truffa, a quanto sembra liberando oltre 3.000 vittime durante diversi raid in tutto il paese. Tuttavia, questi tentativi di fermare le truffe online sono apparsi di facciata, considerato che meno del 20 per cento delle centrali fraudolente identificate è stato oggetto di indagini e in alcuni casi vittime rimaste intrappolate non sono state rilasciate. Gli sforzi per identificare o assistere adeguatamente le vittime della tratta e per indagare o perseguire i responsabili delle violazioni dei diritti umani sono sembrati minimi.

I drastici tagli ai finanziamenti dell’Usaid hanno annientato il settore della lotta al traffico di esseri umani, lasciandolo senza risorse durante la peggiore crisi del paese a tutt’oggi.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E RIUNIONE

Società civile

Ad aprile, la Corte suprema ha negato la libertà su cauzione a cinque attivisti e attiviste di Madre natura Cambogia arrestati nel 2024, insieme ad altre partecipanti all’associazione, a quanto pare per aver difeso i diritti ambientali. Le persone attiviste incarcerate hanno ricevuto lunghe pene detentive e sono state trasferite in diverse prigioni, un ulteriore atto di crudeltà volto a separarli l’uno dall’altro e dalle loro famiglie.

A settembre sono iniziati i processi collettivi per 37 persone arrestate arbitrariamente e trattenute in custodia cautelare per aver protestato contro l’istituzione di una zona di sviluppo regionale, più di un anno prima. La zona di sviluppo è stata successivamente abbandonata a causa della pressione delle proteste, ma le persone sono rimaste in detenzione.

Ad agosto, il tribunale provinciale di Kandal ha incriminato Chheng Sreyrath, una nota venditrice online, per “incitamento alla discriminazione” e “demoralizzazione dell’esercito”. A ottobre, una guida turistica della città di Siem Reap è stata accusata di cospirazione per commettere tradimento rovesciando il governo, perché aveva pubblicato un video della rivoluzione in Nepal.

Giornalisti

Giornalisti e giornaliste hanno continuato a subire il peso dell’incessante attacco del governo alla libertà d’espressione. A gennaio, due giornalisti di organi di stampa filogovernativi sono stati arrestati dopo aver tentato di denunciare una centrale di truffe online (questa tendenza proseguiva dal 2024, quando il giornalista pluripremiato Mech Dara, noto per le sue inchieste sulle centrali di truffe, era stato arrestato come rappresaglia per aver smascherato il settore).

Il governo ha monitorato attentamente la copertura mediatica del conflitto alla frontiera tra Cambogia e Thailandia e ha arrestato un giornalista per aver trasmesso in diretta streaming dal confine. Ad agosto, il governo ha revocato la licenza di trasmissione al quotidiano Sara NCC Daily, apparentemente per “false informazioni che minacciavano la sicurezza nazionale”.

Politici

A gennaio, Lim Kimya, ex politico dell’opposizione e critico del governo, è stato assassinato a Bangkok, in quello che si ritiene essere un omicidio politico ordinato dalla Cambogia.2 L’uccisione in Thailandia di un politico cambogiano ha allarmato le voci critiche del governo residenti in quel paese. A ottobre, un tribunale thailandese ha dichiarato Ekkalak Paenoi colpevole dell’omicidio di Lim Kimya. I suoi presunti complici, identificati nei video come cittadini della Cambogia con legami con funzionari cambogiani, sono rimasti latitanti.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

A luglio, il governo ha pubblicato il suo Ndc aggiornato, fissando un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra condizionato a livello economico, al 55 per cento entro il 2035.

I progetti su larga scala di riduzione delle emissioni di gas serra nelle foreste sono stati portati avanti senza un autentico consenso libero, preventivo e informato. Le popolazioni native hanno dovuto affrontare sgomberi forzati, distruzione dei raccolti e criminalizzazione dei mezzi di sussistenza tradizionali, perché i progetti li escludevano dalle loro terre ancestrali.

Le autorità hanno incoraggiato le aziende a effettuare dragaggi di sabbia lungo il fiume Mekong. Tali pratiche hanno minacciato gli ecosistemi abbassando rapidamente i letti dei fiumi, destabilizzando le sponde e intensificando l’invadenza della salinità e il degrado di spazi vitali per la pesca e l’agricoltura.

 

PRIVAZIONE ARBITRARIA DELLA CITTADINANZA

Ad agosto, un emendamento alla costituzione ha consentito la revoca della cittadinanza alle persone condannate per tradimento o collusione con potenze straniere. Le misure hanno rappresentato il tentativo d’intimidire e mettere a tacere le voci critiche dopo gli arresti di massa e il presunto assassinio di Lim Kimya a gennaio, facendo emergere preoccupazioni per ulteriori violazioni del diritto internazionale dei diritti umani.3

Le persone di etnia vietnamita residenti in Cambogia hanno continuato a correre il rischio di diventare apolidi. Le autorità hanno proseguito con la pratica di ritirare o rifiutare il rilascio di documenti d’identità, residenza e naturalizzazione, lasciando le persone senza i mezzi per dimostrare la propria nazionalità cambogiana. In molti casi, la situazione di queste persone è stata simile all’apolidia. Il ritiro dei documenti di cittadinanza o d’identità è sembrato far parte di una politica arbitraria e spesso motivata da questioni etniche.

 

DIRITTO ALL’ALLOGGIO

Gli sgomberi forzati dal complesso del tempio di Angkor sono rimasti sospesi dal 2023, a causa delle pressioni della società civile. Molte famiglie che erano state sgomberate con la forza dal sito hanno continuato a indebitarsi e a non avere accesso a un alloggio adeguato o a qualsiasi forma di assistenza o risarcimento. A seguito di una missione di monitoraggio nei siti di ricollocazione di Angkor, il Centro per il patrimonio mondiale dell’Unesco ha scoperto che gli sgomberi condotti dal governo, che Amnesty International aveva ritenuto illegali ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, erano conformi alla legge locale.

Migliaia di famiglie in tutto il paese sono rimaste indebitate con istituti aggressivi di microfinanza che le hanno costrette alla povertà, all’insicurezza alimentare e al lavoro minorile, avendo dovuto vendere case e terreni.

 

ATTACCHI INDISCRIMINATI

A marzo, sono scoppiati scontri al confine tra Cambogia e Thailandia, in un’escalation della disputa territoriale che andava avanti da lungo tempo. Prove hanno suggerito che sia la Cambogia sia la Thailandia potrebbero aver effettuato attacchi indiscriminati che hanno danneggiato le infrastrutture civili.4
A dicembre, oltre 40 persone erano state uccise, vittime civili e danni a obiettivi civili da entrambe le parti, tra cui un centro sanitario, una pagoda e abitazioni civili in Cambogia. Le autorità thailandesi hanno preso di mira le centrali di truffa, mettendo a rischio le vittime di traffico di esseri umani.

Il 27 dicembre è stato raggiunto l’accordo per un secondo cessate il fuoco. Migliaia di famiglie cambogiane non sono tornate o è stato loro impossibile tornare alle loro case, in alcune circostanze per via della presenza dell’esercito thailandese. Ulteriori preoccupazioni umanitarie sono sorte poiché decine di migranti di ritorno in Cambogia dalla Thailandia e migliaia di persone cambogiane rimaste sfollate internamente senza accesso a riparo adeguato, cibo e acqua.

 

DIRITTI DELLE DONNE

La rappresentanza femminile è diminuita dopo le elezioni del 2023, scendendo al 13 per cento in parlamento, nonostante le donne costituissero il 42 per cento del personale della pubblica amministrazione. Le donne sono rimaste a rischio di violenza di genere e discriminazione sul lavoro.

 

Note:
1 Cambodia: “I Was Someone Else’s Property”: Slavery, Human Trafficking and Torture in Cambodia’s Scamming Compounds, 26 giugno.
2 Cambodia/Thailand: Alarming killing of politician amid crackdown on Cambodian opposition, 8 gennaio.
3 Cambodia: Revocation of citizenship would be heinous violation of international law, 11 luglio.
4 Cambodia/Thailand: “Both sides must prevent further risk to civilians from renewed hostilities”, 8 dicembre.

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