Le persone rifugiate provenienti dall’Ucraina sono state esposte ad atteggiamenti xenofobi e a vulnerabilità economica. Da gennaio è entrata in vigore una definizione giuridica dello stupro basata sul consenso. Alle donne rom vittime di sterilizzazioni forzate è stata riconosciuta un’ulteriore possibilità di accesso a misure di indennizzo. È stata introdotta una forma legale di unione civile per le coppie omosessuali, che però non ha garantito integralmente i diritti matrimoniali o genitoriali. La segregazione di minori rom nel sistema scolastico è rimasta diffusa. Il governo non ha adottato una legge quadro in materia climatica. Ong sono state oggetto di reiterati attacchi politici e minacce. Sono proseguiti i trasferimenti irresponsabili di armi.
Dopo le elezioni di ottobre, il nuovo esecutivo ha annunciato un mutamento delle politiche governative, caratterizzato dall’indebolimento delle tutele ambientali e da una più rigida regolamentazione del settore non profit.
Si sono registrati ulteriori episodi di xenofobia ai danni delle persone rifugiate dall’Ucraina. Secondo un rapporto del ministero dell’Interno, alcune figure politiche e altri soggetti hanno contribuito consapevolmente alla diffusione di disinformazione e sentimenti ostili nei confronti della popolazione ucraina. A febbraio, la stampa ha riferito ampiamente di un episodio avvenuto a Praga, dove un tranviere ha insultato una coppia ucraina e il loro nipote di due anni. Nei suoi confronti sono stati avviati procedimenti giudiziari dinanzi a un tribunale distrettuale cittadino.
Secondo i dati dell’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, a ottobre risultavano registrate nel paese 397.240 persone rifugiate dall’Ucraina. Nonostante livelli occupazionali elevati, circa la metà dei nuclei familiari ucraini è rimasta al di sotto della soglia di povertà reddituale.
Una legge entrata in vigore a gennaio ha definito lo stupro come qualsiasi atto di natura sessuale compiuto contro la volontà della persona, abolendo il requisito della resistenza fisica. In risposta a sanzioni percepite come eccessivamente miti in casi di violenza sessuale, ad aprile centinaia di persone hanno partecipato a manifestazioni di protesta a Praga. Le proteste chiedevano una riforma organica del quadro normativo, inclusa l’adozione della Convenzione di Istanbul.
A luglio è entrata in vigore una nuova legge volta a rafforzare la tutela delle vittime di violenza domestica. La legge ha introdotto una definizione giuridica unitaria che ha ricompreso la violenza fisica, psicologica, sessuale ed economica, nonché i comportamenti controllanti.
È stato prorogato fino alla fine del 2026 il termine per la presentazione delle domande di indennizzo da parte delle donne sterilizzate illegalmente e forzatamente tra il 1966 e il 2012. Una parte significativa delle persone interessate apparteneva alla comunità rom. Fino ad aprile erano state presentate oltre 2.300 istanze, di cui 591 ancora in fase di valutazione.
Amnesty International e l’Ong Konsent hanno sollecitato l’inserimento del diritto all’aborto nella costituzione, ritenendo inadeguato l’attuale assetto normativo.
A decorrere da gennaio, il codice civile è stato modificato per introdurre un nuovo istituto giuridico di unione civile per le coppie omosessuali, allineato più strettamente al matrimonio. Tuttavia, molte persone hanno ritenuto insufficiente la riforma dal punto di vista dei diritti matrimoniali e genitoriali.
Da luglio non sono più stati richiesti interventi chirurgici o trattamenti ormonali per ottenere il riconoscimento legale del genere. La modifica è stata introdotta da una linea guida del ministero della Salute, poiché non è ancora stata adottata una disciplina normativa.
A ottobre, fonti stampa hanno riferito che Filip Turek, neoeletto parlamentare, aveva pubblicato sui social media contenuti razzisti, xenofobi e filonazisti. La polizia ha avviato un’indagine al riguardo.
È perdurata la segregazione di minori rom nel sistema scolastico ceco. Uno studio ha individuato oltre 130 scuole primarie caratterizzate da segregazione etnica. A novembre, le autorità hanno adottato un insieme di misure volte a promuovere la desegregazione e a prevenire l’inserimento di minori rom in scuole speciali esclusivamente in ragione del loro svantaggio sociale.
Il 1° luglio è stato ufficialmente istituito l’ufficio del difensore civico per l’infanzia, con il compito di sovraintendere ai diritti di minori e adolescenti. Inoltre, una modifica al codice civile ha vietato le punizioni corporali su minori, dichiarandole una forma di disciplina inaccettabile.
La Repubblica Ceca non ha adottato una legge quadro sul clima, rendendo irrealizzabili gli obiettivi di riduzione delle emissioni. Il governo ha mantenuto un approccio prudente in materia climatica e, a novembre, ha votato contro la proposta dell’Ue dell’obiettivo climatico per il 2040.
Organizzazioni ambientaliste hanno segnalato che la bozza di programma del nuovo governo di coalizione minacciava la natura e la qualità della vita poiché era privo delle garanzie ambientali essenziali e sosteneva i combustibili fossili. Alcuni rappresentanti eletti della coalizione hanno inoltre proposto la soppressione della recente area paesaggistica protetta di Soutok, un’estesa zona umida a elevata biodiversità situata nel sud del paese.
Sono emersi tentativi di controllare e limitare il settore non profit. Diversi partiti presenti nel nuovo parlamento hanno ripetutamente etichettato le Ong come soggetti politici e hanno proposto la riduzione dei finanziamenti, l’introduzione di obblighi di rendicontazione più severi e l’istituzione di un registro pubblico delle sovvenzioni.
La Repubblica Ceca ha continuato a effettuare trasferimenti significativi di materiale militare verso Israele, nonostante il rischio concreto che potesse essere impiegato per commettere genocidio, crimini contro l’umanità e altri crimini di guerra a Gaza. Tali trasferimenti hanno anche contravvenuto agli obblighi assunti dallo stato ai sensi del diritto internazionale, incluso il Trattato sul commercio delle armi.