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REPUBBLICA DI CIPRO

Sono state espresse gravi preoccupazioni in merito alle indagini sulla sparatoria della polizia che è costata la vita a un uomo razzializzato. È stato adottato un controverso disegno di legge per regolamentare le proteste. Un programma di rimpatrio volontario per i siriani ha sollevato preoccupazioni per i diritti dei minori. Sono continuate le segnalazioni di respingimenti sommari illegali in mare. Cipro non è riuscita a indagare efficacemente in due casi riguardanti denunce di stupro.

 

DIRITTO ALLA VITA

A gennaio, la polizia cipriota ha ucciso a colpi d’arma da fuoco Shoaib Khan, un migrante
pakistano di 24 anni, nella zona cuscinetto delle Nazioni Unite. A maggio, la società civile ha
espresso gravi preoccupazioni sulla gestione del caso da parte delle autorità, tra cui la valutazione
iniziale di morte per cause naturali e la mancata conduzione di un’indagine indipendente
sulla responsabilità della polizia. A ottobre è stata avviata un’inchiesta ufficiale sull’episodio.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE, ASSOCIAZIONE E RIUNIONE

A gennaio, in seguito a una protesta pacifica per la sparatoria letale di Shoaib Khan, sei manifestanti sono stati incriminati, anche per “oltraggio” per gli slogan contro la polizia uditi durante la manifestazione.

A settembre, l’Osce ha evidenziato l’incompatibilità con il diritto internazionale dei diritti umani di diverse disposizioni legislative introdotte a luglio per regolamentare le proteste.

A gennaio, alcune Ong hanno chiesto l’archiviazione delle accuse penali contro Doros Polykarpou, ex direttore esecutivo della Ong antirazzista Kisa, poiché parevano essere infondate e collegate al suo impegno per i diritti umani.

A ottobre, la Corte costituzionale suprema ha annullato una decisione del 2020 di rimuovere Kisa dal registro delle associazioni. A fine anno, la decisione della corte non era ancora stata implementata.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

Un programma di rimpatrio volontario per persone siriane, lanciato a giugno, ha offerto alle famiglie incentivi economici per tornare volontariamente in Siria, consentendo al contempo a un membro della famiglia di rimanere a Cipro con un visto di lavoro temporaneo. L’Ong Consiglio per i rifugiati di Cipro ha espresso preoccupazione per il fatto che il programma non tenesse conto del superiore interesse del minore, in quanto non consultava adeguatamente i minori, e che incoraggiasse le famiglie in difficoltà a Cipro a essere rimpatriate in Siria in condizioni inadeguate.

Sono continuate le segnalazioni di respingimenti sommari illegali in mare. Questi casi riguardavano persone siriane rimpatriate forzatamente in Siria, dove sarebbero state a rischio di gravi violazioni dei diritti umani.

A luglio, un gruppo di persone bloccate nella zona cuscinetto delle Nazioni Unite per mesi, nel 2024, ha presentato un ricorso contro Cipro alla Corte europea dei diritti umani, denunciando respingimenti e altre violazioni.

 

IMPUNITÀ

A febbraio, la Corte suprema ha confermato la conclusione di un’inchiesta secondo cui la recluta dell’esercito Athanasios Nicolaou era stato assassinato nel 2005.

 

DIRITTI DELLE DONNE

A febbraio e luglio, la Corte europea dei diritti umani ha emesso delle sentenze secondo le quali Cipro non aveva indagato efficacemente su due casi riguardanti accuse di stupro. Nella sua sentenza di luglio, la Corte ha anche stabilito che la richiedente era stata esposta a vittimizzazione secondaria che costituiva discriminazione di genere.

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