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REPUBBLICA DI MALTA

Il monitoraggio indipendente dei luoghi di detenzione, anche quello per prevenire i maltrattamenti si è rivelato inadeguato. Sono pervenute nuove segnalazioni secondo cui Malta non ha risposto alle richieste di soccorso di persone rifugiate e migranti in pericolo in mare. Le persone rifugiate e migranti hanno continuato a essere detenute arbitrariamente. Le condizioni e il trattamento nei centri di detenzione per migrazione sono stati ancora punitivi. L’aborto è rimasto illegale nella maggior parte dei casi. Non sono stati compiuti progressi per la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani.

 

TORTURA E MALTRATTAMENTO

A luglio, il Comitato per la prevenzione della tortura e trattamento o punizione disumana e degradante (Cpt) del Consiglio europeo ha pubblicato il rapporto della visita compiuta a Malta nel 2023. Il Comitato ha ribadito le annose preoccupazioni sulla carenza d’indipendenza e poteri del meccanismo nazionale di prevenzione. Ha inoltre sottolineato la necessità di rivedere il sistema disciplinare carcerario, che permette di confinare le persone recluse in cella per 23 ore al giorno. Il Comitato ha ricevuto diverse denunce di maltrattamenti e ha rilevato che le condizioni nel carcere di Corradino sono rimaste precarie.

Anche un’indagine del difensore civico parlamentare, pubblicata a luglio e incentrata sulla cattiva amministrazione nel sistema carcerario tra il 2018 e il 2021, ha rivelato denunce di trattamento degradante nei confronti di persone detenute.

 

DIRITTI DELLE PERSONE RIFUGIATE E MIGRANTI

A fine anno erano 246 le persone che avevano raggiunto Malta irregolarmente via mare, soccorse dalle autorità. Tuttavia, sono perdurate le segnalazioni secondo cui Malta ha ritardato o non ha risposto in modo completo a situazioni di pericolo in mare. A settembre, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite ha esaminato una denuncia presentata da 41 persone sopravvissute a un naufragio avvenuto ad agosto, che sono rimaste bloccate per giorni su una nave di rifornimento nella zona di ricerca e soccorso maltese. Il Comitato ha ricordato che Malta e l’Italia avevano il dovere di coordinarsi per garantire il soccorso e lo sbarco in un luogo sicuro. A fine anno, la procedura per stabilire le responsabilità dei due stati nell’episodio era ancora in sospeso. A marzo, in un altro episodio che ha coinvolto 32 persone bloccate su una piattaforma per l’estrazione del gas, il Comitato aveva chiesto a Malta di coordinare un’operazione di soccorso e di garantire che le persone fossero sbarcate nel luogo sicuro più vicino.

Malta ha continuato a collaborare con la Libia per intercettare le persone che cercavano di raggiungere l’Europa via mare, nella zona di ricerca e soccorso di sua competenza, e a riportarle in Libia, un paese non sicuro per lo sbarco di persone soccorse in mare.

A maggio, il Comitato delle Nazioni Unite sulle sparizioni forzate ha espresso preoccupazione per le segnalazioni di “mancata assistenza e respingimenti di persone migranti in mare, comprese segnalazioni di ritardi nelle operazioni di ricerca e soccorso”. Ha inoltre rilevato l’assenza di garanzie contro le sparizioni forzate nel memorandum d’intesa del 2020 tra Malta e la Libia per il controllo della migrazione.

È proseguita la pratica di detenere automaticamente le persone arrivate irregolarmente via mare. La detenzione per motivi di salute pubblica non è stata più prorogata, a seguito della condanna della Corte europea dei diritti umani. Tuttavia, le autorità hanno adottato nuove prassi in base alle quali la maggior parte delle persone richiedenti asilo ha continuato a essere automaticamente detenuta per altri motivi. Le procedure di appello disponibili sono rimaste in gran parte inefficaci.

A luglio, riferendosi alla visita del 2023, il Cpt ha rilevato che, nonostante alcuni miglioramenti, il regime generale del sistema di detenzione per migrazione è rimasto “profondamente punitivo”. Le condizioni e il trattamento nei centri di Safi e Hal Far hanno continuato a “minacciare la dignità delle persone detenute”. Sono anche state ricevute alcune denunce di violenze a opera del personale.

È proseguito, dinanzi al tribunale penale nella capitale La Valletta, l’esame del caso di due richiedenti asilo che, insieme a una terza persona, si erano opposti al respingimento illegale in Libia nel 2019, quando due di loro erano ancora minori. Le accuse a loro carico includevano atti di terrorismo e se condannati rischiavano l’ergastolo. Il terzo uomo coinvolto nel caso era in attesa di estradizione a Malta dal Regno Unito.1

A marzo, la Corte costituzionale ha ordinato un nuovo processo in un caso intentato da persone richiedenti asilo che erano state respinte illegalmente in Libia nel 2020, da una nave commerciale sotto contratto e sotto la direzione del governo. La Corte aveva precedentemente archiviato il caso, noto come “respingimento del Lunedì di Pasqua”, per motivi procedurali.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

L’aborto è rimasto illegale nella maggior parte delle circostanze.

 

DIRITTO A VERITÀ, GIUSTIZIA E RIPARAZIONE

A giugno, due uomini sono stati giudicati colpevoli di complicità nell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, avvenuto nel 2017, per aver fornito la bomba che ha fatto esplodere la sua auto. A fine anno non era ancora iniziato il processo a un uomo d’affari accusato di aver commissionato l’omicidio.

Una relazione dell’Ue sullo stato di diritto nel paese ha concluso che non vi sono stati progressi verso la creazione di un’istituzione nazionale per i diritti umani e che i passi avanti sulle misure volte a rafforzare l’indipendenza della magistratura sono stati limitati. Il mondo del giornalismo ha continuato a incontrare difficoltà per accedere a informazioni ufficiali.

 

Note:
1 Malta: El Hiblu case “everything wrong with migration policies in the central Mediterranean”, 22 gennaio.

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