Modifiche alla costituzione hanno indebolito gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, rafforzato la discriminazione contro le persone lgbti e rimosso i diritti all’istruzione e alla vita privata e familiare. Sono stati imposti nuovi e onerosi obblighi legali alle Ong. Le comunità rom hanno continuato ad andare incontro a discriminazioni sistemiche, in particolare in campo educativo e abitativo. Modifiche legislative hanno limitato l’accesso alle prestazioni sociali. Le autorità non sono riuscite a garantire la trasparenza nelle esportazioni di armi verso Israele. È perdurata la dipendenza dai combustibili fossili, con progressi limitati in materia di politica climatica.
A settembre, il parlamento ha adottato modifiche costituzionali incompatibili con gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, nonostante personale esperto delle Nazioni Unite avesse precedentemente esortato la Slovacchia a riconsiderare le riforme. Questi sviluppi hanno fatto parte di un più ampio cambiamento in senso autoritario, che ha visto l’intensificarsi della repressione della società civile, compresi i gruppi lgbti e le organizzazioni di sostegno alle minoranze e le comunità marginalizzate.
Ad aprile, il parlamento ha adottato una nuova legge che regolamenta le Ong, imponendo obblighi amministrativi invasivi e rafforzando il controllo statale sulle loro attività, minacciando così i loro diritti di associazione, informazione e privacy. Ad agosto, il difensore civico ha impugnato la legge dinanzi alla Corte costituzionale.
Le Ong, in particolare quelle critiche nei confronti del governo, sono state oggetto di campagne diffamatorie, minacce e intimidazioni.1
Sono perdurate le carenze sistemiche nella gestione delle denunce di maltrattamenti da parte della polizia, tra cui la mancanza di indagini imparziali ed efficaci su accuse credibili di tortura.2
A giugno, Amnesty International e il Centro europeo per i diritti delle persone rom (European Roma Rights Centre – Errc) hanno presentato un ricorso legale e chiesto un’indagine sulle violenze della polizia, probabilmente a sfondo razziale, durante un’irruzione nella comunità rom della città di Veľká Ida.3
Le modifiche alla costituzione in materia di “identità nazionale” e di “questioni etico-culturali fondamentali”, adottate a settembre, sono state formulate in modo vago e rischiavano di essere utilizzate per giustificare la discriminazione.
Persone rom
Le comunità rom hanno continuato a subire discriminazioni strutturali, in particolare in campo educativo e abitativo. A febbraio, nel caso Salay vs. Slovacchia, la Corte europea dei diritti umani ha stabilito che le autorità avevano discriminato un ragazzo rom e violato il suo diritto all’istruzione inserendolo ingiustamente in una classe “speciale” per minori con disabilità intellettive lievi.
Ad aprile, un briefing di Amnesty International e dell’Errc ha evidenziato la continua mancanza di progressi nell’eliminazione della segregazione.4
Ad agosto, l’avvocata generale della Corte di giustizia dell’Ue ha emesso un parere nel caso Commissione europea vs. Slovacchia, concludendo che la Slovacchia non era riuscita ad affrontare efficacemente la diffusa segregazione di minori rom in campo educativo.5
Le persone rom hanno continuato a subire una discriminazione sistemica nell’accesso agli alloggi comunali, tra cui l’offerta di alloggi sociali di qualità inferiore e l’obbligo di contratti di affitto a breve termine, che rafforzavano la segregazione.
Il parlamento ha adottato modifiche costituzionali per riconoscere legalmente solo due generi (maschile e femminile) e proibire l’adozione al di fuori del matrimonio “maschio-femmina”, vietando di fatto l’adozione da parte di persone lgbti e non binarie.6 Le modifiche, che hanno anche limitato un’educazione sessuale completa, hanno gravemente compromesso i diritti delle persone lgbti e l’uguaglianza di genere.
A giugno, il parlamento ha adottato modifiche alle leggi sulla previdenza sociale che subordinavano l’accesso all’assistenza sociale alla partecipazione a lavori organizzati dallo stato o all’accettazione di un’offerta di lavoro “adeguata”. Organizzazioni della società civile e sindacati hanno avvertito che le modifiche rischiavano di escludere arbitrariamente dal sostegno essenziale i gruppi più vulnerabili.7
Le autorità hanno mantenuto il segreto sulle esportazioni di armi verso Israele, in contrasto con i principi di trasparenza e rendicontazione previsti dal Trattato internazionale sul commercio delle armi.
I sussidi ai combustibili fossili sono continuati, in particolare per il cosiddetto gas “naturale”, e i progressi nel campo delle energie rinnovabili hanno proceduto con lentezza. I risultati nella gestione dei rifiuti sono rimasti ben al di sotto delle aspettative, rendendo molto improbabile il raggiungimento dell’obiettivo di smaltimento in discarica entro il 2035.
Note:
1 Demonization, stigmatization and threats against NGOs in Slovakia, 7 luglio (solo in slovacco).
2 Slovakia: Systemic failure of justice in Slovakia: Procedural violations of the prohibition of torture by the police, 25 giugno (solo in slovacco).
3 Slovakia: Amnesty and ERRC call for investigation into racially motivated police violence against Roma in Veľká Ida, 1° luglio (solo in slovacco).
4 Separate and Unequal: School Segregation Persists for Roma Children in Slovakia, 16 aprile.
5 Slovakia: Government fails to make progress in eliminating segregation of Roma children, 13 agosto (solo in slovacco).
6 Slovakia: Parliament’s approval of draconian constitutional amendments is a step towards erosion of human rights, 26 settembre.
7 Slovakia: Request to veto a law changing the conditions for access to support in material need, 9 giugno (solo in slovacco).