Un disegno di legge avrebbe reso reato l’essere privi di validi documenti di soggiorno. La tutela dall’uso di modelli a rischio di discriminazione nel sistema previdenziale è rimasta inadeguata. Un disegno di legge che intendeva criminalizzare la “glorificazione del terrorismo” ha minacciato la libertà d’espressione. Sono stati resi noti piani per punire la violenza psicologica in situazioni di violenza domestica.
A luglio, un tribunale che opera nei paesi e municipalità caraibici del regno dei Paesi Bassi (Corte congiunta di giustizia di Aruba, Curaçao, Sint Maarten e di Bonaire, Sint Eustatius e Saba) ha dichiarato illegale la pratica di detenere automaticamente le persone rifugiate soltanto perché entrate in modo irregolare.
Due nuove policy introdotte a Curaçao a marzo hanno teso a migliorare i diritti delle persone rifugiate e migranti, anche consentendo alle persone senza documenti di richiedere un permesso di soggiorno per motivi umanitari ed economici. L’impatto pratico di questi miglioramenti non era ancora chiaro a fine anno.
La proposta di legge sulle misure d’emergenza in materia d’asilo, approvata dalla camera dei rappresentanti dei Paesi Bassi a luglio, puntava a ridurre il numero di persone richiedenti asilo nel paese. La legge ha limitato il ricongiungimento familiare per alcuni gruppi di persone rifugiate e ha negato loro la possibilità di ottenere la residenza permanente dopo cinque anni. A dicembre è stata modificata per punire le persone prive di validi documenti di soggiorno. A fine anno non era ancora passata al senato.1
Ad agosto, con una sentenza provvisoria, un tribunale ha disposto una valutazione dell’impatto sui diritti umani del sistema utilizzato dal ministero degli Affari esteri per l’assegnazione dei visti di soggiorno breve. Il tribunale ha fatto riferimento alle preoccupazioni sollevate da Amnesty International in merito alla profilazione etnica automatizzata utilizzata dall’algoritmo del sistema. È rimasta inadeguata la tutela contro l’uso di tali modelli nell’individuazione delle frodi in materia di assistenza sociale, nelle attività di polizia e nella gestione dell’immigrazione.
A giugno, il ministero della Giustizia e della sicurezza ha proposto una legge volta a punire la “glorificazione del terrorismo”. In base a questo disegno di legge, slogan, dichiarazioni o simboli “associati a un gruppo terroristico” sarebbero punibili con la reclusione fino a tre anni, indipendentemente dal contesto. È stato espresso il timore che il disegno di legge potesse criminalizzare la libertà di parola.
A luglio, il ministero della Giustizia e sicurezza ha proposto un disegno di legge per monitorare le piattaforme online pubbliche, una misura che consentirebbe alla polizia di elaborare dati personali, comprese le informazioni sui manifestanti pacifici.
Il parlamento ha approvato mozioni a sostegno della limitazione del diritto a manifestare, tra cui restrizioni in prossimità delle commemorazioni, recupero dei costi derivanti dalla disobbedienza civile, sanzioni per il blocco delle infrastrutture e misure di sorveglianza estese. Il governo ha commissionato revisioni indipendenti di queste e di altre proposte, che hanno stabilito che ulteriori leggi non erano necessarie e che non sarebbero state efficaci.
Ad aprile, il governo ha riconosciuto di aver violato il diritto a manifestare di attivisti e attiviste di Extinction Rebellion, vietando loro di protestare in aree specifiche, e ha offerto loro un risarcimento.
A luglio, il Consiglio di stato ha stabilito che il cosiddetto “trasferimento amministrativo” era stato utilizzato illegalmente per disperdere manifestanti di Extinction Rebellion durante una protesta nel 2020, che erano stati poi trasferiti in autobus in un luogo diverso, dopo aver ignorato un ordine di allontanamento.
A luglio, il segretario di stato per la Tutela legale ha presentato piani per punire la violenza psicologica come reato a sé stante nel contesto della violenza domestica.
I Paesi Bassi hanno mantenuto i loro obiettivi climatici generali ma, secondo il Climate Change Performance Index, l’attuazione è stata problematica e le politiche sul clima sono rimaste stagnanti.
Il quotidiano The Guardian ha svelato prove che i centri di elaborazione dati di Microsoft con sede nei Paesi Bassi erano stati utilizzati dall’esercito israeliano per la sorveglianza e la pianificazione militare contro la popolazione palestinese. A settembre, in seguito a un’indagine, Microsoft ha annunciato l’interruzione dell’accesso ad alcuni servizi del cloud Azure e dell’intelligenza artificiale all’unità 8200 dell’esercito israeliano. Tuttavia, a fine anno non era chiaro se Microsoft avesse fatto un’indagine e concluso tutti i contratti e la fornitura di servizi con le entità israeliane per il coinvolgimento in potenziali violazioni contro la popolazione palestinese.2
Note:
1 Netherlands: Criminalization of people without valid papers is inhuman and impracticable, 5 agosto (solo in olandese).
2 Israel/Opt: Microsft’s move to block Israeli military unit’s access to its mass surveillance technology is a moment for corporate reckonining, 26 settembre.