Le autorità hanno rinviato a giudizio per accuse di terrorismo migliaia di persone, molte delle quali erano state prese di mira unicamente per il pacifico esercizio dei diritti umani. Le Ong hanno subìto indebite restrizioni nell’accesso ai finanziamenti, con gravi conseguenze per loro operatività. Le forze di sicurezza hanno arrestato decine di influencer dei social media per accuse vaghe che facevano riferimento alla “moralità”. Detenuti sono deceduti in custodia in seguito a presunti casi di tortura o negligenza medica. La polizia ha arrestato lavoratori che chiedevano l’applicazione del salario minimo. Sono state emesse condanne a morte, anche per reati che non implicavano l’omicidio intenzionale, al termine di processi gravemente iniqui. Ci sono state alcune esecuzioni. È prevalsa l’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani commesse nel 2025 e negli anni precedenti. Donne e ragazze, minoranze religiose e persone lgbti hanno subìto discriminazioni e procedimenti penali per avere esercitato i loro diritti umani. In un contesto di persistente crisi economica, le autorità non hanno saputo tutelare i diritti economici e sociali né adeguare sufficientemente le misure di sicurezza sociale. Il governo ha introdotto una nuova legislazione che rischiava di mettere a repentaglio il diritto a un alloggio adeguato di milioni di persone. Sono continuate le espulsioni illegali di persone rifugiate dal Sudan e da altri luoghi.
L’affluenza alle urne alle elezioni per il senato e la camera dei rappresentanti di agosto è stata rispettivamente del 17 e del 32,4 per cento. I 100 seggi riservati alle liste sono stati vinti senza opposizione da partiti e candidati filogovernativi hanno ottenuto la maggioranza nelle elezioni parlamentari, in un contesto di segnalazioni di acquisto di voti, brogli, carenze procedurali e diversi ballottaggi in seguito all’annullamento dei dati da parte dei funzionari.
La situazione dei diritti umani dell’Egitto è stata analizzata secondo la procedura dell’Upr a gennaio. L’Egitto ha accettato un esiguo numero di raccomandazioni significative ma si è limitato a prendere atto di molte altre, tra cui quelle riguardanti l’eccessivo ricorso alla detenzione cautelare, le indebite restrizioni imposte alla società civile e la discriminazione contro le minoranze religiose. A settembre, il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha ordinato, per la prima volta, lo sviluppo di una strategia nazionale sui diritti umani.
A giugno, il consiglio e il parlamento dell’Ue hanno approvato i restanti quattro miliardi di euro del pacchetto di assistenza macrofinanziaria per complessivi cinque milioni di euro, che l’Ue si era impegnata a fornire all’Egitto nel 2024.
L’economia ha continuato ad affrontare profonde difficoltà. Il debito interno ed estero rappresentava quasi i due terzi della spesa totale stanziata nel bilancio statale per il 2025-2026. A dicembre, il tasso d’inflazione annuale era sceso al 10,3 per cento dal 23,4 dell’anno precedente, mentre i prezzi di cibo e bevande erano saliti di circa lo 0,9 per cento. Per il quinto anno consecutivo, il governo non ha pubblicato dati sulla povertà.
Il valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto è rimasto per lo più chiuso.
Il governo non ha rispettato il diritto alla libertà d’associazione delle organizzazioni della società civile indipendenti. Le autorità hanno obbligato le associazioni ad adempiere a un sistema illegale di autorizzazione per registrarsi; costretto al licenziamento membri dello staff e dirigenti delle associazioni senza alcuna base legale; e sottoposto le associazioni a obblighi di reportistica intrusivi ed eccessivamente gravosi, ponendole di fatto sotto costante sorveglianza. Personale dell’Agenzia nazionale per la sicurezza (National Security Agency – Nsa) ha intimidito staff e dirigenti di associazioni, alimentando un clima di paura e repressione.1 Le associazioni hanno inoltre continuato a sottostare a rigide restrizioni nell’accesso ai finanziamenti o nell’utilizzo dei servizi finanziari.
A maggio, l’Associazione per la libertà di pensiero ed espressione, un gruppo per i diritti umani, ha ottenuto l’accesso ai servizi bancari dopo una procedura burocratica durata 11 mesi. Tuttavia, a novembre, le autorità le hanno rifiutato la concessione di due finanziamenti senza fornire spiegazioni.
Il 30 novembre, il Centro per l’assistenza legale per le donne egiziane, un’associazione indipendente per i diritti delle donne, ha dichiarato che le autorità avevano rifiutato senza spiegazioni tre dei finanziamenti che erano stati chiesti e non avevano neppure risposto a una quarta richiesta di prestito.
Le autorità hanno continuato a criminalizzare forme d’espressione e di riunione pacifica dissenzienti, prendendo di mira persone come giornalisti, manifestanti, esponenti d’opposizione e altre che criticavano l’operato del governo in materia di diritti umani o che invocavano un cambiamento politico.
Il 2 gennaio, l’oppositore politico Hisham Kassem ha appreso da notizie pubblicate sul web di avere un’udienza fissata per il 9 febbraio, nell’ambito di un nuovo procedimento penale per accuse di “diffamazione” e “disturbo intenzionale” nei confronti di una ex ministra. Le accuse riguardavano lo stesso post pubblicato sui social media per il quale era stato ingiustamente giudicato colpevole, condannato e incarcerato nel 2024. A maggio, un tribunale lo ha condannato in contumacia a sei mesi di reclusione e a un’ammenda, con l’opzione della cauzione per sospendere la pena in attesa dell’appello.
Il 15 gennaio, la Procura suprema per la sicurezza dello stato (Supreme State Security Prosecution – Sssp) ha convocato Hossam Bahgat, direttore esecutivo dell’Iniziativa egiziana per i diritti della persona (Egyptian Initiative for Personal Rights – Eipr) per interrogarlo. La procura ha aperto un’indagine su di lui per accuse di terrorismo e diffusione di notizie false in relazione a una dichiarazione dell’Eipr, riguardante il deterioramento delle condizioni di detenzione nel penitenziario del 10° Ramadan. È stato rilasciato su cauzione.
Sempre il 15 gennaio, le forze di sicurezza hanno arrestato il giornalista Ahmed Serag. La procura dell’Sssp lo accusava di reati in materia di terrorismo e ha disposto la sua custodia. Il 5 giugno è stato rilasciato in attesa delle indagini.
Il 16 gennaio, agenti in abiti civili hanno arrestato la giornalista Nada Mogheeth. La procura dell’Sssp l’ha indagata per accuse di terrorismo, in relazione a un’intervista del 2024 riguardante suo marito detenuto, il giornalista Ashraf Omar. È stata in seguito rilasciata su cauzione.
Tra il 10 e il 12 giugno, le forze di sicurezza hanno arrestato due uomini e una donna nelle loro abitazioni nei governatorati del Cairo e di al-Sharkia per avere sostenuto la Marcia per Gaza, un’iniziativa globale per rompere il blocco su Gaza. L’Sssp ha aperto indagini contro di loro per reati in materia di terrorismo e ha disposto la loro detenzione cautelare. A fine anno rimanevano arbitrariamente detenuti. Le autorità hanno inoltre arbitrariamente arrestato decine di persone con cittadinanza straniera, che erano venute in Egitto per partecipare alla marcia, per poi espellerle (v. sotto, Sparizione forzata, tortura e maltrattamento).
Le autorità hanno lanciato una campagna repressiva contro content creator sui social media. Ad agosto e settembre, le forze di sicurezza hanno arrestato decine di influencer dei social media per i loro contenuti su TikTok, utilizzando accuse di “indecenza” e “violazione dei principi e dei valori familiari”. I tribunali hanno condannato almeno un uomo e due donne a pene comprese da uno a tre anni di reclusione, oltre che al pagamento di ammende.
Il 17 settembre, la polizia ha arrestato il giornalista e ricercatore Ismail al-Iskandrani, presso un posto di blocco nel governatorato di Marsa Matruh. Lo stesso giorno, l’Sssp lo ha poi accusato di reati in materia di terrorismo, in relazione a post pubblicati su Facebook, e lo ha posto in custodia. A fine anno rimaneva in custodia cautelare.
Tra settembre 2024 e maggio 2025, le autorità hanno rinviato a giudizio circa 6.000 persone, tra cui giornalisti, avvocati e difensori dei diritti umani, per essere giudicate davanti ai circuiti speciali competenti per terrorismo dei tribunali penali, in relazione ad accuse in materia di terrorismo, che in molti casi erano basate esclusivamente sull’esercizio dei diritti umani. Questi tribunali hanno regolarmente ignorato le garanzie di equità processuale o non hanno provveduto a disporre indagini sulle accuse di abusi in detenzione.
Il 19 febbraio, un tribunale militare ha condannato cinque pescatori a un anno di reclusione e a una multa di 50.000 sterline egiziane (circa 985 dollari Usa). La procura militare li accusava di avere pescato durante “periodi proibiti” e di essere entrati in un’area militare senza permesso, in relazione alla pesca in un lago nel governatorato del Sinai settentrionale, gestita da un’agenzia di sviluppo che operava sotto il controllo del ministero della Difesa.
Il 22 settembre, le autorità hanno rilasciato l’attivista egiziano-britannico Alaa Abdel Fattah in seguito a grazia presidenziale, ponendo fine a sei anni di carcerazione ingiusta.
Il 16 ottobre, il parlamento ha approvato una serie di emendamenti al disegno di legge sul codice di procedura penale. Le modifiche hanno introdotto ulteriori alternative alla detenzione cautelare, tra cui il coprifuoco, il monitoraggio elettronico e gli arresti domiciliari. Nonostante i minimi miglioramenti apportati rispetto alle precedenti proposte, il disegno di legge rimaneva incoerente con le norme internazionali sui diritti umani, in particolare in relazione al diritto alla rappresentanza legale durante l’interrogatorio. A novembre, il presidente lo ha ratificato.
Le forze di sicurezza, compresa l’Nsa, hanno continuato a sottoporre individui trattenuti per motivi politici a sparizione forzata o detenzione in incommunicado. Tortura e maltrattamento sono rimasti metodi utilizzati regolarmente nelle carceri, nei commissariati di polizia e nelle strutture gestite dall’Nsa.
Tra fine dicembre 2024 e febbraio 2025, le forze di sicurezza hanno arbitrariamente arrestato almeno 55 uomini e quattro donne per avere condiviso sui social media contenuti critici verso il governo. La procura dell’Ssspa ha incriminato almeno sette degli uomini di reati in materia di terrorismo e ne ha disposto la custodia cautelare. Almeno quattro a fine anno erano ancora in detenzione preprocessuale. Agenti dell’Nsa hanno trattenuto cinque degli uomini in incommunicado per periodi compresi tra quattro e sei settimane prima di condurli davanti all’Sssp. Altri due uomini arrestati in relazione allo stesso caso sono stati sottoposti a sparizione forzata rispettivamente per 28 e 41 giorni, in strutture dell’Nsa non identificate. Quattro degli uomini trattenuti hanno riferito ai pubblici ministeri dell’Sssp che agenti dell’Nsa li avevano sottoposti a insulti verbali e percosse, mentre altri due hanno raccontato che erano state loro inflitte scosse elettriche. Il 9 febbraio, personale di sicurezza in abiti civili ha arrestato l’attivista egiziano-libico e conduttore televisivo Nasser al-Hawari, davanti all’abitazione della sua famiglia ad Alessandria. È rimasto sottoposto a sparizione forzata per 16 giorni prima di essere rilasciato senza accusa il 26 febbraio.
Tre persone egiziane che avevano dato supporto alla Marcia per Gaza, arrestate tra il 10 e il 12 giugno (v. sopra, Libertà d’espressione e riunione) sono state trattenute in incommunicado dalle forze di sicurezza presso strutture dell’Nsa non precisate, per periodi compresi tra nove e 10 giorni prima di comparire davanti all’Sssp. Durante l’interrogatorio, un uomo ha affermato che agenti dell’Nsa lo avevano sottoposto a percosse e scosse elettriche sulle mani e sul corpo. Un altro uomo ha affermato che agenti dell’Nsa lo avevano picchiato e costretto a denudarsi.
Tra il 10 e il 12 giugno, le forze di sicurezza hanno trattenuto in incommunicado per più di un giorno decine di persone straniere che avevano dato sostegno alla Marcia per Gaza, per poi espellerle. Durante la sua espulsione, la polizia ha ammanettato Stefanie Crisostomo, un’attivista croato-peruviana, provocandole contusioni alle braccia. La polizia ha picchiato un uomo con i manganelli durante l’arresto, colpendolo al volto e sul collo. L’uomo ha dichiarato che un agente di polizia aveva anche tentato di mettergli un dito nell’ano durante l’arresto. Due uomini norvegesi hanno ricevuto colpi al volto e sul torace da agenti dell’Nsa.
I tribunali penali, compresi i circuiti competenti per terrorismo, hanno emesso condanne a morte al termine di processi iniqui. I reati puniti con la pena capitale comprendevano crimini che non implicavano un “omicidio intenzionale”, come traffico di droga e stupro, per i quali l’uso della pena di morte deve essere limitato ai sensi del diritto e degli standard internazionali. Ci sono state esecuzioni.
È prevalsa l’impunità per le uccisioni illegali, la tortura e il maltrattamento, le sparizioni forzate e le altre gravi violazioni dei diritti umani compiute nel 2025 e negli anni precedenti, comprese le uccisioni illegali di almeno 900 persone che sostenevano il deposto presidente Mohamed Morsi, il 14 agosto 2013.
A giugno, l’Eipr ha sporto denuncia presso il pubblico ministero chiedendo un’indagine su sette decessi avvenuti tra marzo 2024 e maggio 2025 di uomini trattenuti presso il commissariato di polizia di al-Omraniya, nel governatorato di Giza. La procura ha respinto la denuncia senza fornire motivazioni.
Ad agosto, il sito web dell’agenzia di stampa indipendente Mada Masr ha riportato che tre uomini erano morti mentre erano in custodia di polizia nei governatorati di Alessandria e Qalyobiya per presunti casi di tortura o diniego di cure mediche. Lo stesso mese, il ministero dell’Interno ha negato che un quarto uomo fosse morto in custodia dopo essere stato torturato in un commissariato di polizia di Giza. Non sono state fornite informazioni riguardo all’apertura di indagini sui suddetti decessi in custodia.
I pubblici ministeri, in particolare dell’Sssp, hanno archiviato o ignorato la maggior parte delle denunce presentate contro agenti di polizia.
L’11 gennaio, le forze di sicurezza hanno arrestato Mohamed Allam presso l’abitazione di un parente, nel governatorato di Giza. Nelle settimane precedenti il suo arresto, Mohamed Allam aveva postato diversi video su TikTok che criticavano il presidente al-Sisi. Prima di condurlo davanti all’autorità giudiziaria, agenti dell’Nsa lo hanno sottoposto a sparizione forzata per più di una settimana presso una struttura dell’Nsa a Giza. Mohamed Allam ha raccontato alla magistratura che gli agenti dell’Nsa gli avevano inflitto scosse elettriche e percosse e lo avevano tenuto bendato per tutta la durata della sparizione forzata. A gennaio, in un raro caso, un pubblico ministero dell’Sssp ha disposto una perizia forense per Mohamed Allam, dopo che aveva sollevato le accuse di tortura. A fine anno, la procura non aveva ancora permesso al suo avvocato di riesaminare il rapporto forense.
Donne e ragazze
Le donne hanno continuato a essere discriminate nella legge e nella prassi, anche in relazione a questioni come matrimonio, divorzio, custodia dei figli e cariche politiche. Gli emendamenti alla legge sullo status personale, promessi da tempo, rimanevano in stallo, tra le preoccupazioni per la mancanza di una significativa consultazione con le associazioni per la difesa dei diritti umani delle donne indipendenti.
Almeno due donne e una ragazza sono state arbitrariamente arrestate e perseguite penalmente per vaghe accuse di “moralità”, in relazione a contenuti pubblicati su TikTok.
Persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuate
Le autorità hanno continuato a vessare e perseguire individui sulla base del loro reale o percepito orientamento sessuale o dell’identità di genere.
I diritti economici e sociali, compresi i diritti a uno standard di vita adeguato e alla salute, hanno continuato a essere compromessi anche a causa della persistente crisi economica. Il governo non ha saputo adempiere all’obbligo sancito dalla costituzione di destinare almeno il 3 e il 6 per cento del pil, rispettivamente al settore sanitario e a quello dell’istruzione.
Nel bilancio 2025-2026, sono stati aumentati i fondi destinati alla copertura finanziaria dei programmi di trasferimento di denaro per le persone che vivono una situazione di povertà, ma secondo l’Eipr erano ancora insufficienti per sollevare coloro che vivono sotto la soglia di povertà o per raggiungere tutti coloro che ne avevano bisogno. Dal loro lancio nel 2015, i programmi di trasferimento di denaro Takaful e Karama avevano raggiunto un totale di 7,7 milioni di beneficiari, secondo una dichiarazione ufficiale del ministro della Solidarietà sociale, rilasciata a luglio 2025. Le cifre ufficiali più recenti, risalenti al 2020, stimavano il numero di persone in situazione di povertà intorno a 30 milioni.
Il 25 gennaio, le forze di sicurezza hanno arrestato nove lavoratori di un’azienda di produzione del settore abbigliamento per la loro partecipazione a uno sciopero che chiedeva l’applicazione del salario minimo e altri diritti. La procura li ha incriminati per interruzione deliberata della produzione, istigazione allo sciopero e incitamento alla rivolta, e ne ha disposto la custodia cautelare per quattro giorni. Il 30 gennaio, un tribunale ha ordinato il loro rilascio, dopodiché l’azienda li ha licenziati.
A settembre, agenti dell’Nsa hanno convocato cinque persone che lavoravano in una fabbrica del governatorato di Qena, in seguito alla loro partecipazione a uno sciopero che chiedeva l’aumento della tredicesima e altre indennità. Le forze di polizia hanno ordinato di porre fine allo sciopero, con la promessa di trasmettere le loro richieste alla direzione aziendale, e le persone che manifestavano hanno acconsentito. Il giorno dopo la fine dello sciopero, la fabbrica ha acconsentito a far fronte ad alcune delle loro richieste.
Ad agosto, il presidente al-Sisi ha promulgato un disegno di legge che ha abrogato le leggi sugli affitti del 1977 e 1981, ponendo di fatto fine a tutti i contratti di locazione vecchi di decenni, con conseguenze per circa 1,6 milioni di famiglie. Il nuovo documento legislativo ha stabilito un periodo di transizione di cinque anni per le unità commerciali e di sette per quelle residenziali, dopodiché i vecchi contratti di locazione sarebbero scaduti, con i canoni di locazione rivalutati su base percentuale. Ha inoltre dato a inquilini interessati priorità nell’accesso a unità abitative residenziali o commerciali di proprietà statale. Un decreto che illustrava nei dettagli il piano di compensazione non forniva precisazioni sui prezzi, aumentando l’incertezza riguardo all’accessibilità economica delle unità residenziali disponibili per persone a basso reddito e all’accessibilità del programma in generale. Il governo non ha condotto consultazioni significative sul piano di compensazione proposto.
Le autorità statali hanno continuato a discriminare persone cristiane e a negare loro il diritto a un rimedio per episodi di violenza settaria, insistendo sulla risoluzione dei casi attraverso accordi di riconciliazione tradizionali che negavano regolarmente forme di risarcimento per le perdite materiali subite e che in alcuni casi avevano perfino portato al loro allontanamento dalle loro stesse comunità.
Tra marzo e maggio, almeno 15 membri della religione ahmadi di Pace e luce sono stati detenuti unicamente per avere esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di religione.
L’Nsa ha sottoposto almeno tre di loro a sparizione forzata per periodi compresi tra 29 e 34 giorni prima di condurli davanti a un magistrato. Agenti dell’Nsa hanno torturato due degli uomini, picchiando uno con un bastone e l’altro con un oggetto di metallo, e infliggendo a entrambi scosse elettriche sui genitali.2
Ad aprile, le procedure speciali delle Nazioni Unite hanno inviato congiuntamente una lettera di accusa al governo egiziano esprimendo preoccupazione per la discriminazione nei confronti della comunità baha’i, come la confisca dei loro cimiteri, il diniego di documenti d’identità che riconoscevano la fede baha’i come una religione, il riconoscimento dello stato civile e dei matrimoni, oltre alle vessazioni e la sorveglianza subite dai baha’i.
Il diritto di costruire o ristrutturare chiese è rimasto limitato da una legge del 2016 che obbligava i proprietari a ottenere l’autorizzazione delle agenzie della sicurezza e di altri organismi statali. A ottobre, il governo ha annunciato la legalizzazione di 3.613 chiese, a fronte delle 5.540 richieste presentate dall’entrata in vigore della legge.
Le autorità hanno continuato a espellere illegalmente persone rifugiate dal Sudan e da altri paesi, incluse alcune registrate presso l’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, secondo le Ong indipendenti Eipr e la Piattaforma per i rifugiati in Egitto.
Il primo ministro non aveva ancora emanato i regolamenti attuativi per la legge sull’asilo, che avrebbero dovuto essere pubblicati entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, a dicembre 2024. Di conseguenza, la legge è rimasta priva di efficacia, lasciando i diritti delle persone rifugiate non regolamentati, in particolare in relazione ai diritti economici e sociali.
Note:
1 Egypt: “Whatever Security Says Must Be Done”: Independent NGOs’ Freedom of Association Restricted in Egypt, 24 novembre.
2 Egypt: Halt arbitrary arrest, disappearance and threatened deportation of Ahmadi minority members, 8 aprile.