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REGNO DEL BAHREIN

Il governo ha continuato a reprimere i diritti alla libertà d’espressione, associazione e riunione pacifica, anche attraverso detenzioni arbitrarie e procedimenti penali. Le autorità non hanno commutato le condanne a morte di oltre due decine di detenuti nel braccio della morte. Nonostante l’impegno per ridurre le emissioni di gas serra, il Bahrein ha ampliato la sua produzione di petrolio e gas.

 

CONTESTO

Il Bahrein ha scarcerato 839 persone in seguito a due provvedimenti di grazia reale il 27 marzo e il 5 giugno. Tuttavia, da queste sono rimaste escluse quelle imprigionate per motivi politici, di cui si stima che 322 fossero detenute arbitrariamente, compresi i noti difensori di diritti umani Abdulhadi al-Khawaja e Abduljalil al-Singace.

 

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE E ASSOCIAZIONE

Almeno 132 persone, tra cui 35 minori, sono state arrestate o interrogate in relazione ad accuse in materia d’espressione, secondo il Centro del Bahrein per i diritti umani.

Il 28 febbraio, la polizia ha convocato il difensore dei diritti umani Ali al-Hajee in relazione a un’indagine riguardante post pubblicati sui social media che denunciavano violazioni dei diritti umani contro persone detenute per motivi politici in Bahrein. È stato interrogato senza la presenza del suo avvocato ed è rimasto arbitrariamente detenuto per 11 giorni in attesa delle indagini. È stato accusato di “diffusione di notizie false attraverso i social media” e poi rilasciato il 10 marzo. Ali al-Hajee aveva già scontato una condanna a 10 anni di carcere per il suo coinvolgimento in eventi pacifici di protesta in Bahrein ed era stato scarcerato a giugno 2023.

Le autorità hanno continuato a limitare fortemente la libertà di associazione, anche attraverso l’applicazione delle “norme sull’isolamento civile e politico” del 2018, che vietano esplicitamente a esponenti dei partiti d’opposizione di partecipare pienamente alla vita politica e civile, impedendo loro, tra l’altro, di candidarsi alle elezioni o di assumere posizioni di leadership nelle organizzazioni della società civile.

 

LIBERTÀ DI RIUNIONE PACIFICA

Le autorità hanno continuato a limitare il diritto alla libertà di riunione pacifica, arrestando e perseguendo manifestanti che protestavano in modo pacifico.

A luglio, la procura antiterrorismo ha indagato cinque persone imputate in relazione ad accuse di “riunione illegale in un luogo pubblico”, dopo che avevano partecipato a una protesta pacifica per chiedere la fine del blocco illegale di Gaza da parte di Israele. Le autorità hanno continuato a detenere arbitrariamente 10 leader delle proteste antigovernative di massa che ebbero luogo nel 2011, compresi prigionieri di coscienza.

 

DIRITTI DELLE PERSONE DETENUTE

Le autorità hanno convalidato la loro confisca degli scritti del difensore dei diritti umani Abduljalil al-Singace, in carcere dal 2011 per aver esercitato i suoi diritti alla libertà d’espressione e riunione pacifica. In risposta, egli ha proseguito il suo sciopero della fame, iniziato l’8 luglio 2021, rifiutando ogni cibo solido, con conseguente grave indebolimento della sua salute. Dall’inizio del suo sciopero della fame gli erano state continuamente negate cure mediche adeguate, secondo l’Istituto del Bahrein per i diritti alla democrazia.

Almeno 26 uomini sono rimasti nel braccio della morte e a rischio d’imminente esecuzione, 11 dei quali erano stati condannati negli anni precedenti al termine di processi palesemente iniqui, fondati unicamente o principalmente su “confessioni” presumibilmente estorte sotto tortura.1

 

DIRITTI DELLE DONNE

Il Bahrein è avanzato di 12 posizioni nel Global Gender Gap Report 2025, ma rimaneva classificato al 104° posto su 148 paesi. Le donne continuavano a subire discriminazioni ai sensi della legge unificata sulla famiglia del 2017. Inoltre, la legge sulla cittadinanza del 1963 impediva alle donne di trasmettere la cittadinanza alla prole se il padre non era un cittadino del Bahrein.

 

DIRITTO A UN AMBIENTE SALUBRE

Nonostante l’impegno assunto dal paese nel 2024 per ridurre le emissioni di gas serra del 30 per cento entro il 2035 e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060, il Bahrein ha ampliato la sua produzione di petrolio e gas, anche attraverso un nuovo accordo per la valutazione di nuove esplorazioni di gas e l’espansione della capacità produttiva alla raffineria di petrolio di Sitra.

 

Note:
1 Bahrain: Joint letter on human rights situation to member and observer states of the United Nations Human Rights Council, 12
maggio.

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