Le autorità non sono riuscite ad affrontare il razzismo sistemico, mentre sono aumentati gli episodi antisemiti e islamofobi. I progressi verso le riparazioni per Haiti in riferimento al periodo coloniale sono stati incompleti. Sono continuate le limitazioni sproporzionate alle proteste pacifiche e l’uso eccessivo della forza da parte della polizia. Le persone che esprimevano solidarietà al popolo palestinese hanno subìto restrizioni sproporzionate. La mancanza di trasparenza ha avvolto i trasferimenti di armi. L’uso ampliato della videosorveglianza basata sull’intelligenza artificiale ha sollevato gravi preoccupazioni. Le politiche migratorie hanno perpetuato lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori stranieri razzializzati. La definizione legale di stupro è stata modificata in linea con gli standard internazionali. L’azione climatica è stata inadeguata per raggiungere gli obiettivi del 2030.
L’anno è stato dominato dalla turbolenza politica e le ricadute continue dello scioglimento dell’assemblea nazionale del 2024 hanno contribuito a diversi cambi di governo.
Si è registrata una crescente diffusione di dichiarazioni contro i diritti che hanno messo apertamente in discussione lo stato di diritto.
L’aumento dei discorsi d’odio razzisti, anche da parte di leader politici, e dei crimini di matrice razzista, inclusi episodi antisemiti e islamofobi, ha destato serie preoccupazioni. Nel frattempo, il governo ha continuato a rifiutarsi di affrontare il razzismo sistemico, a non raccogliere dati affidabili e a persistere nella discriminazione contro donne e ragazze musulmane che indossano il velo.
Dopo i Giochi olimpici e paralimpici di Parigi del 2024, durante i quali alle atlete francesi è stato vietato indossare l’hijab sportivo, le autorità hanno intensificato misure e retorica islamofobe legate al genere. A febbraio, il ministero dello Sport ha pubblicato una guida su “laicità e religione nel campo dello sport”, finendo per legittimare limitazioni sproporzionate e discriminatorie alla libertà di pensiero, coscienza, religione ed espressione.
Il 18 febbraio, il senato ha approvato un disegno di legge che vietava l’uso di simboli religiosi nelle competizioni sportive e nelle piscine. Il 5 marzo, una missione d’inchiesta dell’assemblea nazionale sulle “derive comunitariste e islamiste nello sport” ha pubblicato un rapporto che chiedeva l’adozione del divieto. L’assemblea nazionale non ha ancora discusso il disegno di legge.
A maggio, il senato ha respinto un disegno di legge volto a contrastare i controlli d’identità discriminatori da parte della polizia.
Il mese di aprile ha segnato il 200º anniversario dell’obbligo imposto dalla Francia ad Haiti di versarle un risarcimento per la perdita dei profitti coloniali derivanti dal lavoro schiavizzato.
Ad aprile, il presidente Macron ha annunciato la creazione di una commissione congiunta franco-haitiana incaricata di esaminare il “passato condiviso” dei due paesi e di formulare “raccomandazioni a entrambi i governi affinché si possano trarre lezioni e costruire un futuro più pacifico”. Pur rappresentando un passo positivo verso la riparazione per la schiavitù e il colonialismo, la dichiarazione non ha messo le comunità colpite al centro del processo né ha riconosciuto il dovere della Francia di fornire riparazioni, ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani. Dopo richieste di riparazioni a lungo rimandate, a giugno, l’assemblea nazionale ha adottato una risoluzione volta al riconoscimento, al rimborso e alla riparazione da parte della Francia del “doppio debito” di Haiti.
Il 29 luglio, la Francia ha emesso un nuovo mandato di arresto contro l’ex presidente siriano Bashar al-Assad per gli attacchi con armi chimiche del 2013. Il nuovo mandato ha fatto seguito all’annullamento, a luglio, di quello precedente, che la più alta corte francese aveva dichiarato non valido poiché al momento dell’emissione egli godeva dell’immunità personale in quanto presidente.
Le persone che hanno espresso solidarietà al popolo palestinese hanno subìto restrizioni eccessive e sproporzionate. Le autorità hanno imposto divieti preventivi e generalizzati a numerose manifestazioni in diverse città. A Parigi, una manifestazione è stata deviata dopo un divieto parziale imposto dal prefetto di polizia.
Tre studenti dell’università Sciences Po sono stati espulsi e 10 hanno avuto una sospensione, dopo aver protestato contro il genocidio israeliano della popolazione palestinese ed espresso preoccupazioni per le partnership dell’università con centri accademici israeliani. Conferenze sulla Palestina sono state annullate in diverse università, tra cui quelle di Strasburgo e Parigi.
A marzo, il prefetto di Parigi ha vietato una marcia femminista organizzata dal collettivo Insurrection Trans per presunti rischi per l’ordine pubblico, ma il divieto è stato revocato a seguito di un ricorso giudiziario urgente.
Anche altri gruppi sono stati presi di mira. A luglio, il prefetto del Tarn ha vietato preventivamente i raduni organizzati dai gruppi che si oppongono alla costruzione dell’autostrada A69. Persone impegnate nell’attivismo ambientalista sono state sottoposte a procedimenti penali. A settembre, due attiviste sono state condannate alla reclusione (una con sospensione condizionale) per aver spruzzato vernice sul palazzo del primo ministro nell’ambito di una campagna che chiedeva misure per l’efficientamento energetico degli edifici (una delle sanzioni più severe mai imposte in Francia per un atto di disobbedienza civile).
Le autorità hanno annunciato lo scioglimento del collettivo Urgence Palestine. Entro la fine dell’anno lo scioglimento non è stato attuato, ma i conti bancari del principale leader del gruppo, Omar Alsoumi, sono stati congelati.
Il 10 settembre, il ministero dell’Interno ha emanato una guida operativa sulla violenza urbana con l’obiettivo dichiarato di distinguere la gestione della “violenza urbana” da quella delle manifestazioni.
A settembre, una commissione parlamentare d’inchiesta ha pubblicato il suo rapporto sugli effetti psicologici di TikTok su infanzia e adolescenza. Il rapporto ha evidenziato le preoccupazioni sul sistema algoritmico di suggerimento dei contenuti della piattaforma e ha raccomandato di vietare i social media a minori di 15 anni, nonostante i timori che tale divieto possa limitare indebitamente i diritti delle persone giovani alla libertà d’espressione e di riunione pacifica online. Anche il presidente e il ministro delegato per l’Intelligenza artificiale e il digitale hanno chiesto l’introduzione di un divieto.
Le forze di sicurezza sono state accusate di aver fatto uso eccessivo della forza durante le manifestazioni del 10 e 18 settembre e di aver impedito ad alcuni media di svolgere il loro lavoro di copertura delle proteste. A maggio, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha espresso preoccupazione per le segnalazioni dell’uso di armi meno letali, tra cui granate stordenti e lanciatori di proiettili, che hanno regolarmente provocato gravi ferite.
Il Comitato ha inoltre espresso particolare preoccupazione per il numero di decessi derivanti dall’uso di armi da fuoco da parte delle forze di sicurezza durante i controlli stradali. Ha evidenziato che l’articolo L.435-1 del codice di sicurezza interna sembra aver ampliato oltre i limiti ragionevoli l’ambito della legittima difesa per gli agenti di polizia, contribuendo a un aumento delle morti causate dalle armi da fuoco della polizia. Ha anche sottolineato che i casi di uso eccessivo della forza hanno colpito in modo sproporzionato chi appartiene a gruppi minoritari, in particolare persone di origine africana o araba, native e migranti.
A giugno è stato incriminato per omicidio l’agente di polizia che nel 2023 sparò e uccise Nahel Merzouk, un ragazzo francese di 17 anni di origine nordafricana.
La mancanza di trasparenza ha continuato ad avvolgere i trasferimenti di armi, mentre il governo non ha rispettato l’obbligo legale di riferire sui trasferimenti dell’anno precedente entro la fine di maggio. La Francia ha seguitato a concedere licenze per l’esportazione di materiale bellico verso Israele, nonostante gli appelli del personale esperto delle Nazioni Unite per la cessazione immediata di tali trasferimenti, che probabilmente violavano il diritto internazionale umanitario. Le autorità hanno dichiarato che la Francia non esportava attrezzature che potessero essere utilizzate nella Striscia di Gaza, nel sud del Libano o nel Territorio Palestinese occupato; tuttavia, la persistente mancanza di trasparenza ha reso tali informazioni difficili da verificare.
Nonostante i mandati di arresto dell’Icc pendenti contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, la Francia ha permesso al suo aereo di sorvolare il proprio territorio in tre occasioni.
A maggio, il governo ha presentato un disegno di legge sui Giochi olimpici invernali del 2030 che consente, fino a dicembre 2027, l’uso di tecnologie di videosorveglianza di massa alimentate dall’intelligenza artificiale. Il disegno di legge ha rinnovato l’utilizzo di tecnologie di sorveglianza già impiegate ai Giochi olimpici del 2024, nonostante i gravi rischi per i diritti umani evidenziati dalla società civile, in particolare nei confronti delle persone razzializzate.
Le politiche migratorie francesi hanno perpetuato un sistema di sfruttamento e danno nei confronti di lavoratrici e lavoratori stranieri razzializzati. Ricerche pubblicate a novembre hanno ribadito precedenti conclusioni secondo cui il sistema migratorio e le norme che regolano il diritto al lavoro e al soggiorno in Francia perpetuavano lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori stranieri razzializzati.1 Il sistema ha violato direttamente i loro diritti umani in molteplici modi e li ha resi vulnerabili a violazioni secondarie e correlate, dovute a ritardi e altri problemi sistemici.
Molti politici hanno continuato a usare una retorica dannosa e xenofoba contro le persone migranti, in particolare quelle razzializzate. Questa retorica ha permeato anche i dibattiti sulle leggi adottate dall’assemblea nazionale, che hanno ridotto i diritti delle persone rifugiate e migranti. Una riforma adottata a luglio ha facilitato la detenzione delle persone migranti condannate per “reati molto gravi” e considerate “ad alto rischio di recidiva”. Altre riforme hanno aumentato gli ostacoli all’ottenimento della cittadinanza francese per minori nati nel territorio di Mayotte.
La Francia e il Regno Unito hanno continuato a stipulare accordi incentrati sulla “deterrenza” e a indebolire i diritti delle persone migranti, senza creare rotte alternative legali e sicure. Oltre 41.000 persone hanno tentato di attraversare la Manica in barca, il secondo numero più alto dal 2022. Entro la fine dell’anno, secondo l’Agence France-Presse, almeno 29 persone sono morte nel tentativo di raggiungere il Regno Unito via mare dalla Francia, una cifra in calo rispetto al 2024, ma superiore al 2023.
A luglio, la Corte nazionale per l’asilo ha stabilito che le persone palestinesi provenienti da Gaza avevano diritto allo status di rifugiato poiché, in caso di rimpatrio, avrebbero corso un rischio reale di persecuzione da parte delle forze armate israeliane, in ragione della loro nazionalità. Tuttavia, ad agosto, la Francia ha temporaneamente sospeso l’accoglienza delle persone palestinesi in fuga dalla Striscia di Gaza occupata.
A ottobre, il parlamento ha approvato una legge che ha modificato la definizione legale di
stupro, includendo il concetto di consenso, in linea con gli standard internazionali.
Secondo dati ufficiali pubblicati a ottobre, 107 donne sono state uccise dai loro partner o ex
partner nel 2024. I dati delle organizzazioni femministe relativi allo stesso periodo indicavano 141
donne uccise. Secondo le organizzazioni femministe, nel 2025 sono state uccise 164 donne.
Il terzo piano nazionale di adattamento, pubblicato dal governo a marzo, è stato criticato dalla società civile e dall’Alto consiglio per il clima per la mancanza di misure concrete a protezione delle popolazioni vulnerabili e per i finanziamenti largamente insufficienti. Ad aprile, 14 vittime di disastri climatici e associazioni hanno citato in giudizio lo stato per non aver protetto le persone dagli impatti del cambiamento climatico.
A luglio, il rapporto annuale dell’Alto consiglio per il clima ha giudicato insufficiente l’azione climatica della Francia nel 2024, affermando che il ritmo di decarbonizzazione avrebbe dovuto raddoppiare per raggiungere l’obiettivo del 2030. Invece di rafforzare l’azione climatica, le autorità hanno proposto o adottato diversi arretramenti nelle politiche climatiche e ambientali, inclusi tagli di bilancio o condizioni all’adozione dell’Ndc dell’Ue, mettendo così a rischio l’Accordo di Parigi.
Note:
1 France: Dysfunctional and discriminatory residence permit system violates racialized migrant workers’ rights, 5 novembre.