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MONGOLIA

Sono continuate le violazioni dei diritti delle persone interessate da progetti di riqualificazione urbana. Il codice penale è stato utilizzato per limitare la libertà d’espressione di persone impegnate nella difesa dei diritti umani, nel giornalismo e organi di stampa. Le consultazioni per il coinvolgimento della comunità per progetti minerari sono state inadeguate.

 

CONTESTO

Due cambi di governo hanno messo in evidenza le preoccupazioni dell’opinione pubblica per la corruzione e l’integrità del governo. Funzionari governativi di alto rango hanno ripetutamente rilasciato dichiarazioni pubbliche che hanno compromesso significativamente l’indipendenza e l’imparzialità della magistratura.

 

DIRITTO ALL’ALLOGGIO

Le persone interessate dai progetti di sviluppo nella capitale Ulaanbaatar non hanno avuto tempo e informazioni sufficienti per avviare le negoziazioni. Sono state costrette ad accettare valutazioni che hanno sminuito il valore dei loro terreni e proprietà, compromettendone il sostentamento. Le imprese a carattere familiare sono state sottovalutate o non valutate affatto e non sono state fornite relazioni di stime immobiliari. Il parlamento non è riuscito a istituire meccanismi efficaci o a fornire adeguate garanzie legali affinché i gruppi interessati potessero presentare reclami e ottenere rimedi in merito.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Le consultazioni per il coinvolgimento della comunità nei progetti minerari sono state spesso superficiali, poco tempestive o inaccessibili, nonostante i requisiti di legge previsti per le valutazioni di impatto ambientale.1 Molte persone nel settore della pastorizia non erano a conoscenza di tali valutazioni o sono state trascurate a livello locale dalle autorità statali. Le attività minerarie e le relative infrastrutture hanno ridotto e degradato i pascoli, frammentando le rotte di transumanza e le aree di pascolo, e minacciando la sostenibilità dei mezzi di sussistenza nomadi dei pastori.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Le autorità non sono state in grado di proteggere le persone che esercitavano il proprio diritto di riunione pacifica da aggressioni da parte di terzi. Il 12 gennaio, durante una manifestazione in piazza Sukhbaatar a Ulaanbaatar, la polizia non è intervenuta quando un gruppo di individui ha aggredito fisicamente una manifestante.2

A maggio, sui social media sono apparse notizie sullo stile di vita lussuoso del figlio del primo ministro L. Oyun-Erdene suscitando l’indignazione pubblica. Ciò ha innescato una protesta pacifica, guidata da giovani e durata 21 giorni, che chiedeva le dimissioni del primo ministro e che alla fine ha portato alla destituzione dell’intero governo.

A fine anno era ancora in sospeso un disegno di legge sulla libertà di riunione e di manifestazione, presentato al parlamento il 23 gennaio.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E ASSOCIAZIONE

Il codice penale è stato utilizzato per imporre divieti alla diffusione di informazioni, limitando la libertà d’espressione per difensori dei diritti umani, giornalisti e organi di stampa. La Corte costituzionale, dopo essere stata chiamata a valutare la legittimità di basare tali restrizioni su termini vaghi come “falso” o “fuorviante”, il 25 novembre ha stabilito che l’art. 13.14 del codice penale era incostituzionale.

 

DIRITTO A UN PROCESSO EQUO

Il 17 marzo, la polizia ha fatto irruzione nell’ufficio dell’agenzia di stampa Noorog Creative Studio, sequestrando attrezzature e telefoni. Il personale di Noorog è stato arrestato con l’accusa di aver violato l’art. 19.9.1 del codice penale, che punisce gli atti che “turbano l’unità nazionale”, e sottoposto a interrogatorio notturno. Questa circostanza ha destato preoccupazioni in merito al diritto a un equo processo.3

 

VIOLENZA DI GENERE

Il decreto n. 48, emanato il 30 luglio, ha istituito il comitato nazionale contro la violenza. Il governo ha sottolineato che si trattava di un’iniziativa volta a contrastare la violenza domestica, ma non ha chiarito come avrebbe affrontato la violenza di genere in senso più ampio, inclusa la violenza di genere facilitata dalla tecnologia. Le raccomandazioni per il rafforzamento della legislazione correlata non sono state attuate.

 

Note:
1 Mongolia: Suggested Recommendations to Mongolia for its Review during the 50th Session of the UPR Working Group, November 2025, 25 agosto.
2 Mongolia: We must protect people who are exercising their right to listen, 14 gennaio (solo in mongolo).
3 Mongolia: Targeting one to scare thousands, undermining the right to a fair trial, 24 marzo.

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