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ROMANIA

Le persone rom hanno continuato a subire esclusione sistemica e discriminazione. I diritti delle persone lgbti sono rimasti limitati. Si è intensificata la retorica xenofoba contro le persone migranti. Media e Ong sono stati oggetto di molestie e minacce legali. Sono aumentate le segnalazioni di violenza domestica. I diritti riproduttivi e l’accesso all’aborto sono stati erosi. La Romania ha portato avanti la propria strategia per i combustibili privi di fossili al 2030, ma le attività degli ambientalisti sono ancora state minacciate da cause legali.

 

CONTESTO

A seguito dell’annullamento da parte della Corte costituzionale del voto presidenziale del novembre 2024, a maggio sono state indette nuove elezioni. A gennaio, la Commissione di Venezia del Consiglio d’Europa ha criticato l’annullamento unilaterale della Corte, ritenendolo privo di base legale, prove o regolare processo. Ha richiesto urgenti riforme legislative e una possibile revoca della decisione per ripristinare la legittimità democratica e salvaguardare l’integrità elettorale futura.

Le misure di austerità del governo (congelamento di salari e pensioni, tagli ai sussidi e limiti alle assunzioni) hanno suscitato critiche. Ong, sindacati e studenti hanno sostenuto che tali misure hanno colpito in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili.

 

DISCRIMINAZIONE

Ha destato preoccupazione il progetto governativo di fusione del Consiglio nazionale per la lotta contro la discriminazione (Consiliul National pentru Combaterea Discriminarii – Cncd) con l’ufficio del difensore civico. Le organizzazioni della società civile hanno avvertito che tale fusione avrebbe violato le norme Ue contro la discriminazione, indebolito i mandati dei due organismi e limitato l’accesso alla giustizia per le vittime. Hanno altresì richiesto una consultazione significativa e il rafforzamento dell’indipendenza del Cncd.

Persone rom

Le persone rom hanno continuato a subire violenza da parte della polizia, profilazione razziale e discriminazione nell’istruzione e nell’alloggio. Uno studio del 2025 condotto da alcune Ong sull’uso dei fondi Ue in sei paesi, tra cui la Romania, ha rilevato che in alcuni casi i fondi assegnati hanno amplificato la segregazione e l’emarginazione delle comunità rom. Il rapporto ha evidenziato diversi casi in cui studenti rom hanno subìto segregazione in classi o edifici separati all’interno delle scuole, mentre le famiglie rom sono state sistemate in unità abitative popolari costruite in insediamenti isolati e di bassa qualità, simili a container.

Persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate

Nonostante il crescente sostegno pubblico, i diritti delle persone lgbti sono rimasti limitati e l’avanzamento delle leggi sulle unioni civili bloccato. Ilga-Europe, un’Ong per i diritti lgbti, ha classificato la Romania all’ultimo posto tra gli stati Ue per quanto riguarda il quadro legale e politico per le persone lgbti. Circa 30.000 persone hanno partecipato alla più grande marcia del Pride mai tenutasi nella capitale Bucarest, che ha celebrato la visibilità lgbti e chiesto unioni civili, assistenza sanitaria per persone transgender e tutele legali. Si è svolta anche una piccola contromanifestazione che ha promosso “i valori della famiglia tradizionale” e si è opposta al matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Persone migranti

Le autorità di Bucarest hanno avviato una consultazione pubblica su una nuova strategia d’inclusione delle persone migranti, in seguito a un forte aumento del loro numero in città. Tuttavia, la retorica xenofoba si è intensificata, soprattutto nel contesto di manifestazioni contro i diritti e di campagne di odio online. La società civile ha chiesto al Cncd di agire preventivamente per proteggere le persone migranti da intimidazioni e discorsi d’odio.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E ASSOCIAZIONE

Il Dipartimento di stato degli Stati Uniti ha riferito che giornalisti e Ong hanno dovuto affrontare accesso limitato alle informazioni pubbliche, frequenti cause legali, molestie e minacce, incluse querele temerarie. L’azienda energetica statale Romgaz per un certo periodo ha tentato di far sciogliere Greenpeace Romania, dopo che quest’ultima si era opposta a un progetto di sfruttamento del gas nel mar Nero.

Nonostante le pressioni della società civile e dell’Ue, a fine anno la Romania non aveva adottato leggi contro le querele temerarie. I progetti di legge sono rimasti in discussione, destando preoccupazioni per le limitazioni di ambito e di applicazione.

 

VIOLENZA DI GENERE

I dati Eurostat di giugno hanno collocato la Romania al quarto posto tra i paesi Ue per livelli di violenza contro le donne. Le segnalazioni sono aumentate, con oltre 138.000 casi di violenza domestica e 59 femminicidi registrati a fine anno.

Sono stati compiuti alcuni passi legislativi. La legge Romania senza violenza, adottata a giugno, ha raddoppiato le pene per le aggressioni e rafforzato gli ordini restrittivi. Il parlamento e il ministero della Giustizia hanno fatto progressi verso l’adozione di riforme più ampie per proteggere le donne dalla violenza e hanno avviato una consultazione su proposte per aumentare le pene per femminicidio aggravato. Questi sviluppi hanno fatto seguito a manifestazioni che chiedevano misure più forti contro la violenza sulle donne.

 

DIRITTI SESSUALI E RIPRODUTTIVI

Le Ong hanno denunciato restrizioni crescenti sui diritti sessuali e riproduttivi nel paese, inclusi il diritto all’aborto e alla contraccezione. Tra gli ostacoli figuravano l’obiezione di coscienza a eseguire interruzioni di gravidanza di medici e intere strutture ospedaliere, nonché attività contro l’aborto e diffusione di disinformazione, che hanno colpito in modo sproporzionato le donne che vivono in ambiente rurale e quelle marginalizzate.1

Un disegno di legge presentato a settembre da due parlamentari mirava a restringere ulteriormente e potenzialmente rendere reato l’aborto in Romania. Il disegno di legge ha suscitato la condanna diffusa da parte di società civile e Ong, che hanno ammonito che esso avrebbe aumentato il ricorso all’aborto non sicuro e violato gli standard internazionali.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

La Romania ha portato avanti la strategia per i combustibili privi di fossili per il 2030, puntando su un maggior utilizzo dell’energia solare e l’espansione dello stoccaggio delle batterie. Tuttavia, non sono cessate le difficoltà, in particolare per il ritardo nella chiusura delle centrali a carbone a causa della mancanza di progressi nello sviluppo di progetti sostitutivi.

L’attivismo ambientale è rimasto forte, ma le persone impegnate su questo fronte hanno continuato a subire pressioni e minacce di querele temerarie. Gruppi della società civile hanno chiesto una tutela legale e istituzionale più forte per i difensori dell’ambiente.

 

Note:
1 When Rights Aren’t Real for All: the Struggle for Abortion Access in Europe, 6 novembre.

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